Effetto vertigo

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Il "Falco" che volò sopra Berlino, addio Colombo..

L'ex angelo Peter Falk è scomparso ieri all'età di 83 anni. Addio al Tenente Colombo con un omaggio al suo film più bello.

New York. Apprendiamo la notizia che l'attore Peter Falk, l'indimenticabile tenente Colombo, icona del poliziesco seriale per più di una generazione, è morto all'età di 83 anni, 3 anni dopo la diagnosi del morbo di Alzheimer. La consacrazione per Falk, classe 1927, arrivò per il suo ruolo da protagonista in 'Colombo', un'interpretazione che stereotipò forse più di ogni altro mattatore della scena cinematografica il ruolo del detective. Il primo episodio fu trasmesso negli Usa il 20 febbraio 1968. Sugli schermi italiani Colombo fece la sua prima apparizione il 16 novembre 1974 su Telecapodistria, prima di entrare nella memoria collettiva italiana nelle infinite repliche su Rete4.

Sua tuttavia è anche la ribalta di un mattone del cinema d'essai internazionale, ll cielo sopra Berlino (Der Himmel über Berlin)  diretto da Wim Wenders nel 1987, pellicola ispirata agli angeli che vivono nelle poesie di Rainer Maria Rilke. Due angeli, Damiel (Bruno Ganz) e Cassiel (Otto Sander), vagano per la città e osservano la vita degli uomini senza poter intervenire direttamente negli accadimenti che gli umani si procurano. Gli angeli osservano vecchi di fronte alla televisione, bambini che giocano, si intrufolano non visti negli appartamenti di periferia a carpire i pensieri di persone qualsiasi immerse nei propri pensieri e intente a svolgere le loro attività; poi si spostano all'interno dei vagoni della metropolitana dove captano i pensieri dei viaggiatori. Vedere, registrare e preservare la realtà. il film è una riflessione sul passato, presente e futuro di Berlino, l'affresco psicologico di una città. 

Quando Il cielo sopra Berlino si abbandona alla rappresentazione visiva e alla descrizione verbale degli stati d'animo di tenore esistenziale di Marion, una ragazza trapezista, comprendiamo che l'angelo Damiel, innamorandosene, compirà un percorso che lo porterà a rinunciare alla sua immortalità per poter partecipare e vivere il mondo e non semplicemente osservarlo.

 

 

Ciò che Peter Falk, che nel film interpreta sé stesso, ha già fatto. Giungendo infatti a Berlino per girare un film sui nazisti, l'attore americano cela un misterioso passato dove anch'egli era un angelo, che ha deciso dunque di perdere le ali per mischiarsi al colore, al sudore e al dolore della condizione umana.

Le parti girate da Falk all'inizio non erano previste nel film. Tuttavia Win Wenders si rese conto che gli serviva un ex-angelo per spingere Damiel a fare il grande passo. Una curiosità, quando Peter Falk arrivò in Germania non riuscì a incontrare subito Wenders, ma dovette preoccuparsi di scegliere il vestito adeguato alla situazione, senza aver parlato con il regista e senza avere un copione come guida. Infine Wenders incontrò Falk e l'attore mostrò al regista il vestito e i vari cappelli che aveva provato e le sensazioni che gli trasmettevano, ogni cappello con il suo problema. Il regista tedesco decise allora di aggiungere una sequenza dove Falk cercava il cappello adeguato alla pellicola che doveva girare.

 

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L'autore di questo blog di giorno è videomaker freelance e creativo multimediale. Ama il caffè turco, i suoi dischi di Tom Waits, e i libri di Kundera. Gira qualsiasi cosa gli passa per la testa, o per le mani: cortometraggi, reportages, virali. Di notte mangia yogurt miele e noci, s'ingozza di film, e musica.

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Commenti (1)

  • "Wer Bunker baut, wirft Bomben" Avevo dimenticato quella scena. A Berlino c'è ancora l'iscrizione che si intravede sull'edificio sullo sfondo, nelle inquadrature iniziali della clip "Compañero". Come c'è ancora (seppur malconcio, in disuso e lasciato come "cimelio";) lo stand del venditore di "Würst" (i tipici panini con le salamelle) e bibite, in cui si svolge l'intero dialogo.

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