Sabato, 24 Luglio 2021

Settembre 1896, in via Roma uno sfratto da spettacolo

In un mondo che va forte, troppo; che pretende di continuare a voltare pagina senza fermarsi a pensare, può valere la pena di riflettere su briciole di fatti accaduti oltre 120 anni fa. C è ne dà l’opportunità, il libro Sei anni di vita piacentina (1894 -1899) giorno per giorno, a cura di Corrado Sforza Fogliani e di Antonietta De Micheli

16 - 30 settembre 1896

16 - Libertà' di oggi fa il resoconto puntuale dello sfratto dello 'scaccino' Metti dal palazzo Anguissola di Grazzano, per conto dell’Amministrazione del Pio Ricovero Maruffi ceduta dal Vescovo. Ieri, davanti al portone del palazzo, si radunò parecchia gente per assistere allo spettacolo. Il Metti venne invitato dall'usciere Bellini ad aprire ed a sgomberare la portineria; al suo rifiuto, intervennero i carabinieri, che alla fine furono costretti a far aprire la porta al fabbro Tansini. Due facchini vennero incaricati di portare fuori il mobilio (che viene  custodito in una camera vuota dello stesso palazzo).

Lo sfratto ha suscitato tanto interesse perché si era sparsa la voce che il Metti fosse inviso al Vescovo per le sue idee miragliane.  Verità è - commenta 'Libertà' - che un giudicato di magistrato competente, confermato dal magistrato superiore, ha dichiarato che l'Amministrazione del Pio Ricovero Maruffi, per disposizione statutaria deI  Vescovo di Piacenza presidente, ha diritto come qualsiasi privato di far cessare un contratto di locazione d'opera quando lo crede e purché ne dia il preavviso opportuno; e che i magistrati hanno pure riconosciuto che il preavviso era stato dato regolarmente oltre i sei mesi prima; che l'Amministrazione del Pio luogo ha aspettato oltre ad un mese a mettere ad esecuzione il giudicato; che il Metti, ripetutamente invitato dal funzionario incaricato di mettere ad esecuzione la sentenza, di volontariamente sgomberare il locale che occupa indebitamente da quattro mesi, si è ostinatamente rifiutato; che anzi egli medesimo ha dichiarato di volere l'intervento della forza per l'esecuzione, onde fare chiasso e dare una pubblicità alla cosa molto comune che riguarda la sua persona; che infine la cocciutaggine del Metti  ha cagionato poco meno di 300 franchi di spese a cui egli è stato condannato, ma che egli certo non pagherà, le quali andranno quindi a diminuzione delle rendite destinate ai pover cronici della città.

17 – da Libertà. La lapide a Felice Orsini. Nel gabinetto del sindaco si è radunato il Comitato, del quale il sindaco è presidente, costituitosi per murare al Sacchello di Sarmato la lapide inaugurata il luglio scorso. Il motivo della convocazione era quello di decidere su quanto il Ministro dell'interno, per ragioni di politica internazionale, vuole si faccia: o levare la lapide o modificarla negli ultimi versetti, che inneggerebbero al delitto di Felice Orsini. Sappiamo che il comitato, respinta la proposta di togliere la lapide, ha invece accettato la modificazione agli ultimi quattro versi della prima parte dell'epigrafe, che dovrebbero, mutati, suonare così: 'Volto il guardo all'Italia - che sognò - con insania cruenta - render libera e grande'.  Questa versione viene a sostituire la precedente che diceva il terribile giuramento dell'Orsini “Essere stato Dall'immenso amor di Patria Santificato".

20 –da Il Progresso. Questa mattina avrebbe dovuto aver luogo, nel locale di S. Franca, per iniziativa dell'Associazione Democrazia e Lavoro, la commemorazione del  XX Settembre, ma viene affisso al salone questo cartello: "Stante le restrizioni preventive poste dall'autorità di P.S.  alla libera manifestazione del pensiero nostro, si sospende la commemorazione del  XX Settembre".

21 - Da Il Progresso.  L'attuale Amministrazione dell'Ospizio Vittorio Emanuele, concedendo ai ricoverati la libera uscita alla domenica, non poteva prendere deliberazione migliore.

25 - Da Il Progresso. “Ricevuti alla stazione dai rappresentanti del Municipio, della Provincia, degli Istituti di credito cittadino, della Camera di Commercio, della Federazione italiana dei Consorzi Agrari e del Comizio Agrario, sono giunti provenienti da Parma, i sigg. conte di Roquigny, prof. Mabilleau e cav. Carlo Rayneri, membri del gruppo federale degli Istituti cooperativi di Francia. Essi compiono un breve giro nell'Italia per studiare da vicino gli Istituti Agrari che maggiormente hanno fatto parlare di sé in questi ultimi anni, specialmente per ciò che ha rapporto col credito. Si informarono minutamente alla Banca Popolare, al Comizio Agrario, alla Federazione italiana dei Consorzi, alla Cassa di Risparmio, della organizzazione dei singoli Istituti e del loro funzionamento”.

26 - da Libertà. "S'è recentemente costituita a Castelsangiovanni una società di produttori per l'esportazione dell'uva da tavola;  Castelsangiovanni è da una decina d'anni che s'è dato a delle esportazioni importanti in Francia, in Svizzera ed in Germania".

27 – da Libertà. A Sarmato, nella sua villa detta 'Le Scottine', muore Domenico Braghieri. Dal '36 al 50, fu Podestà di Sarmato (era presente quando la duchessa Maria Luigia pose la prima pietra per la costruzione del ponte sul Tidone); dal '53 al 73 Podestà e poi Sindaco di Borgonovo nonché Commissario straordinario. Fu amico di Depretis, Bixio e La Farina. Nel '59 si prestò per la gioventù di questa provincia che si recava ad arruolarsi nell'esercito piemontese, e dal Piemonte trasportava a Piacenza scritti e stampati del Comitato Rivoluzionario.

... confrontando la cronaca di allora con quella di oggi possiamo dire di essere diversi?  Alla domanda il prof. Ferdinando Arisi in occasione di una precedente cronologia degli stessi autori, rispondeva che ci sono motivi per pensarlo, ma non ne mancano per negarlo. Siamo migliori? Forse che sì forse che no, com’ è scritto nella pietra d angolo d una bella casa di via Campagna.

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