Anticaglie

Opinioni

Anticaglie

A cura di Carlo Giarelli

Il mondo globale

George Orwell

Quale il significato di tale titolo? Che il mondo è avvolto in una cappa di conformismo o meglio di un pensiero unico. Intendiamoci le differenze ci sono, da individuo ad individuo e da stato a stato. Ma queste differenze rispondono a due imperativi che sono comuni a tutti i popoli: l’economia e l’uso delle parole indipendentemente dal loro significato. In pratica c’è un comune sentire che non distingue il giusto dall’errore, o se vogliamo scomodare anche l’etica, il bene dal male. Cominciamo dalla politica. Sembra che ogni stato la veda come vuole e che ci siano posizioni critiche fra i singoli stati che deporrebbero per visioni diverse in riferimento ai valori da perseguire. Invece è solo apparenza. Ogni stato per seguire il comune consenso fa a gara per professarsi liberale. E quale sia il significato della parola non è chiaro. Infatti ogni ideologia viene oggi intesa come liberale. Il socialismo e perfino il comunismo residuo, quello che per quanto in agonia, vuole rinverdire la sua origine ottocentesca, si sono modificati seguendo una parabola che confligge con il vecchio mondo rivendicativo a sostegno della classe lavoratrice. Destra e sinistra a livello globale si sono non solo interconnesse, ma uniformate. Il pensiero unico le ha fuse fra loro e ha abolito le differenze.  Che sono rimaste, se mai ancora rimaste, solo a livello formale. Di quanto stiamo affermando, lo diceva già nel 1948 con stile profetico il grande scrittore George Orwell, che ribaltando le ultime due ultime cifre, scrisse appunto un testo intitolato 1984 che sarebbe bene leggere per capire il mondo globalizzato attuale. Ebbene lui socialista liberale quindi un libero pensatore che non si riconosceva in nessuna forma politica e men che meno in un partito, sosteneva che esisteva una ortodossia dominante al mondo. Alla quale piegare le parole in base al significato che vogliamo darle. Cita ad es. la parola democrazia. Che viene stirata da un capo all’altro del comprendere secondo le intenzioni di chi parla. E quindi secondo le convenienze di  fare luce anche quando  la situazione è dominata dalle ombre che dovrebbero invece ad indurci ad assumere posizioni critiche. Riporto allora per farmi capire quello che lo scrittore diceva: “ Siamo tutti buoni democratici, antifascisti, antimperialisti, sprezzanti delle distinzioni di classe, indifferenti ai pregiudizi di colore, e via andare “. Dunque se le parole hanno perduto il senso, prendendole per buone è facile perdere anche il senno. Nel significato che il conformarsi a queste definizioni diventa, per sopravvivere, perfino un obbligo. Il rischio infatti, quello di essere tacciati di mettersi contro il sistema da cui possono dipendere le nostre sorti anche sul piano economico. Infatti cosa succede? Che chi si accoda al sistema è ben visto perché democratico e progressista. Chi invece non si accomoda al comune pensiero, acquista l’etichetta di reazionario e perfino di fascista. Parole e ancora parole. Sono quelle che oggi descrivono i comportamenti. E se come già detto non esistono più le ideologie, rimangono invece le antiche formule che giocano su significati volutamente contraddittori. In base ai quali esiste una ortodossia che non si sa come e perché prende il nome di sinistra. Pur sapendo che oggi questa sinistra ha rinnegato se stessa, diventando sistema  di potere. Ecco allora che la sinistra viene considerata migliore di quella conservatrice, quindi di destra, responsabile di colpe passate presenti e future per non essere al passo coi tempi. In sintesi si scopre il significato di destra e di sinistra solo per comodità di intendere le cose, ai fini di un utilitarismo legato alla convenienza e quindi al potere. Per questo è nato il binomio sinistra progressista e destra reazionaria. Ho citato prima l’economia come unico collante per intendere il significato della conoscenza. Invece ce n’è un altro, oggi molto di moda che, guarda caso, guarda solo a sinistra. Parlo della scienza e dello scientismo che ne rappresenta la sua veste popolare e deformata. Infatti oggi tutto è scienza. Chi non ha una preparazione scientifica, viene considerato un sottoprodotto democratico. Sembra che solo allo scienziato o a chi si considera tale venga attribuito dall’opinione pubblica la facoltà di intendere meglio di altri le mode ed i tempi. Non importa se poi come nel corso della odierna pandemia, i cosiddetti uomini di scienza litigano fra loro. Sostenendo idee differenti e spesso fra loro opposte. Meglio comunque gli uomini di scienza, dice la gente, che quelli che hanno una educazione umanistica o letteraria. E se è vero che la scienza può sbagliare è anche vero che poi si corregge e quindi suscita un senso di rispetto oltre che di sudditanza. La quale diventa spesso una forma di fede.  Ed a proposito di fede va ora citata la Chiesa. Che la nuova fede religiosa sia subordinata a quella scientifica? Il sospetto viene. Ma quello che appare certo è una tendenza ad uniformare le varie fedi secondo il significato della globalizzazione. Oggi anche il pensiero religioso segue il nuovo mondo. Il sincretismo sembra prevalere sulle differenze. La verità, anche quella rivelata, non appare più unica ed immutabile, ma uniformandosi al sistema, si è globalizzata. Lo dimostrano i fatti di casa nostra. La infrazione comminata ai fedeli musulmani che esercitavano il culto in una sede non (ancora) autorizzata, cui ha seguito la protesta di alcuni sacerdoti.  I quali per aver svolto le funzioni religiose all’aperto in luoghi non consoni, si sono uniti nella protesta e così dichiarandosi colpevoli. L’intento, quello di evidenziare il comune diritto alla preghiera, indipendentemente dal dio verso cui si rivolgono le preci. Nulla da dire sul piano umano ed anche dello sbandierato pensiero legato, oggi, al  comune spirito della misericordia. Cui possiamo aggiungere il principio giacobino della fratellanza. Ma che dire della risposta data da Gesù, una volta richiesto su quale fosse il comandamento più importante.  Il primo fu il responso. Vale dire non avrai altro Dio all’infuori di me.  Ma questo anche in chiave religiosa non coglie lo spirito del tempo. Oggi, come detto, la globalizzazione avvolge tutto e tutti. Anche il bene ed il male ne risentono. La fakes news sono state create per questo. Confondere le idee e generare miscredenza il loro obiettivo. Tanto diventa difficile separare il grano dall’oglio, che anche le parole ne risentono. Al punto che diffondere idee sbagliate, come se fossero giuste attraverso frasi  volutamente scorrette, sono funzionali ad indurre un comportamento standardizzato. Come conviene ai gruppi di potere economici, che appunto per questo si definiscono democratici e dunque di sinistra. Ma, come detto, sembra che non sia esclusa da questo modo di intendere le cose anche il mondo religioso. Anche in questo campo, meglio una uniformità di comportamenti che le antiche divisioni sul piano teologico, che hanno comportato guerre e lutti. Dunque sembra subentrata l’esigenza di uniformarsi al pensiero unico, onde risolvere le guerre con altre armi, meno cruenti ma forse ancora più pericolose. Le parole usate al di fuori del loro significato servono a quello. Come pure sono utili non  dover sostenere posizioni eretiche, sia in campo civile che religioso. Così facendo infatti si danneggia sempre qualcuno, per intendere prima il potere e poi la coscienza. Ma la globalizzazione ha risolto il problema, anzi i due problemi.  Quelli  di non dover  mai sostenere una idea che possa danneggiare qualcun altro, in quanto alla fine danneggia te stesso mettendoti  fuori e contro il sistema. Appunto globalizzato.  

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