Lunedì, 14 Giugno 2021

Ottobre 1897, il Teatro Comunale ridotto a una specie di bettola

In un mondo che va forte, troppo; che pretende di continuare a voltare pagina senza fermarsi a pensare, può valere la pena di riflettere su briciole di fatti accaduti oltre 120 anni fa. C è ne dà l’opportunità, il libro Sei anni di vita piacentina (1894 -1899) giorno per giorno, a cura di Corrado Sforza Fogliani e di Antonietta De Micheli

16-31 OTTOBRE 1897

16 - da 'Libertà': Fino dal maggio scorso abbiamo fatto cenno dell'operetta: città e provincia di Piacenza, edita dalla tipografia Marchesotti e Porta. Ora annunciamo con vero compiacimento, rallegrandocene coll'egregio autore, che il detto libriccino, dopo ottenuta l'approvazione dell'autorità competente, è indicato nel calendario scolastico per la Provincia di Piacenza come libro utilissimo per III classe elementare.

17 - da 'Libertà': Ieri e ieri l'altro le cantonate delle vie della città erano coperte dal seguente avviso che crediamo opportuno riportare tal quale: ’Col giorno di domenica 17 ottobre, il giornale 'la Montagna', organo ufficiale dei socialisti piacentini, emanazione diretta del partito socialista, sarà insieme vessillo ed arma di quella classe lavoratrice, che con affrancata coscienza, intollerante di tirannie, sdegnosa di servili tutele, reca direttamente in mezzo alle pubbliche lotte, la voce e la forza del suo diritto'. Come si vede la 'Montagna', da oggi diventa qualche cosa di grosso nel campo socialista: vessillo ed arma del partito.

18 - da 'L'Amico del Popolo': A proposito del teatro Comunale. La 'Libertà' lamentava giorni sono lo scadimento del nostro teatro comunale e ne attribuiva la causa principale al contegno del pubblico, ricordando, fra l'altro, che il teatro stesso è ridotto da più anni ad una specie di bettola ove si gozzoviglia, invece che il tempio dell'arte. La 'Libertà' ha ragione. Non è spento il ricordo delle cene laute e dei festosi ritrovi nell'appartamentino detto della Duchessa, inaugurati da quell'amministrazione comunale di famosa memoria che si qualificava radicale e democratica, la quale si dimostrava più tenera delle fini imbandigioni e dei buoni vini, che del prestigio dell'arte e del decoro dell'autorità dinanzi al pubblico.

19 - da 'Libertà': Siamo assicurati che alla fine del corrente ottobre il sig. Domenico Ferrari abbandonerà la direzione de 'L'Amico del Popolo'. Lo sostituirà tale Francesco Zanetti, piacentino, attuale redattore dell'Osservatore Cattolico. 

20 - da 'Libertà': Da una statistica, pubblicata di recente, rileviamo che nella nostra Provincia, la quale ha una popolazione di 212.853 abitanti ed una superficie di 2355 chilometri quadrati, con 22 uffici postali e telegrafici per ogni 100 mila abitanti e 2,04 per ogni 100 km quadrati. Poche Province stanno peggio della nostra, che per numero di apparecchi si trova al di sotto della media generale di tutta Italia. 

21 - da 'Libertà': AI nostro palazzo Farnese, in piazza Cittadella, si sta ora e da diversi giorni attendendo a grandi lavori di restauro, che si sono resi veramente necessari. 

22 - da 'Libertà': Via di Campagna ridotta ad un 'cul di sacco'. La strada di Campagna, oltre ad essere larga e diritta, finiva in modo pittoresco, perché formava un bel quadro la chiesa della Madonna, il verde delle mura ed i retrostanti altissimi pioppi. Ma ai frati di Campagna (minori riformati), che Dio li perdoni, saltò anche in testa di guastare il quadro naturale di cui sopra, aggiungendoci quasi nel bel mezzo un fabbricato ad uso di convento, il quale, nascondendo mura e piante, riduce a un cul di sacco la storica piazza. 

23 - Nihil habentes et omnia  possidentes dice, dei monaci in genere il motto latino, e proprio non sbaglia. Infatti, noi abbiamo visto i frati del Carmelo fabbricare una chiesa nuova di zecca qui in Piacenza, dove ce ne sono tante, ed ampie e di buona architettura, non adibite al culto; vediamo i Francescani riformati comprarsi un orto e costruirvi dentro un nuovo e vasto convento; e i seguaci di Sant'lgnazio innalzare tanto di torre sulla chiesa di San Francesco di Paola da essi comprato alla chetichella, con l’annesso fabbricato, del quale si sono fatti un comodo nido. Davvero che viene voglia anche a me di indossare la tonaca per non avere niente e possedere qualche cosa.

24 - In seguito alla morte del compianto conte Lodovico Pallastrelli si è resa vacante la carica di consigliere-economo della Biblioteca comunale e (chi lo direbbe) a tutt'oggi non si è ancora provveduto a coprirla.

27 - da 'Il Progresso': 'L'Amico del Popolo', che prese le mosse e poi 'Progresso', che lo seguì, hanno sollevato molto a proposito la oramai decrepita questione del riaprimento delle due famose arcate del Gotico, le quali da tempo immemorabile furono murate; non sappiamo bene se per malvagità od insipienza di antichi dominatori o feudatari che le adibirono a carceri allora soggette alla municipalità. Era tempo che tanto bisogno si risollevasse dalla stampa locale per rompere ancora una lancia ed insieme il sonno nella testa ai maggiorenti che stanno sopra alle cose cittadine. 

28 - da 'L'Amico del Popolo': Un amico ci scrive perché facciamo pubblici i suoi lamenti sulla qualità dell'inchiostro che si mette nei calamai della Biblioteca comunale: è un inchiostro così sbiadito che non ha nulla da invidiare al color della nebbia. IMG_9846-2

29 - da 'L'Amico del Popolo': si benedirà l'immagine della Madonna di Guastafredda ivi esistente, e testé ristaurata dal pittore Mirone Oreste, che è caporale musicante nel 21° Fanteria. I restauri furono fatti a spese della signora Adele Laguri - Casati, che vedendo il cattivo stato in cui si trovava l'immagine chiese e ottenne il permesso di farla restaurare.

30 - da 'Il Progresso': Ieri l'altro 'L'Amico del Popolo' lamentava e giustamente come l'inchiostro dei calamai della Biblioteca sia troppo bianco ed oggi noi facciamo un altro lamento d'umor più nero e questo si riferisce al completamento della Commissione amministrativa di quell'Istituto. 

31 - da 'Libertà': "Il nostro concittadino prof. Pietro Ercole, che l'anno scorso veniva nominato libero docente alla R. Università di Padova, lascia ora la cattedra di lingua greca e latina al liceo di Vicenza, per coprire il posto di Provveditore degli Studi a Potenza. La chiarissima distinzione che il nostro governo ha fatto al nostro concittadino, preferendolo a molti presidi, è totalmente dovuta alla fama di intelligente insegnante e di chiaro scrittore, che egli ancor giovanissimo si è fatta, mediante valorose pubblicazioni in Italia ed anche in Germania".

... confrontando la cronaca di allora con quella di oggi possiamo dire di essere diversi?  Alla domanda il prof. Ferdinando Arisi in occasione di una precedente cronologia degli stessi autori, rispondeva che ci sono motivi per pensarlo, ma non ne mancano per negarlo. Siamo migliori? Forse che sì forse che no, come scritto nella pietra d’angolo di una bella casa di via Campagna.

FORSE CHE SI FORSE CHE NO-2

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