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A cura di Carlo Giarelli

Anno nuovo vita nuova, ma dietro le sbarre (per i maschi)

Il titolo non è una spiritosaggine, anche se sembra. Perché anche se non sembra, il prossimo anno regalerà ai maschi o a tutti coloro che hanno famigliarità col testosterone, una vita poco tranquilla col rischio di cambiare il luogo di residenza

Il titolo non è una spiritosaggine, anche se sembra. Perché anche se non sembra, il prossimo anno regalerà ai maschi o a tutti coloro che hanno famigliarità col testosterone, una vita poco tranquilla col rischio di cambiare il luogo di residenza. E rischiare di doversi adattare ad altro luogo, spesso stretto ed umido, areato da piccole finestre che vantano robuste sbarre, al fine di non indurre nell’animo perversi sensi di libertà. Quel che ho detto in questa breve descrizione, l’avrete capito, è forse un luogo comune non avendo esperienza diretta di quello spazio dalle inferriate robuste e che a detta dei residenti, per quanto angusto, non sembra per nulla umido, ma forse anche l’esagerazione serve al mio scopo. Che è quello di avvisare il maschio ancora sussistente al mondo, di stare attento a non confondere i ruoli. O meglio a starsene buono e tranquillo senza interessarsi troppo dell’altro genere. E poiché questo articolo non vuole allargare il discorso su problematiche genetiche o sociologiche, mi limito ad analizzare solamente i due sessi tradizionali, disinteressandomi volutamente del terzo e del quarto, oggi per la verità, entrambi, in fase avanzante. Meglio allora ancorarsi, come dicevo, alla tradizione, intesa nei suoi usi e costumi dei vecchi tempi e condannarla sic et simpliciter senza ricorrere all’alibi delle già citate nuove opportunità, riguardo gli attributi di genere. Mi servo allora in questo clima di caccia alle streghe maschili (quale anomalia e contraddizione nelle parole) di un decalogo elaborato e diffuso dalla famosa emittente televisiva  americana NBC,  per indurre i propri dipendenti, maschi e soprattutto giornalisti, ad un comportamento corretto nei confronti dell’altro sesso. E per non barare al gioco, nulla valgono le vecchie norme della galanteria che potrebbero creare equivoci o addirittura costituire premesse pericolose. Dunque questo su per giù la norma principale del catalogo: non avvicinare l’altro sesso per non indurre in tentazione il mai sopito testosterone. Il quale, anche se sembra in base a tutte le statistiche in netta sofferenza, non è ancora del tutto morto, tanto che quel poco che residua costituisce, per i redattori del catalogo, un pericolo. Strette e cogenti sono  anche le altre norme. Ne cito alcune. Non guardare con occhi dolci le colleghe d’ufficio e nemmeno osservarle per  troppo tempo anche se con fare disinteressato. Nessuno infatti potrebbe credere a questa presunta noncuranza . Inoltre mai abbandonarsi a complimenti che sono sempre in sospetto di doppiezza finalizzata all’approccio trasgressivo. E poi che le strette di mano siano brevi e sobrie ed anche nei casi conclamati di festività, ad esempio quelle di compleanno, mai abbracci che comportino vicinanza corporea (come ciò possa avvenire non è spiegato). Insomma in questo clima di accuse contro la straripante virilità che ha comportato violenze, recentemente ben descritte dalla stampa nel mondo del cinema, soprattutto hollywoodiano, si cerca di correre ai ripari. Un moralismo che sarebbe meglio definire puritanesimo fanatico, spinge ad una crociata contro quella considerata la deriva del genere   maschilista, sempre in agguato per indurre alla perdizione l’altro sesso. Considerato per principio, indenne da ogni colpa e mai responsabile di indurre in tentazione le avance maschili, troppo spesso accusate di essere inclini alla violenza, Cosicché con  la donna sempre vittima innocente nell’eterno gioco dei ruoli, l’arte  della seduzione è stata completamente abolita in quanto ancorata ad un passato da condannare, causa la supremazia maschile nella società. Ma il catalogo prosegue non dimenticando coloro che pur attenendosi alle norme, non dimostrano sufficiente senso civico che  in questo caso, diventa scarsa correttezza nella loro dipendenza lavorativa. Denunciare e poi denunciare diventa allora l’imperativo d’obbligo. Nessuno è esente.  La spiata un tempo considerata moralmente deplorevole, assurge a comportamento etico. E chiunque abbia il sospetto che si creino, nell’ambiente di lavoro, situazioni sospette in fatto di approcci non giustificati o addirittura a trasgressioni o tresche palesi, faccia la sua brava denuncia, indirizzando una missiva all’Ufficio (appositamente creato) delle Risorse Umane, onde marchiare col fuoco dell’infamia morale, i possibili colpevoli. In questo clima è facile appoggiarsi al Vico ,coi suoi corsi e ricorsi storici, ed evocare la figura del triste e fanatico frate, Savonarola. Compromissione dell’anima e corruzione dei corpi, come a quei tempi,  devono essere combattuti anche oggi, tramite scritti e denunce a parole. I roghi ( e le carceri) verranno dopo. Deboli ed inesistenti le giustificazioni. Essere adulti e consenzienti, non vale a tollerare un comportamento peccaminoso in fatto di relazioni adulterine o semplicemente in fatto di semplici approcci amorosi. Se queste norme valgono all’interno degli uffici, esse si espandono anche all’esterno. In ascensore ad esempio  è vietato salire e scendere con una donna e lo stesso vale anche per i taxi  dove la vicinanza, fra i due esseri,  potrebbe creare l’attivazione ormonale. In questo clima di ricerca del colpevole maschio, la donna che appare sempre vittima come si comporta? Ecco il punto. Ancora una volta la chiave di svolta sarà Eva. Gratificata di vedere il maschio alla sbarra, non tarderà molto  a ribellarsi a questa isteria che da femminile è diventata maschile. Anche il suo genere ha le sue pulsioni. Va bene le norme antiviolenza, va bene ridimensionare il maschio ed il maschile anche nell’uso della linguaggio, va bene quindi il femminismo in chiave anti maschilismo, ma anche l’ape  regina ha i suoi bisogni e le sue pulsioni. Da vittima a vincente nella guerra dei generi il passo può essere breve ed il decalogo è lì a dimostralo. Quel che succederà nel prossimo futuro è solo una pura illazione. Potrebbe infatti verificarsi che a lungo andare il ruolo della vittima a prescindere, le andrà stretto, una volta eliminato l’obbrobrio della violenza maschile . Allorché liberata da questo spaventevole sopruso,  potrebbe diventare vincente vantando una dote a lei propria: la seduzione. Un’arte questa con la quale, da sempre sa di poter muovere il mondo. Per intanto, essendo questa la situazione, mi rivolgo al lettore maschio e lo ammonisco di non fare il nesci. Ed allora, chi non ha mai usato gentilezza e bon ton verso l’altro sesso si faccia avanti ed ammetta la sua colpa per evitare  che il nuovo anno porti in regalo la già citata finestra con le sbarre  Per tutti gli altri, me compreso, ci si augura che la compassione femminile non abbia frainteso i complimenti e tutti gli atti di gentilezza a lei rivolti, scambiandoli con atti o con mascherate intenzioni di violenza. Diversamente tutti noi maschi saremmo colpevoli di aver attentato almeno una volta nella vita alla grazia di chi sta dall’altra parte della barricata. E, decalogo o non decalogo,l’augurio per il nuovo anno, che  rivolgo  tutti gli uomini e le donne (di buona volontà) è che Dio ci scampi dal fanatismo fra i sessi, onde lasciare ognuno libero di dire, fare ed anche di osare.  

Anno nuovo vita nuova, ma dietro le sbarre (per i maschi)

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