Anticaglie

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Battisti santo subito

Non stupitevi del titolo, perché sono proprio convinto che Battisti, un ricercato e un pluriomicida, secondo la vulgata borghese o anche secondo la ristrettezza mentale dei benpensanti che con i rivoluzionari proletari non hanno mai avuto nulla da spartire, sono convinto- dicevo- che Battisti meriti non il carcere, ma la comprensione e la stima delle persone che sanno e che ancora contano in tanti gangli del nostro paese. E per queste persone, intendo la classe degli intellettuali che per definizione sono chiamati anche progressisti. Ecco dunque il problema sul quale l’Italia si è divisa negli anni cosiddetti di piombo. Da una parte i biechi reazionari che non ci stavano ad essere eliminati per sostenere i loro privilegi di classe e dall’altra i poveri nel senso non solo economico ma anche in base alla discriminazione cui erano soggetti da parte dei padroni ( così li chiamavano). Quindi una categoria di emarginati che cercavano di opporsi all’ingiustizia di stato. Quella che non distribuiva le risorse secondo rettitudine, ma che si arroccava nel sostegno egoistico delle classi benestanti. Di queste categorie, va detto, che le classi ricche invece meriterebbero un discorso a parte, in quanto per non essere toccate dalla contestazione, fingevano di stare dalla parte dei deboli, dei poveri che per l’occasione erano diventati dei rivoluzionari. Stando così le cose , chiediamoci allora, cosa potevano fare quelli che oggi vengono chiamati delinquenti, solo per aver ucciso i vari responsabili del disordine e dell’ingiustizia cui ai loro occhi, si macchiava la società. La soluzione, quella di armarsi e appunto cercare di distruggere lo stato, cosiddetto democratico, che come tutti i sistemi democratici , aveva in sé sia le stigmate della corruzione, che gli anticorpi per sopravvivere ad un’azione violenta. Per Battisti le cose ad onor del vero, non stavano esattamente così. Perché inizialmente non si proponeva di seguire una matrice ideologica contro l’organizzazione dello stato. Perché solo nella fase finale delle sue azioni omicide, qualcosa, in lui, cambia. E da semplice assassino si trasforma in un giustiziere, tutto votato a combattere i soprusi e le ingiustizie. L’invito allora che rivolgo ai lettori è quello di sottilizzare il suo primo comportamento di uomo prevaricatore e votato al crimine per pura vocazione alla violenza, fin quando la palingenesi in lui subentrata ed a lui sconosciuta, se non ci fossero stati gli amici intellettuali a considerarla tale, lo riabilita abbondantemente ai nostri occhi. E poi diciamocela tutta, sono passati quasi quarant’anni da allora e se qualche macchia c’è stata nella sua condotta iniziale , possiamo anche dimenticarcela, alla luce della sua successiva riabilitazione ideologica. Inutile quindi insistere nella memoria accusatrice da parte di tutti coloro, eterni reazionari, considerati secondo il politicamente corretto fascisti e che ancora godono nel pensare alla condanna nei confronti di un vecchio dissidente. Infatti quello che non coglie il rappresentante non di sinistra, causa una visione intellettuale delle cose assai limitata, l’hanno capito altri. E mi riferisco alle persone colte, quelle che stanno sempre dalla parte giusta e che fanno parte dell’intellighenzia mondiale. Un movimento di pensiero questo, che nei paesi considerati per queste caratteristiche più civili del nostro, tipo la Francia, non hanno mai accettato le infamanti accuse contro un semplice dissidente, anche se non colpiva solo con la forza delle idee, ma con l’ausilio di una pistola. E poi, diciamocelo, anche nel nostro paese si sono sempre mobilitati i pensatori, quelli che veramente costituiscono il maitre à penser e non quei mentecatti di pseudo intellettuali che stanno sempre dalla parte sbagliata, quella contrapposta alla sinistra. Nossignori, io intendo i veri uomini di cultura che si sono formati su basi culturali solide. Che hanno studiato Platone, un semicomunista che voleva una società di uguali, dominata appunto da un filosofo, lui stesso. Oppure quelli che su Gesù Cristo, hanno dato un’interpretazione più sottilmente elevata, più intellettualmente stimolante rispetto a quella scontata della Chiesa, avendo considerato Il Dio fatto uomo, il primo socialista della storia. Ed anche la scacciata dal tempio dei mercanti si inserisce in questo modo ideologico di interpretare i fatti. Ma la storia che spesso diventa leggenda, ci insegna ben altro. Chi si dimentica infatti di un certo Robin Hood che rubava ai ricchi per dare ai poveri e più recentemente chi osa negare o rinnegare un guerrigliero diventato un mito presso la solita intellighenzia. E parlo di Che Guevara che invece di acquistare vantaggi ed agi dal potere rivoluzionario, conquistato a Cuba, volle portare la rivoluzione in Sud America con l’esito che sappiamo. Mosso secondo la vulgata da un puro spirito democratico verso i poveri campesinos, uccisi secondo lui, non dalle armi da fuoco, ma con un’arma ancora più letale: la miseria. Ecco allora sulla base di quanto detto, che ci sono omicidi giusti e omicidi ingiusti. Fra i primi bisogna mettere quelli eseguiti dai nostri brigatisti rossi , molti dei quali ancora fuggiaschi all’estero, dove si sono creati una vita che è più borghese di quella che da giovani volevano combattere. E saranno loro stessi i primi a non meravigliarsi se la storia , nella sua imprevedibilità, resiste alle rivoluzioni .Ma accanto a questa, c’è anche un’altra storia, quella che rifiuta la realtà, che si ammorba di ideologie nefaste, i cui seguaci per limitarci al nostro paese erano i vari Bocca ieri ed oggi i Saviano. Uniti dalla convinzione di non condannare i brigatisti e per quanto riguarda Battisti , giustificarlo come martire. E’ pur vero che lo stesso Battisti non ha fatto granché per farsi accettare in questo ruolo di martire, tanto che quel suo sorriso sprezzante ogni qualvolta veniva ripreso dalle telecamere, lo ha reso colpevole nei confronti della massa, che normalmente non ragiona al pari della classe degli intellettuali. Quelli veri, duri e puri . Ma questo è solo un dettaglio, cui non bisogna affidare troppe emozioni, per non dimenticare le cause e le ragioni degli eventi. Quelle che emergono dalla sua figura di intellettuale che ha cambiato simbolo: il computer al posto della pistola. Così sono usciti i suoi libri, in realtà romanzi gialli di tipo autobiografico, che lo ha reso immune da ogni colpa passata, ed elevato alla gloria del successo, da parte sempre della solita intellighenzia, nelle cui fila c’è la maggior parte degli editori e dei critici. Cosicché diventato, come dicevamo, scrittore, nulla più deve scontare delle sua presunte colpe del passato e tutto invece gli deve essere concesso, oggi, per ritrovarsi libero fra liberi. Dunque per chiudere, ora che non sorride più in tono beffardo e che sembra anche un po’ malato, almeno lui dice, abbandoniamo i rancori ingiusti, soprattutto per chi è scampato dalle esecuzioni. Ed anche fra coloro che non possono dimenticare i loro parenti, morti uccisi, dedico un pressante invito. Che subentri nel loro animo esacerbato, la nuova consapevolezza di voler capire i motivi e le accuse delle loro disgrazie. In conclusione poiché Cesare Battisti è un vinto riabilitato, non vale condannarlo, ma capirlo. E se si fa questo sforzo, non risulti improprio il titolo apparentemente scandaloso di questo articolo. Meglio allora considerarlo un illuso benefattore, che non è riuscito nell’intento di cambiare il mondo, ma che almeno ci ha provato. 

N. B. Questo articolo è provocatorio e lo dico per i soliti benpensanti, categoria alla quale appartengo. Per tutti gli altri e parlo dei soloni della sinistra estrema, questo articolo potrebbe, pure con qualche esagerazione, essere considerato veritiero. E poiché chi non vuol cambiare non cambia, mi auguro che l’ironia possa entrare in certe menti , più che un discorso serio. Di troppa serietà partigiana , la sinistra ha talmente abusato e stancato che adesso non sa più da che parte pendere per recuperare gli elettori. Anche se alcuni di loro sperano di trovare una nuova solidarietà nella campagna pro Battisti. Datemi un valium per piacere.  

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