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Anticaglie

Opinioni

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A cura di Carlo Giarelli

Essere conservatori è ormai fuori moda

Definirsi conservatore è vietato? No, in base alla legge, sì, se ci riferiamo al tempo attuale e al modo di intenderlo. Che del passato non conserva nulla o quasi. Dunque il termine è segnato da un declino inevitabile. Come se sia avvolto da una patina di quell’ antico periodo storico, diventato mencio e stantio, non più corrispondente alle nuove idee. Quelle che del passato non vogliono ricordare nulla, in quanto tutto o è spiacevole oppure sbagliato. Il che in pratica vuol dire la stessa cosa. Un’aura di anti modernità affligge allora l’essere conservatore, il cui prototipo, secondo i nuovi modernisti, ha il torto di guardare solo al passato, disinteressandosi del presente con un atteggiamento non solo di critica spesso astiosa, ma di ottusa chiusura. Una frase la dice lunga sui cambiamenti dei gusti e di tutto il ciarpame che fa parte dell’antico. Era questa una espressione che avevamo imparato a scuola, al tempo in cui lo studio era serio e severo. Ma così dicendo, mi rendo conto di evocare la critica modernista. E la sua conseguente accusa, secondo la quale non siamo altro che degli irrimediabili passatisti, ormai vinti e superati. Il perché? Per non essere in grado di cogliere il presente e così rifugiarsi nel passato.  Piaccia o no, ecco comunque la frase, ormai scritta nella nostra mente. Questa: storia magistra vitae. Vale ancora?  Non sia mai, dicono i nuovi modernisti, che non ancora soddisfatti aggiungono una seconda negazione, riferita sempre a quella condizione detta a proposito della frase maestra di vita e da intendersi in modo tranchant. Vale a dire: nulla di più sbagliato. Secondo loro infatti la storia non insegna nulla di buono, e niente merita di essere ricordato. Insistono col dire che anche il ricordo riguarda un tempo ormai lontano che oggi si preferisce dimenticare. Ditecelo allora chiaro, voi modernisti, che non esistono più i famosi tre tempi, ma solo il presente. Il quale si permette di cogliere del passato tutte e solo le aberrazioni e poi si proietta in un futuro inesistente, perché da considerare un semplice prolungamento della condizione attuale ed unica. Ebbene ai miei tempi si usava la gomma per cancellare gli errori. Oggi diventa inutile l’esercizio della cancellazione fisica, ricorrendo a quella mescola di caucciù e di altre sostanze tipo la pomice, che coi movimenti della mano attenta a non penetrare nel foglio, consentiva di provare la gratificazione di rimettere a posto l’errore, sostituendolo con la grafia giusta. Vecchiume viene oggi considerato tutto questo modo di intendere le cose, espressione di un conservatorismo prima di tutto mentale. Perchè quel che c’è da correggere non è una parte, ma tutto il passato. Nulla di buono allora esiste nella storia, valutata in base alla mentalità moderna. Il sovvertimento dei valori e delle idee viaggiano di pari passo. Non esistendo più verità sacrosante, in realtà non esiste più nemmeno la verità.  E poiché tutto viene contestualizzato all’oggi, grandi personaggi del passato si scoprono piccoli ed insignificanti. In quanto del periodo storico in cui hanno vissuto, se rappresentavano il meglio delle convinzioni, oggi costituiscono il peggiore esempio di cosa non avrebbero dovuto fare. Finalmente possiamo contare sulla cancel culture, che fa piazza pulita di tutto, molto più che la vecchia gomma. E mi riferisco ad ogni forma di obbrobriosità che ogni personaggio storico ha commesso nel passato. Ne cito alcune.  Individualismo estremo, razzismo del dominatore bianco contro l’uomo di colore e ogni forma di supremazia culturale e materiale non più compatibili con l’idea moderna di un egualitarismo, che deve essere il contrassegno di una società dei diritti che spesso si trasformano in desideri. Del passato pochi personaggi o nessuno si salva, perché ognuno ha qualche peccato o colpa da dover emendare e quindi da dover essere sottoposto a censura. Se poi parliamo di eroi, in un tempo come quello attuale, che al massimo considera eroe chi si ferma per soccorrere l’infortunato in seguito ad infortunio automobilistico, ecco che non è solo sufficiente dimenticarsi di queste figure tramandateci dalla storia, ma urge abbattere i loro esempi ed anche, se esistono, le loro statue. Erette in un tempo sbagliato per onorare persone sbagliate. Per esemplificare, valga il nome di Cristoforo Colombo che ha avuto il torto, scoprendo L’America, di commettere violazioni e sopraffazioni nei confronti della popolazione indigena. La sua statua infatti è già stata abbattuta come quella del generale sudista Robert Edward Lee, che ha avuto il demerito di comandare la parte sbagliata. Altre statue invece sono state per ora solo imbrattate, come quella di Winston Churchill o di Indro Montanelli.  E visto che abbiamo citato un nostro giornalista e scrittore, fra i più famosi, aspettiamoci nel prossimo futuro, che come detto si riduce  solo al presente, la decimazione di altre  figure e statue, come quella di Ludovico Ariosto, colpevole di antigiudaismo,  oppure di Pirandello e di Ungaretti, entrambi con la colpa di non essersi opposti al fascismo.  Anche il linguaggio deve cambiare per essere alla moda. Il vecchio detto, troppo viziato di conservatorismo, secondo il quale i nomi sono la conseguenza delle cose (nomina sunt consequentia rerum) oggi non tiene più. Infatti ogni nome non esprime più una cosa, ma anche il suo contrario, senza che questo andazzo, debba scomodare il principio della non contraddizione aristotelica. Meglio allora non citare la cultura passata, perché altrimenti dovrei scomodare Eraclito, Parmenide ed i sofisti, diventati oggi dei perfetti dimenticati. Conviene con rammarico allora accettare senza fare storie, il declino del  linguaggio che va di pari passo col declino politico economico e culturale in cui siamo immersi. Se poi parliamo di sessi, ecco allora il segnale più evidente di quanto sia superato il conservatorismo. Infatti chi oggi potrebbe sostenere che i sessi sono due, senza rischiare una denuncia e la gogna pubblica? E per fare un secondo esempio, chi oggi potrebbe affermare una posizione di rifiuto nei confronti dell’immigrazione di massa? Quella fatta senza nessun controllo, da intendere non come diritto di profughi che fuggono da una guerra come oggi succede per l’Ucraina, ma semplicemente come  migranti, mossi da esclusive aspirazioni economiche. E per completare il quadro, un ultimo esempio potrebbe riguardare il come ed il quando si possa definire la liceità dell’aborto. Per alcuni non devono esistere limiti e neppure devono essere considerati i parametri vitali quali ad es. il battito cardiaco. In sostanza il terzo mese si è allungato fino a raggiungere il settimo di gravidanza, mentre alcune femministe teorizzano addirittura l’aborto post natale. Ma l’importante è che non sia mai lecito parlare di infanticidio, come farebbe un bieco conservatore. Infine tocco un ultimo punto che il tradizionalista si è ormai stancato di accettare. E mi riferisco alla contrapposizione fascismo-antifascismo che oggi viene trattata in tutte le salse. Sono due termini che di fatto non corrispondono alla realtà, ma che vengono utilizzati da coloro che vogliono sostenere i loro fanatismi, evocando una ideologia, il fascismo appunto, di fatto sconfitta dalla storia. Con lo scopo di richiamare ad arte gli spettri del passato per nascondere i propri, al fine di renderli accettabili e digeribili. In sostanza e chiudo, il conservatore che come dice il nome, conserva la memoria e la cultura del passato e non si vergogna di citare Dante o Manzoni, come tutti i filosofi, in realtà rappresenta una contraddizione oggi avulsa dalla realtà. In quanto si ostina a considerare il tempo presente come una continuazione del passato. In altri termini un continuum temporale in cui si svolge la vita e l’evoluzione dell’umanità, senza il paraocchi di vedere solo errori, fratture e chiusure, che pur esistono. Ma che valutate secondo il principio di separare il bene dal male, costituiscono la condizione indispensabile, perché l’avventura dell’uomo possa continuare.       

Essere conservatori è ormai fuori moda

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