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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Anticaglie

Anticaglie

A cura di Carlo Giarelli

Vita e morte del sesso

Oggi si fa un gran parlare di gender che secondo un modo di esprimersi tradizionale e popolare significa sesso. O per assecondare la forma del lessico oggi in vigore, possiamo anche usare l’espressione di moda. Che vuol significare, appartenere ad un genere sessuale. Tradizionalmente i sessi sono sempre stati due, maschile e femminile. Questo per seguire l’abitudine che ognuno di noi ha acquisito dall’educazione ricevuta, in base alla quale uniformiamo alle idee il comportamento. Quindi contando su questi condizionamenti, potremmo tuttora sostenere che i sessi sono due, basandosi, come detto, sul nostro modo di gestire le cose. In questo procedere, ricorriamo come spiegazione ai concetti binari, che adottiamo per vivere meglio senza farsi troppi problemi. Perché così facendo, riduciamo il tutto alla semplicità del numero due. Per questa semplice ragione, ammesso che esista in fatto di sesso anche il numero tre, facciamo finta di non riconoscerlo. Tuttavia, va detto che arrivati alla quota non binaria, non ci siamo fermati nei conteggi. E così da quota tre, siamo passati a moltiplicare sia i numeri che i generi, seguendo un nuovo modo di intendere la cosiddetta natura. In quanto considerata troppo prevedibile e poco conciliabile col desiderio dell’uomo moderno. Quello di sentirsi libero di pensare che tutto possa cambiare secondo la visione eraclitea, tanto che perfino il sesso può essere dilatato numericamente a piacere. Anche se l’anatomia sembra dire il contrario. I tradizionalisti, categoria ai quali appartengo, non sembrano interessati alla nuova moda, chiamata, come detto all’inizio, appunto del gender. Anzi la contestano pensando sia l’espressione di una destrutturazione del genere umano, votato nel prossimo futuro ad essere altro da sé. Causa il processo evolutivo di assumere una natura artificiale, quindi transumana, dove la fusione del biologico con il non biologico legato all’intelligenza artificiale, condizionerà un uomo nuovo. Molto diverso dall’attuale e quindi senza un sesso preciso, ammesso che di sesso in futuro si potrà ancora parlare. Evocando allora quello che dovrà avvenire, mi viene allora spontaneo citare il passato. E due sono i riferimenti cui mi appoggio, al fine di comprendere come il tema del sesso sia sempre stato un problema di non facile acquisizione e soluzione. Se come già detto, ragioniamo secondo lo schema binario, che oggi sembra passato di moda. Ebbene il primo di questi due riferimenti va al filosofo Platone. Il quale nel Simposio trattando il tema dell’amore, si riferisce a precedenti miti greci, legati a comportamenti di divinità che si travestono in esseri di genere diverso dal proprio e di cui Tiresia costituisce l’archetipo. Dunque sempre il filosofo Platone, presenta come modello di una natura bisessuale, il personaggio di Ermafrodito. Questi, figlio di Afrodite ed Ermes, dai quali deriva il nome, è rappresentato da erme e statue in Grecia con la doppia immagine. Quella di Afrodite con attributi maschili e quella di Dioniso che invece presenta tratti femminili. Comunque sempre nel Simposio, il ruolo di trattare il tema della sessualità è affidato al commediografo Aristofane. Il quale si imbatte in una teoria, secondo la quale i generi non sono solo due, ma almeno tre.  Causa l’esposizione di una tesi, originale ma molto inverosimile, per la quale l’amore è l’effetto della nostalgia e della ricerca dell’Uno originario. Ne deriva allora che la sua visione del problema, comporti la presenza della figura dell’androgino, quindi nè maschio nè femmina. Per dimostralo si rivolge al medico Erissimaco che invece ha idee diverse e per cercare di convincerlo, al fine di non cadere nel ridicolo, vi ci cade rovinosamente quando sostiene che gli uomini primitivi erano di forma sferica. Con una sola testa, ma con quattro gambe, e dunque con organi doppi, sia maschile che femminile. Ma cosa succede? Che avendo la doppia natura, questi strani esseri, erano diventati troppo orgogliosi e tracotanti e quindi non bisognosi di alcun aiuto. Per questo suscitando l’invidia di Zeus furono puniti con il taglio per ognuno in due parti. Per cui chi faceva parte del genere maschile perdeva il suo carattere androgino, acquistando il desiderio di ambire ad unirsi al genere femminile. Il contrario invece per le donne, le quali diventano desiderose degli uomini. Tuttavia rimase irrisolto un problema. Perchè chi era stato tagliato in base alla propria natura, cercava di unirsi a quella sua stessa condizione, perduta dalla mutilazione. Ne conseguì la nascita dell’amore omosessuale. Tralasciamo ora Il mito Platonico, passiamo all’altro tema, scomodando il poeta Ovidio con la sua Metamorfosi. Opera letteraria questa nella quale si spiega la natura bisessuale del protagonista, non come un punto di partenza, ma di arrivo. E questo attraverso l’evento appunto di una metamorfosi. Per la quale un giovane bello, pudico e avvenente, cambia piano piano i suoi connotati parlando non più con voce virile e quindi diventando possessore di due generi. Questo in seguito all’accerchiamento da lui subito da parte della ninfa Salmacide, smaniosa di renderlo androgino. Fatti questi riferimenti iniziamo il commento. Cominciando col dire che da questi dati se ne ricava in fatto di sesso, una condizione. Secondo la quale non sempre tutto è prefissato secondo un modello rigido e assoluto. In quanto la natura, sembra si diverta ad inserire elementi di variabilità secondo infinite sfumature ed altrettante gradazioni, pur nell’ambito di uno stesso genere. Lo dimostrano gli uomini, cosiddetti alfa, che per la loro struttura fisica, molto muscolare da antico guerriero e con villosità straripanti in tutto il corpo, manifestano una loro natura di stampo assolutamente maschile senza fraintendimenti di sorta. A differenza di altri maschi che invece dal fisico più delicato, sembrano più vulnerabili sotto il profilo psicologico, causa una loro sensibilità che in determinate occasioni fa pensare al genere femminile. Nello stesso tempo, ma in linea contraria, anche le donne manifestano queste variazioni fenomenologiche in fatto di stile, struttura corporea e comportamenti. Perché accanto ad alcune dalla costituzione fisica improntata ad un corpo esuberante in fatto di curvature e protuberanze, altre invece presentano tratti più propriamente maschili. Con spalle larghe e muscolose, dedite a sport che comportano fatica fisica ed affrontati senza eccessivi coinvolgimenti emotivi, ma con la determinazione del combattente, per quanto sempre con la veste. Dunque come si vede, variazioni genetiche ed ormonali definiscono sfumature diverse e di non sempre facile decodificazione fra i due generi. Tanto che, pur rimanendo sostanzialmente due, possono vantare variegati e spesso multipli punti di contatto e di similitudine fra loro. Detto questo, un conto è valutare queste oscillazioni di genere, un altro quello di decidere i cambiamenti sempre di genere, sulla base di opinioni e di desideri che variano secondo le mode ed il portato dei tempi. Col risultato che ognuno possa raggiungere il mito della propria creazione. Vale a dire la possibilità di sconvolgere la realtà per sostituirla con un’altra, che in quel preciso momento, sembra la più desiderata. Ne è una dimostrazione oggi l’uomo maschio che dall’attuale cultura viene sminuito e addirittura messo in disparte dalla società come espressione di un essere retrogrado.  E la cui figura un tempo dominante, viene non solo vilipesa, ma avvolta nel ridicolo anche nella sua funzione di padre. Oggi considerata dalle nuove api regine non più indispensabile per non dire ininfluente. Per questo molti maschi avviliti o convinti della loro sorte pubblica in declino, preferiscono sottoporsi a processi chirurgici di sterilizzazione, con l’intento di cedere alla comune demotivazione e nello stesso tempo evitare ulteriori umiliazioni. Dunque capita come il maschio da una parte tramite la sterilizzazione e dall’altra, la femmina, oggi in fase dominante, che si verifichi un nuovo dato di fatto. Che il numero dei generi sessuali con tutte le loro sfumature sia in fase di aumento. Il risultato riguarda il troppo che si trasforma nel suo minimo. Il che succede ogni qual volta un dato in eccesso, scade per noia o per stanchezza nel suo opposto. Dunque l’esuberanza dei generi, produce la scomparsa del genere. Una nuova disumanità si profila all’orizzonte. La macchina uomo decade e si libera dei suoi pezzi, uno dei quali è costituito dal sesso che non sembra più necessario né utile. L’intelligenza artificiale reclama i suoi diritti che comportano l’annichilimento dell’uomo senza riguardare se maschio o femmina. Perché anche quest’ultima è destinata ad annientarsi nel nulla di una macchina umana che ormai pensa di essere autonoma senza i gravami dell’amore. Il quale causa i riferimenti fatti, è diventato di tipo platonico e quindi senza la necessità di ricorrere al sesso. Già oggi la tecnologia domina la vita. E domani non avrà nemmeno il bisogno di mettersi in condizioni di assoluta dominanza, per mancanza di competitors ridotti a macchina. Succederà allora che degli ormai superati generi, rimarranno come loro simboli, i pianeti a noi vicini. Ma senza più ricordare come al sole e alla luna si associavano un tempo rispettivamente il genere maschile e quello femminile. Se non fosse chiaro quanto detto, meglio allora fermarsi con queste anticaglie.

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