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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Fitness

Attività fisica: le linee guida del Ministero della Salute

Dai bambini agli anziani, secondo gli esperti il movimento quotidiano della popolazione va aumentato. L'obiettivo è abbassare i livelli di sedentarietà, che in Italia e nel mondo sono ancora alti

Il concetto di attività fisica è molto ampio; comprende, infatti, tutte le forme di movimento realizzate nei vari ambiti di vita. Come riporta il sito del ministero della Salute, secondo l’OMS, per “attività fisica” si intende “qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo”.

In questa definizione rientrano non solo le attività sportive, ma anche semplici movimenti come camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio e lavori domestici, che fanno parte della “attività motoria spontanea”. L’espressione “attività motoria” è sostanzialmente sinonimo di attività fisica. Con il termine di “esercizio fisico” si intende invece l’attività fisica in forma strutturata, pianificata ed eseguita regolarmente.

Lo sport, quindi, comprende situazioni competitive strutturate e sottoposte a regole ben precise. È un gioco istituzionalizzato, codificato in modo tale da essere riconosciuto e riconoscibile da tutti per regole e meccanismi, ai quali si fa riferimento per la sua pratica in contesti ufficiali o non ufficiali. Le attività sedentarie sono quelle caratterizzate da un dispendio energetico inferiore a quello di riposo, esemplificate dallo stare seduto o in posizione reclinata (guardare la televisione, guidare l’auto, leggere, stare seduti alla scrivania).

I dati del sistema di sorveglianza PASSI relativi al biennio 2020-2021 mostrano che il 44,9% degli intervistati di 18-69 anni può essere classificato come attivo secondo le raccomandazioni dell’OMS (ovvero pratica settimanalmente almeno 150 minuti di attività fisica moderata o 75 minuti di attività intensa o combinazioni equivalenti delle due modalità), il 23.6% come parzialmente attivo (svolge qualche attività fisica moderata o intensa nel tempo libero, ma senza raggiungere i livelli settimanali raccomandati dall’OMS, oppure non fa alcuna attività fisica nel tempo libero ma svolge un lavoro regolare – continuativo - che richiede un moderato sforzo fisico) e il 31.5% come sedentario (non pratica attività fisica nel tempo libero e non lavora, oppure svolge un lavoro sedentario o uno che pur richiedendo uno sforzo fisico moderato o pesante non è regolare e continuativo nel tempo). La proporzione di adulti sedentari aumenta con l’età, è maggiore fra le donne, fra i più svantaggiati economicamente, fra i meno istruiti. I valori sono più elevati al Sud, anche se la Regione con la quota di sedentari più alta è la Valle d’Aosta (60,3%). Non sempre la percezione soggettiva del livello di attività fisica praticata corrisponde a quella effettivamente svolta: 1 adulto su 3 fra i parzialmente attivi, e quasi 1 su 4 fra i sedentari, percepiscono come sufficiente il proprio impegno nel praticare attività fisica.

I benefici dell'attività fisica

Nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza

- è necessaria allo sviluppo osteo-muscolare

- contribuisce allo sviluppo di un apparato cardiovascolare sano

- contribuisce ad aumentare le capacità di apprendimento e il livello di autostima

- rappresenta un valido strumento di aggregazione sociale

- associata a una corretta alimentazione diminuisce il rischio di obesità infantile e di malattie croniche non trasmissibili.

In età adulta

- riduce la frequenza di malattie croniche non trasmissibili, come le malattie cardiovascolari, il diabete, l'ipertensione arteriosa, alcune forme di tumore (seno, prostata, colon)

- migliora la mineralizzazione ossea, che contribuisce alla prevenzione dell'osteoporosi

- migliora la funzione digestiva e la regolazione del ritmo intestinale

- aumenta il dispendio energetico favorendo il controllo del peso corporeo

- aiuta la salute mentale, contribuendo al mantenimento delle funzioni cognitive e alla riduzione del rischio di depressione e di demenza

- riduce stress e ansia

- migliora la qualità del sonno e dell'autostima.

Durante la gravidanza

- favorisce una buona circolazione con effetti benefici sul feto

- permette di tenere sotto controllo il peso corporeo

- riduce il rischio di diabete gestazionale, pre-eclampsia, nascita pretermine, varici venose e trombosi delle vene profonde

- apporta benefici psicologici, che includono riduzione della stanchezza, dello stress, della depressione.

Nel post-partum

- contribuisce a ridurre la depressione e l’ansia

- aiuta a migliorare l’umore

- favorisce la funzionalità cardiorespiratoria

- permette di tenere sotto controllo il peso corporeo.

In età avanzata

- aiuta a conservare la capacità di svolgere le normali occupazioni della vita quotidiana e quindi l’autosufficienza

- favorisce la partecipazione e l’integrazione sociale

- è importante per mantenere la massa muscolare e un buon equilibrio, prevenendo in tal modo le cadute

- produce un effetto positivo sulla funzione immunitaria

- riduce il rischio di infezioni delle vie aeree

- preserva la struttura e la funzione cerebrale favorendo il mantenimento della plasticità neuronale e protegge il sistema nervoso da eventuali danni derivanti dall'esposizione a stress

- può prevenire o ritardare l’insorgenza di patologie croniche legate all’invecchiamento e facilitare i percorsi di riabilitazione per chi ne è affetto.

In generale, nell’anziano l’esercizio fisico è in grado di migliorare il tono muscolare e la capacità di movimento, nonché di ridurre l’osteoporosi e di indurre un aumentato rilascio di mediatori neurormonali, che conferiscono una sensazione di benessere generale.

Inoltre l’attività fisica e sportiva, favorendo l’inclusione sociale, svolge un ruolo rilevante nel miglioramento del benessere psichico e nella prevenzione e trattamento del disagio sociale nelle diverse fasce d’età, soprattutto durante lo sviluppo giovanile.

La pratica di sport e l'attività fisica possono fornire spunti utili per l’acquisizione di un modello di vita “corretto”. Attività sportive di squadra e attività di espressione corporea permettono non solo un maggior benessere psicofisico e l’acquisizione di abilità motorie, ma costituiscono un'occasione di socializzazione e di responsabilizzazione. L’acquisizione di comportamenti sportivi (fairplay), può facilitare l’acquisizione di un modello di vita basato su regole e ruoli condivisi dalla società.

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