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Venerdì, 24 Maggio 2024
Anticaglie

Anticaglie

A cura di Carlo Giarelli

Obbedire, credere, combattere

Mi è venuto in mente questa frase,  vero precetto della dottrina fascista a proposito della critica astiosa da parte del ministro dell’Interno francese Gerald Darmanin, contro l’atteggiamento della Meloni a proposito dei migranti. Nei confronti dei quali venendo meno ai propositi preelettorali, secondo l’accusa francese, non vi sarebbe stata la volontà, sempre da parte della nostra Presidente, di bloccare i flussi migratori, con la conseguenza di creare problemi alla stessa Francia , causa la possibilità di dover accogliere, quindi dentro ai  propri confini, molti disperati, mossi dal disagio o dalla povertà. Insomma la Francia nei nostri confronti è sempre la solita vicina altezzosa e malata di arroganza. Così a proposito della frase citata del catechismo fascista, mi preme precisare di averla adottata semplicemente invertendo le due parole iniziali. Dunque  il credere con l’obbedire. Per quale ragione? In quanto i nostri confinanti che vengono chiamati impropriamente nostri cugini, pensano dall’alto della loro presunta superiorità nei nostri confronti ,di pretendere da parte nostra una obbedienza ad ogni desiderio che sarebbe meglio chiamare imposizione da parte di Parigi. Se avessimo dubbi basta ed avanza il tentativo da parte del portavoce del governo francese di appianare le cose di fronte alla nostra reazione offesa, sostenendo che “ gli italiani vogliono essere lasciati liberi di assumere le loro scelte”. In sostanza i francesi ammettono a denti stretti che il dire sempre sì da parte nostra, non deve essere sempre cosa scontata. Perbacco che considerazione hanno i nostri vicini di noi italiani. Ci gratificano di una certa libertà di dissenso dopo averci manifestato  il contrario. Quando al tempo della vittoria elettorale della Meloni e del centro destra, avevano avuto l’ardire di manifestare  alcuni dubbi sulla tenuta democratica del nostro governo, a riprova della diffidenza di Macron e del suo governo. Infatti  questi stanno a sinistra e sono ossessionati dal trovare nel nostro paese una possibile replica di quello che in Francia rappresenta  Marine Le Pen, in continua ascesa nei sondaggi. Bene, se fino adesso abbiamo parlato di obbedienza, affrontiamo ora il secondo principio, quello del credere che per i transalpini si lega strettamente al primo. In esso non riveste alcuna importanza essere di destra,  ma sempre e solo di sinistra. Basta uniformarsi al volere dell’Europa che come sappiamo è gestita dall’unione di Francia e Germania più alcuni paesi nordici, che ci obbligano ad un atto di fede per non dovere affrontare una strategia di logoramento. Basato su vincoli per noi obbligati ed obbligatori, pena il nostro destino economico che si esprime con una unica parola, sempre minacciata e che si chiama default. Insomma trattasi di  vere trappole economiche,  imposte   con un atto di fede e che dobbiamo accettare. Le enumero. Prima di tutte, il Patto di Stabilità in grado di condizionare la prossima legge di bilancio, poi  il sempre riproposto Mes che per quanto poco ci convinca, lo troviamo sempre davanti alle nostre obiezioni, come fosse un evento irrinunciabile pena la nostra colpevole insicurezza  nel credere a questa Europa. Ma non è ancora  tutto. Il sacerdote della nuova fede che  si chiama Frans Timmermans, Vicepresidente della Commissione europea, ha ideato per noi precetti di fede che misurano la nostra devozione. Questi riguardano i problemi della casa, legati al contenimento energetico, le auto che devono essere nel prossimo futuro elettriche, la pesca cui è vietato la tecnica dello strascico  e poi ancora una serie di precetti che interessano gli allevamenti, le coltivazioni, gli imballaggi e quant’altro c’è da inventare a nostro danno.   E veniamo al terzo punto: il combattere. In quest’ultimo caso se non riguarda un vero combattimento nel senso bellico del termine, si tratta comunque di uno spiegamento di mezzi militari. Da sempre invocato dalla destra, ma ora addirittura  auspicato dalla sinistra. E qui l’eterogenesi dei fini di Augusto Del Noce raggiunge il suo punto massimo. Per significare quale sia il punto limite della contraddizione. Infatti le posizioni ideologiche si sono sovvertite al punto che la sinistra è diventata la destra. Succede allora che i controlli dell’immigrazione e la linea dura che bisogna perseguire per realizzare tali obiettivi, diventano segnali di efficienza e serietà. Ed allora chi si oppone, diventa un nemico della salvaguardia dei confini. Dunque la Francia del galletto Emanuel Macron, che ai tempi prendeva in giro la Meloni con la sua idea di blocco navale, ora la critica per aver rinunciato ai suoi propositi bellicosi. La sinistra è sempre la stessa. Quando per essa una cosa è utile non guarda per il sottile. Quando invece l’interesse sfuma, tutto cambia.  Si recuperano allora  i principi dell’accoglienza indiscriminata che tanto favore suscitano presso  l’opinione pubblica dei buoni a prescindere, sempre con la bandiera rossa in mano. Dunque cosa è successo in Francia, includendo anche le nazioni  del  nord Europa? Che la mancata attuazione della linea dura da parte della Meloni, legata al pattugliamento del mare mediterraneo per bloccare con le navi militari, che-dicevo- ogni  fuga di immigranti impedita,  è stata oggetto di feroci critiche . E non importa se nel frattempo condizioni umanitarie, legate a  naufragi come quello di Cutro, abbiano impedito alla destra di attuare i suoi propositi. Vale a dire di impiegare mezzi  navali per impedire il transito in direzione dell’Europa da parte di ogni genere di natanti che abbandonano per cause diverse l’Africa. L’umanità e la disumanità diventano allora  interscambiabili a seconda degli interessi e dei principi morali e tanto meno  in base alle ideologie. Dunque  e per questo la Francia si è offesa per aver creduto alla Meloni, dimenticando di aver fatto finta di scandalizzarsi quando la proposta del blocco navale per impedire le partenze veniva proposto. Siamo al paradosso e contrariamente all’Italia, la Francia i confini li vuol tutelare sostenendo che i migranti sono buoni o cattivi a seconda di dove vogliono andare. Cosa aggiungere d’altro? Che i francesi sono sempre loro. Spocchiosi e irritanti specie nei nostri confronti, capaci sempre ed in ogni circostanza di vantare una loro presunta superiorità che forse è l’espressione del contrario. Infatti chi agisce in modo fin troppo sicuro ed altezzoso dimostra  infatti l’opposto di quanto vuole dimostrare. In questo modo la condizione di superiorità diventa inferiorità.  Anche  se addirittura accentuata dal quel senso della grandeur tipica dei cosiddetti cugini, ben dimostrata dall’insolenza del  loro ministro. Nei suoi confronti il nostro, equivalente in grado, Tajani, ha chiesto le scuse, ma, inutile illudersi, queste non arriveranno. Troppo importanti e forti si sentono i francesi in Europa. E nonostante abbiano una economia traballante si sono legati alla potente Germania per gestire al meglio una politica a loro favore ai danni di popoli come l’Italia. Per adesso è così. Ma fra un anno circa ci saranno le nuove elezioni per il Parlamento europeo. E non è detto che l’obbedire, il credere e il combattere della Francia contro les italiennes non debba andare incontro a incrinature. Macron lo teme dall’alto della sua boria. Allora fra i tre principi citati, il terzo, vale a dire il combattere, è appena iniziato ed il cui esito è auspicabile possa ridimensionare la stucchevole ed insopportabile grandeur francese.            

Obbedire, credere, combattere

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