Infezione da ossiuri: cosa fare quando il bambino ha i vermi

L'ossiuriasi è un'infezione parassitaria intestinale che riguarda circa un bambino su quattro. Ecco come si manifesta e come si cura

L'ossiuriasi è un’infezione parassitaria intestinale causata dall’Enterobius vermicularis, più comunemente chiamato ossiuro. Si tratta di un verme di colore biancastro, a volte trasparente, che ha forma cilindrica e dimensioni estremamente ridotte: se è maschio, misura solo cinque millimetri mentre se è femmina, raggiunge il centimetro. Il prurito nella zona anale e perianale, che colpisce soprattutto nelle ore notturne, è il segno caratteristico di questo tipo di problematica, insieme a possibili dolori addominali, inappetenza, irritabilità, agitazione, insonnia, meteorismo e diarrea.

Si tratta di un'infezione piuttosto frequente soprattutto nella popolazione pediatrica, tanto da interessare ogni anno almeno il 25-30% dei bambini in età prescolare e scolare.

L’infezione si contrae attraverso l’ingestione delle uova dei parassiti, che può avvenire in seguito al contatto con oggetti e superfici contaminati, sui quali questi microrganismi possono sopravvivere anche per due-tre settimane. Se una persona infetta si gratta o va in bagno senza poi lavarsi accuratamente le mani, può trasferire le uova degli ossiuri, che si depositano facilmente sotto alle unghie, su giocattoli, matite, quaderni, sedie, biancheria e sedili del wc, infettando quindi gli individui che successivamente entrano in contatto con queste cose. Può succedere anche che, per lo stesso motivo, le uova di questi parassiti finiscano sotto alle unghie e, se ci si mette spesso le mani in bocca come tendono a fare i più piccoli, ci si autoinfesti e si dia il via a un nuovo ciclo. Il contagio può avvenire per inalazione quando si scuotono lenzuola o vestiti contaminati, perché le uova sono estremamente piccole e leggere.

Dopo essere state ingerite, le uova raggiungono l’intestino tenue, si schiudono e danno vita alle larve: queste si inoltrano fino all’intestino crasso dove, nel giro di qualche settimana, maturano e diventano ossiuri adulti. Durante la permanenza in questa sede, i maschi fecondano le femmine, muoiono poco dopo e se ne vanno con le feci. Gli ossiuri femmine, invece, aderiscono alla mucosa intestinale e quando le uova sono mature – si stima che un parassita fecondato possa contenerne fino a 15-16mila – si spostano verso l’ano, soprattutto nelle ore notturne. Qui, tra le pieghe della pelle, depositano le loro uova che, dopo poche ore, diventano infestanti. Gli esemplari femmina muoiono poco dopo aver portato a termine il loro compito. L'ossiuriasi si cura con terapia farmacologica per debellare l’infezione.

Fonte: Ok Salute e Benessere

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