La scienza lo conferma: allenarsi con la musica è meglio

Chiunque abbia praticato attività fisica sa che farla con le cuffiette ci dà più energia. Ecco le ragioni

Allenarsi con la musica è più facile. In molti sono convinti che si tratti addirittura di doping sportivo. A mettere la parola fine sulla diatriba “musica sì, musica no” quando ci si allena è un’imponente revisione di quasi 140 studi condotta dalla University of Southern Queensland in Australia. I ricercatori in forza all’ateneo australiano hanno analizzato studi fatti sull’argomento già nel 1911, ma anche quelli più recenti. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Psychological Bulletin, dimostrando che fare esercizio fisico con la musica non solo è più divertente, ma anche più performante.

Gli studi messi sotto osservazione dal team di ricerca hanno coinvolto quasi 3.600 persone. Tra i parametri utilizzati per raggiungere i loro risultati ci sono stati:

- la sensazione che la musica provoca a chi si allena,

- l’influenza sulla percezione della difficoltà dell’esercizio,

- l’impatto sulla resistenza e sulla frequenza cardiaca.

Si è anche indagato sulle variazioni di capacità nelle prestazione per comprendere ad esempio se una persona riesce a sollevare più o meno peso ascoltando musica.

Dal punto di vista psicologico la musica ha un effetto significativo sulle sensazioni e sull’umore delle persone che scelgono di allenarsi in questo modo. Ma c’è di più. Ha reso meno faticose le sessioni di workout, migliorando anche il consumo di ossigeno. Meno incisivo sembra invece l’impatto sulla frequenza cardiaca. I ricercatori non sono riusciti a comprendere se l’aumento della frequenza fosse benefico o meno.

Un’équipe di studio dell’Università di Toronto ha coinvolto un gruppo di ultrasessantacinquenni impegnati nella riabilitazione cardiologica. Anche se questa attività sia molto utile per la salute dei pazienti (tanto da aumentarne la sopravvivenza del 20%), molti si scoraggiano e decidono di abbandonare il programma di esercizi.

Dopo tre mesi di sperimentazione si è osservato che i pazienti con le cuffie avevano totalizzato ben 475 minuti di attività fisica alla settimana, contro i 370 dei coetanei che avevano fatto gli esercizi in silenzio. I risultati più importanti sono stati ottenuti da quei pazienti sottoposti alla stimolazione ritmica uditiva. In questo caso i minuti di attività fisica totalizzati nella settimana sono stati ben 630, quasi il 70% in più.

Per aumentarne la costanza, infatti, i ricercatori hanno provato a mettere a punto delle playlist personalizzate con i generi musicali preferiti dai pazienti e il ritmo sincronizzato ai loro movimenti. Alcune di queste sono state poi “ritoccate”. Gli esperti hanno aggiunto dei battiti extra che stimolano i movimenti secondo quanto previsto dalla tecnica di stimolazione ritmica uditiva (RAS).

Fonte: Ok Salute e Benessere

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