Domenica, 14 Luglio 2024
Anticaglie

Anticaglie

A cura di Carlo Giarelli

Streghe, Draghi e fantasmi

Il titolo rappresenta tutto l’armamentario dell’inconscio collettivo legato alle paure. Cominciamo allora dal drago, il mitico e leggendario mostro che sembrava invincibile per la sua forza e anche per la sua forma che suscitava senso di pericolo e terrore, essendo una via di mezzo fra un rettile ed un uccello. Dunque il drago simbolicamente è entrato dentro di noi, causa queste sue caratteristiche che lo rendevano l’archetipo di un essere irreale e fantastico, ma nello stesso tempo presente nel nostro inconscio. Un animale simbolo del male che doveva essere ucciso. Ma ci voleva il coraggio di un uomo superdotato. Un essere superiore rispetto ai condizionamenti e alle tante miserie umane. Dunque un individuo che fra bene e male avesse fatto la sua scelta. Chiara e indiscussa. Ci voleva allora un eroe di quelli mitici, oppure un santo e questo lo abbiamo appreso dalle iconografie religiose. Ma passiamo dal mito alla realtà. In quanto noi, politicamente parlando, di draghi ne abbiamo avuto uno solo che di nome fa Mario. Anch’esso una via di mezzo. Osannato a livello internazionale per le sue carature di economista, accademico, banchiere ed ex presidente della Bce, ma non troppo a livello della politica nazionale, che oscilla sempre fra opposte tendenze. Da una parte, c’era chi lo voleva santo subito, tipo il Pd, mentre dall’altra si trovava chi poi lo ha tradito e mi riferisco ai 5 stelle. Con in mezzo la solita via di mezzo. Erano questi i sostenitori col freno tirato, che inclini a non dare nulla per scontato, quando si parla di politica, non volevano rinunciare a muovere critiche al drago, in caso di disaccordo. Trattasi, l’avrete capito della Lega. Fra questi incerti alleati   c’era anche chi non ne voleva sapere di questo personaggio, preferendo stare all’opposizione. Fratelli d’Italia il partito della Meloni, rappresentava non la via di mezzo, ma quella dichiaratamente situata all’estremo. In particolare dalla parte destra. Dunque fra queste opposte tendenze, prima o poi si doveva verificare il draghicidio come in effetti è avvenuto. Inutile a questo punto stabilire se si è tratto di una omicidio politico o di un suicidio pilotato con arte da parte dello stesso Draghi per evitare di dover affrontare il periodo autunnale, normalmente il più caldo per la manovra finanziaria e le varie scadenze fiscali, col rischio di perdere gli artigli. Probabile che il motivo sia stato quest’ultimo, mentre i 5 Stelle siano stati solo l’occasione per fornire il veleno ad un delitto apparso come perfetto, ma che in realtà faceva acqua da ogni parte. Facciamo a questo punto un passo avanti ed avendo citato la Meloni, vogliamo occuparci di lei a proposito delle streghe. Ebbene riducendo il plurale ad una singola voce, la vera strega politica è lei. Tutti i giornali nazionali, fra i maggiori in fatto di copie prodotte anche se poco vendute, hanno parlato in questi termini. E la Meloni trasformata in strega, descritta come male assoluto, da battere più che da combattere, è stata riscoperta come pericolo pubblico. Passando dal nostro inconscio infantile alla condizione attuale attraverso un processo di aggiornamento legato all’attualità, da lei stessa (parlo della Meloni), chiamato fango. Sappiamo che il fondo di tutta questa messinscena legata alla denigrazione è sempre la paura. Ecco allora che la Meloni- strega è diventata il pericolo nero. Un misto di arroganza, di sovranismo e di populismo inconciliabile o meglio inconcepibile secondo la cultura di una politica che vuole presentarsi democratica di nome e non di fatto.  E per non correre il rischio di essere frainteso, parlo della politica dei sinistrorsi, detti anche chic al caviar, che ostentano aperture ipocrite verso i deboli, quando invece fanno parte della classe agiata, che non vuole rinunciare al potere. Questo stesso potere che, come diceva Andreotti, logora chi non ce l’ha. Ebbene questa classe di seguaci della sinistra che per definizione e costituzione tutta loro, deve mantenersi al potere costi quel che costi, ha dalla sua il sostegno di una mentalità culturale che del popolo non se ne cura per niente, preferendo chiudersi in un campo trincerato dove abita una pseudo cultura, che disdegna ogni avversario politico. Da intendersi come un nemico   e verso il quale attribuire ogni colpa, nel caso avesse l’impudenza o l’ardire di vantare una concezione della democrazia non coincidente con quella dominante. Che per abitudine ed ossessione al potere si identifica esclusivamente con la mentalità di una sinistra in cui il bene diventa sovrano intoccabile. Mentre tutto il male, sta dalla parte opposta. Con queste considerazioni magari toccate dal vizio di essere (lo ammetto) fin troppo dicotomicamente schematiche, bisogna riconoscere un merito alla sinistra. E mi riferisco alla egemonia culturale evocata da Gramsci, che nel corso degli anni ha prodotto i suoi nefasti effetti.  Al punto che noi di indole liberale ne abbiamo conferma ogni giorno. Ma ritorniamo alla strega Meloni come simbolo del male. Ed in questo senso per definirla in tal modo, si sono messe due (il)logiche strategie politiche. Da una parte quella fantasiosa e nello stesso tempo banalizzante che individua nella lettera M del cognome, una analogia con un altro cognome che appunto inizia con la stessa consonante. Quasi ad evocare la stessa assurda vocazione e lo stesso destino infausto. Banalità ho detto, ma aggiunta ad una senso di perfidia che sarebbe meglio definire odio. L’altra posizione è quella della Chiesa. Che oggi preferisce discutere di fatti quotidiani dimenticando quelli eterni, ormai passati di moda. Ecco allora che Il concetto del drago identificato come Draghi, ritorna nelle omelie che lo santificano, come difensore dei deboli, delle famiglie meno abbienti e di tutti coloro che non sono sensibili alla pace tout court. E per questo non si impegnano per evitare le diseguaglianze sociali. Ce lo ricorda per fare qualche esempio Il cardinale Matteo Maria Zuppi, nominato da poco presidente della Cei. E come secondo, fra cotanto senno, più in chiave mondana che religiosa, Monsignor Vincenzo Paglia presidente della Pontificia accademia per la vita. Insomma tutto un peana pro Draghi e Gesù? Troppo ostico quest’ultimo tema, quindi meglio allora soprassedere. Ed arriviamo allora al terzo nostro incomodo rappresentato nel titolo dai fantasmi.  Cosa sono? Sempre e solo le paure che ci portiamo addietro dall’infanzia e che di volta in volta vengono rievocati in base ad eventi ed a persone che suscitano tali emozioni. Chi sarebbero allora tali persone? Difficile dirlo, ma in sostanza tutti quelli individui che vengono proposti dalla cultura dominante come pericoli presenti o futuri. Nei fantasmi allora mettiamoci dentro tutti coloro che seguono dettami e logiche, legate alla sinistra, da considerare democratiche a prescindere da ogni altra considerazione. Per dimostrare questo assunto, cito questo episodio che riguarda Laura Boldrini politica italiana e deputata alla Camera. Ed in aggiunta, non si sa come e perché, diventata Presidente della Camera dei deputati dal 2013 al 2018.  A questo punto, mi ravvedo, in quanto sbagliavo ed il motivo lo si conosce sia nel come che nel perchè. E senza nemmeno scomodare troppo la sinderesi. Infatti lei democratica tutta di un pezzo sollecitata a rispondere circa l’opportunità di una vittoria del centro destra alle elezioni ed in particolare di Giorgia Meloni, ha dichiarato di non volere mai accettare un tale risultato elettorale. La strega infatti non può essere eletta e se anche fosse non si può accettare. Lo sbaglio è del popolo. Ecco allora la sintesi di quanto ho cercato di dire. I veri democratici sono loro. Ed il popolo? Che c’entra? La vera democrazia infatti è altra cosa. E chi non si convince peste lo colga. La peste infatti rappresenta il quarto elemento che potevo aggiunge ai tre riportati nel titolo e che meriterebbe un trattamento a parte.

Streghe, Draghi e fantasmi
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