Anticaglie

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La società dei diritti ma senza diritto

Sembra questa una contraddizione, ma non lo è. Infatti diritto e diritti non sono la stessa cosa, perché in questo caso il plurale non contiene il singolare. Cominciamo allora da quest’ultimo, il diritto. Che vi sia, ho qualche dubbio se poi pensiamo come viene normalmente applicato, i dubbi crescono. Mi riferisco ad alcune recenti sentenze delle quali viene subito alla mente il caso dell’imprenditore Angelo Peveri nostro conterraneo, che per aver ferito un ladro dopo aver subito ripetuti furti nella sua azienda, viene condannato ad una pena di oltre 4 anni. L’attenuante legata ad una condizione di esasperazione che in un altro caso ben più criminale viene applicata come tempesta emotiva, nel caso del nostro concittadino non viene presa in considerazione. Contrariamente a quanto sostenuto dalla Corte d’Appello di Bologna per Michele Castaldo, assassino reo confesso di Olga Mattei, strangolata a mani nude. Per questo motivo, vale a dire la condizione piscologica di alterazione emozionale, la pena a 30 anni causa il rito abbreviato viene dimezzata a 16. Ho citato questi due casi ma ce ne sono altri. Uno di questi la sconcertante sentenza della corte di Appello di Ancona nei confronti di due stupratori assolti con questa motivazione. La vittima era troppo brutta avendo lineamenti mascolini e quindi, causa la scarsa avvenenza, non poteva essere oggetto di attrazione sessuale. Se questi tre casi rappresentano il trionfo dell’opinabile contro quello che io definisco il buon senso, fortunatamente esiste anche il caso contrario. Mi riferisco alla sentenza non conforme rispetto a ciò che ormai è diventata la norma, che concerne la condanna di chi osa difendersi nei confronti dei rapinatori . L’episodio, riguarda Graziano Stacchio, benzinaio di Ponte di Nanto in provincia di Vicenza, che nei confronti di cinque rapinatori che assaltavano la vicina gioielleria Zanca, osa reagire con l’intento di difendere la commessa presa in ostaggio, per poi sparare col suo fucile da caccia contro i malviventi uccidendone uno. Accusato e processato per tentato omicidio, una volta tanto viene assolto per aver risposto ad una minaccia di morte. Dunque secondo il giudizio del giudice, lo Stacchio aveva sparato non per uccidere, ma per difendersi. Che dire allora in base a questi casi ( ma ce ne sarebbero molti altri)se non che il diritto è molto discrezionale, dipendendo dai singoli giudici e dalla valutazioni emozionali. Come pure opinabile e forse anche arbitrario il criterio per la cosiddetta giusta causa fra la minaccia e la difesa. Come se fosse possibile prevedere da parte di un malvivente che entra in casa senza essere invitato, quale possa essere il suo comportamento criminale. Tralasciamo il diritto allora per passare ai diritti. Ognuno vanta il suo. A parte ladri e rapinatori che vantano, come detto, i diritti di non essere considerarti persone sgradite da chi osa reagire, con l’intento di difendere se stesso, i famigliari ed il patrimonio, esistono anche i diritti degli extracomunitari che normalmente meritano la precedenza in tut te le questioni pubbliche di carattere burocratico e assistenziale . Di seguito i diritti degli omosessuali con tutto il vasto mondo legato alla disforia di genere che appaiono vincenti nelle loro richieste, presso l’opinione pubblica, assumendo il ruolo di progressisti liberi e moderni. E poi quello delle etnie, le cinesi in particolare, che fanno lavorare minorenni in condizioni disumane e con paghe da fame. Infine il peggiore di tutti, i diritti legati al politicamente corretto. Per cui chi osa eccepire contro la trascurabile maggioranza della società, come disse Flaiano a proposito di chi pensa di aver sempre ragione, è un povero sprovveduto culturalmente e per giunta anche reazionario. In sostanza chi non fa parte della cultura di sinistra, rischia di essere messo al bando della società che conta e di essere tacciato con l’epiteto oggi di moda, di essere un bieco fascista. Ecco allora il punto. Reazioni pubbliche e proteste sono tutte politicamente connesse. Infatti chi osa protestare contro i vari genocidi dei regimi comunisti? Saranno veri? Eccepiscono gli eredi di quella ideologia, specialisti della negazione a priori. Tanto che se poi qualcosa emerge dalle testimonianze storiche, la colpa è dei soliti mestatori di destra che vorrebbero inquinare le pagine scritte con il sangue dei vinti, in eventi trascurabili se non falsi che nulla toglie alla cultura egemone. Un passato ormai trapassato, legato al ventennio, viene allora riproposto con l’intento di mascherare gli eccidi commessi, di cui sono famosi quelli nel triangolo rosso. Un fascismo che non c’è più, ma trasformato in sovranismo accusa oggi chi si permette di contrastare l’immigrazione clandestina e stabilire misure di controllo contro gli immigrati irregolari. Continuando con i diritti, non dimentichiamo inoltre quelli degli arroganti, di chi grida più forte e di chi anche nel proprio condominio si rifiuta di accettare un regolamento che punirebbe certe sue licenziosità, intese come diritti. Ma non è tutto, infatti sempre a proposito dei diritti conviene ora affrontare quelli dei giovanissimi, assimilabili addirittura a bambini di pochi anni. Anche loro infatti vantano diritti. Che non sono quelli di stare in famiglie regolari, intese oggi come condizioni aberranti legate a vecchie usanze tradizionali fuori moda, contrapponendo i nuovi diritti di essere padre o madre attraverso altre vie che non quelle naturali, quali inseminazioni eterologhe ed uteri in affitto. Ma non basta ancora, perché in questa babele di rivendicazioni emergono infatti i nuovi diritti dei nuovi arrivati sul nostro pianeta, E parlo dei bambini che vogliono poter cambiare a piacimento il proprio genere sessuale. Un diritto questo sancito ad es. in Inghilterra dalla legge, che autorizza l’infante senza il consenso dei genitori a modificare il proprio stato biologico. Questo il quadro : maschi contro la natura malvagia e maligna che vogliono diventare femmine e quest’ultime che desiderano attivare un processo inverso. Esiste infatti un farmaco la triptorelina che consente di attuare questo diritto. Assumendolo si blocca l’evoluzione naturale, oggi per alcuni, considerata innaturale, cosicché la maturazione biologica viene arrestata. Premessa questa indispensabile, in attesa di un cambiamento definitivo degli organi sessuali con l’ausilio della chirurgia. Intanto si comincia con la fase del transgender e poi si vedrà. Quel che sorprende è la posizione dell’ opinione pubblica non contraria ai molteplici diritti di ognuno con la conseguenza di trasformare la società in una libertà malintesa che diventa anarchia. Tanto che chiunque si appelli alla cosiddetta morale naturale, diventa un individuo che non capisce e che non sa cogliere il mutamento dei tempi. Ho prima parlato del pianeta terra e anche qui ci sono i diritti dei singoli che in qualche caso diventano pubblici. Come è il caso della recente manifestazione degli studenti che al richiamo della sedicenne Greta che di anni ne dimostra 12 e che la scuola sembra non debba essere in prima linea fra i suoi interessi, hanno riempito le piazze all’insegna del difendiamo la terra. Contro tutti i mali rappresentati dall’inquinamento e dall’egoismo dei padri che hanno pensato solo al guadagno, all’utile egocentrico senza rispettare la natura che oggi sembra ribellarsi. Tale protesta da un certo punto di vista potrebbe essere anche condivisa se questa fosse in buona fede. Ma il dubbio che non lo sia viene naturale. Infatti nessuno mi toglie la convinzione che la giovane Greta sia manovrata da qualche gruppo di potere che ha interessi a fare di una bambina la vittima di un sistema che si vorrebbe cambiare per criticare l’uomo. Ebbene per credere in questa buona fede, preferirei una protesta senza fuga dalla scuola, che non fosse espressione di un sentimento indotto dalla moda, ma mosso da una autentica motivazione di chi vuole veramente cambiare stile di vita. Senza fanatismi, senza gli slogan tutti uguali, che si compiacciono da parte di chi li pronuncia di stare dalla parte dei giusti, affossando tutto il passato compreso l’uomo approfittatore. Il quale pur sbagliando ha creato un progresso, in termini di miglioramento della condizione di vita. Il sospetto allora è che al politicamente corretto si unisca l’ambientalismo scorretto di chi protesta e intanto guarda il suo smartphone di ultimo modello che il padre , accusato di violenza contro la natura, gli ha comprato perché possa vivere in un clima di comunicazione globale. Il sospetto allora è di una contestazione a parole, senza che poi possa tradursi nei fatti. Ecco allora il punto dei cosiddetti diritti individuali e collettivi che nascono e muoiono quando non c’è il vero diritto, quello di una vera giustizia che io preferirei chiamare giustezza, la quale riguarda tutti per rispettare ognuno. La bicicletta in città e la vacanza al mare o in montagna negli alberghi 4 o 5 stelle o nei club mediterranée, la dicono lunga sulla nuova contestazione ambientalista. Sembra infatti un ritorno al 68 illusorio e anarchico che ha lasciato molti diritti, ma ha fatto perdere il vero diritto di continuare a credere nell’uomo, con i suoi pregi ed i suoi difetti da emendare , è vero, ma con le idee ed i comportamenti corretti e non con la protesta di piazza. Quella che tende ad un anarchismo di fondo nel tentativo di cancellare quanto di buono a proposito del progresso sociale è stato fatto. Una immaginazione al potere allora, quella dei diritti che con il concorso oggi della droga o della triptorelina rischia di diventare un’allucinazione di massa. 

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Commenti (1)

  • Quel che succede è consono ai tempi e al luogo in cui viviamo, dove il certo diventa incerto e viceversa, dove la Costituzione proclama l'uguaglianza tra i cittadini ma il diritto quelli che sono più uguali degli altri, chi paga per gli errori e chi ne è esente. Mala tempora currunt, quando la libertà diventa libertinaggio e alla nave manca il nocchiero.

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