Accadde giorno per giorno, 120 anni fa

Accadde giorno per giorno, 120 anni fa

Gennaio 1898, tanti lasciti in beneficienza nel testamento di Giuseppina Strepponi Verdi

In un mondo che va forte, troppo; che pretende di continuare a voltare pagina senza fermarsi a pensare, può valere la pena di riflettere su briciole di fatti accaduti oltre 120 anni fa. C'è ne dà l'opportunità, il libro "Sei anni di vita piacentina (1894 -1899) giorno per giorno", a cura di Corrado Sforza Fogliani e di Antonietta De Micheli

Cronache dal gennaio 1898

TANTI LASCITI IN BENEFICIENZA NEL TESTAMENTO DI GIUSEPPINA STREPPONI VERDI

4 gennaio. Da Libertà: Qualche giorno fa venne aperto nella villa di Sant'Agata alla presenza del Maestro Verdi il testamento della signora Giuseppina Strepponi. La moglie del maestro dispose che i suoi beni fossero ripartiti in tanti lasciti di beneficenza e per diverse migliaia di lire a Comuni, Istituti Pii ecc. Fra i più beneficiati vi è il Comune di Villanova, cui la moglie di Verdi (seguendo l'esempio del marito che donò a Villanova un ospedale modello) lascia la cospicua somma di lire 36.000 da erogarsi in beneficenza.

Sabato scorso, primo dell'anno, il nostro egregio capo stazione principale, Cav. mazzacurati che da tempo è onorato dell'amicizia dell'illustre M. Verdi, volendo in persona porgere al grande vegliardo i suoi auguri pel novello anno, recavasi alla Villa Sant'Agata di Busseto, ove presentemente Verdi trovasi, ed ivi il Cav. Mazzacurati veniva accolto dal venerando uomo, cui teneva in quei giorni compagnia il com. Arrigo Boito, con le più cordiali ed espansive dimostrazioni di affetto e di gioia. Il cav. Mazzacurati trovò il maestro Verdi in floridissimo stato di salute, vegeto ed arzillo come sempre e passò in sua compagnia deliziose ore tanto a Sant'Agata che a Villanova d'Arda, ove recaronsi a visitare lo splendido ospedale, che con vera munificenza Verdi volle fondare e regalare a quel comune. Alla sera il cav. Mazzacurati era di ritorno in città, riportando della visita fatta il più dolce ed indimenticabile ricordo e alla sua gentilezza siamo debitori di poter dare sì buone notizie intorno al grande maestro che sì altamente onora l'Italia nostra.

CHIUDE IL TEATRO MUNICIPALE

4 - da Libertà: al Municipale. La crisi che, in seguito al forzato riposo di tutte le sere scorse, covava latente facendo prevedere un prossimo scoppio, è infatti scoppiata ieri. Alle masse ed artisti recatisi alle 12 a teatro per la prova dell' Andrea Chenier, l'impresario sig. Galletti diceva francamente: “Trovandomi nella impossibilità di andare avanti, chiudo il teatro”. Questa decisione generò il malcontento nelle masse. Le quali si diressero prima alla Prefettura ed andarono quindi al Municipio. Ma qui non essendosi nulla concluso, nulla poterono  apprendere.

5 - da Il Progresso: La chiusura del Municipale. Sbagliata la scelta del programma, scritturati cantanti inferiori alla importanza della dote, accettato, da non pratici, il genere di mezzo carattere, sempre pericoloso ed inattuabile quando non c'è l'appoggio di un ballo e, cosa che non avviene quando le opere sono drammatiche (ed esse vogliono artisti di forza, ben pagati ed il genere è di per se grandioso e tale da imporre); ne avvennero i recenti scandali, voluti, non dalla camorra e non dal partito (infatti tra i fischiatori c'erano persone serie superiori ad ogni sospetto e moderate nelle opinioni), ma unicamente e puramente dal programma sbagliato e dagli elementi scelti, inferiori alla importanza della dote.

5 - da Libertà: "Al Municipale. L'ultima notizia è questa: chiusura. Definitiva .. E crediamo che nulla potrà giungere a scongiurare tale condizione". La chiusura è stabilita mentre stava per andare in scena l'Andrea Chenier. L'impresario era il sig. Galletti.

9 - da Il Progresso: La chiusura del teatro, dichiaratasi definitiva in questi ultimi giorni, ha suscitato molti malumori in una parte del pubblico, e ha provocato, pur questo si capisce, indignazione e proteste in quella degli interessati all'apertura che del teatro vivono, artisti coristi, comparse, suonatori di qui e fuori di qui. Alcuni di questi suonatori si raccomandarono ai giornali per far aprire una sottoscrizione in loro beneficio e col ricavato della quale mettersi in grado, se non altro, di far ritorno ai loro paesi, in attesa di fortuna altrove più benigna.

14 - da Libertà: la Giunta Municipale nella sua ultima adunanza si occupava tra l'altro della situazione in cui venne a trovarsi l'Impresa del Teatro Municipale in seguito alla mancata continuazione degli spettacoli per la corrente stagione di carnevale.

22 - da Libertà: C’è della brava gente che si alambicca il cervello per trovare chi furono i responsabili della mancata Stagione al Municipale. Eppure nulla di più ovvio! I responsabili sono più e fra essi in prima linea almeno per ordine di data l’ex Prefetto comm. Ferrari, il quale approvava la delibera, che è dei primi di agosto, con cui il Consiglio Comunale votava la solita dote al Municipale, l’approvava 12 giorni prima del Natale, giorno sacramentale a Piacenza per l’apertura della stagione e cioè il 13 dicembre, sicché, prima di quest’epoca non fu possibile indire l’appalto dello spettacolo.

FORSE CHE SI FORSE CHE NO-3

.. confrontando la cronaca di allora con quella di oggi possiamo dire di essere diversi?  Alla domanda il prof. Ferdinando Arisi in occasione di una precedente cronologia degli stessi autori, rispondeva che ci sono motivi per pensarlo, ma non ne mancano per negarlo. Siamo migliori? "Forse che sì forse che no", com'è scritto nella pietra d'angolo d'una bella casa di via Campagna.

Accadde giorno per giorno, 120 anni fa

" In un mondo che va forte, troppo; che pretende di continuare a voltare pagina senza fermarsi a pensare, può valere la pena di riflettere su briciole di fatti accaduti oltre 120 anni fa. C'è ne da l'opportunità il libro ""Sei anni di vita piacentina (1894-1899) giorno per giorno"", a cura di Corrado Sforza Fogliani e Antonietta De Micheli "

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Commenti (2)

  • la chiusura del Municipale del 1898 sembra avere davvero ben poco in comune (per non dire nulla) con la chiusura del Municipale del 2020, infatti l’unica analogia è data dalla chiusura, ma, mentre quella del 1898 fu provocata e organizzata ad arte, quella del 2020 è stata subita

  • La Chiusura del Teatro, come descritta, richiama in mente le Chiusure per Covid dei giorni nostri, ossia senza tener conto dei lavoratori e impresari danneggiati economicamente e moralmente. Quindi nulla di nuovo sotto il cielo dell'Italia nata nel 1861, tutto normale!

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