Effetto vertigo

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Spider, tra Cronenberg e McGrath.. Un libro e il film per raffreddare un pomeriggio d'estate

Mc Grath vive tra N.Y. e Londra. Ha scritto Follia (Adelphi, 1998), Il morbo di Haggard (Adelphi,1999), Grottesco (Adelphi, 2000), Martha Peake (Bompiani, 2001). Bompiani ha ripubblicato Spider, già edito nel 1990, dopo l'eccezionale trasposizione cinematografica di David Cronenberg nel 2002

L'adulto Dennis Cleg, "Spider", torna dopo 20 anni nel fumo dei vicoli e cortili dell'East End, Londra, facendo riemergere i frammenti disordinati di una terribile memoria sepolta negli anni trascorsi in un ospedale psichiatrico. Col tempo ricostruisce meticolosamente il puzzle della propria infanzia: un padre freddo e infedele, una madre sottomessa e infelice che lo incanta con storie sulla vita dei ragni. Madre verso la quale Spider sviluppa un attaccamento morboso ossessivo ed esclusivo che lo porterà a censurarne rigidamente il desiderio sessuale, perchè agli occhi di un bambino può parer mostruoso che sfera del sesso e sfera materna-infantile possano intersecarsi. E Spider si sente solo, frutto di una procreazione involontaria, di un atto solamente sessuale i cui esiti sono un figlio non amato e non desiderato. Un candidato all'emarginazione coatta al cospetto d'un sinistro gasometro, di una natura rimossa dal perimetro urbano...(Mancino).

Denni ricorda: il padre sorpreso in adulterio con una puttana, Hilda, quell'elemento in più che sarà costretto a crearsi per realizzare una vera e propria rimozione, rendendo via via sempre più labile la linea tra realtà e dissimulazione schizofrenica. Uno snervante itinerario euristico, quello di Spider (Ralph Fiennes nel film di Cronemberg, 2002), volto allo scoperchiamento di un dramma stralunato con una serie di falsi flash-back, in cui il referente presente (l'adulto Cleg) fa ritorno sulla scena come "sintomo". E ne fa una rappresentazione "schermata", protetta, un'immagine strategica in modo che la memoria di sè (e le probabili colpe) possa obliarsi su una scena "ripulita". Un compromesso con l'Es, l'inconscio, basta a materializzare un capro espiatorio. Un mosaico insanguinato, una trama artificiosa d'alibi: questa è la ragnatela della lercia stanza di Spider, dentro la quale scrive, prende appunti. Ma per chi scrive e perchè nasconde ciò che scrive? Spider non è che la ricostituzione d'un dramma predestinato allo scacco.

https://www.youtube.com/watch?v=beuFjGuXeLE&feature=related

Il film, attraverso la mediazione di McGrath alla sceneggiatura diviene un coerente sviluppo audiovisivo del romanzo, taglia però diverse parti ambientate all'ospedale psichiatrico e forse non riesce a rendere quella straordinaria sensazione di fumo, vapori e odori di gas che regala l'atmosfera del libro. "Perchè in fondo, a Cronemberg bastano immagini eloquenti, come quella dell'edificio iniziale con tutte le finestre murate che traducono il blocco memoriale del protagonista.."(Mancino). "...e ai loro occhi ero io, ma lo sapevo solo io che non ero lì; quello che loro vedevano era solo la serra; io ero dietro, dove viveva Spider, davanti c'era Denni".

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Ma quello che più mi piaceva era il finale della storia, cosa succede ai ragni, chiedevo. Mia madre sospirava. Quando aveva finito, mi diceva, si dirigeva verso la sua tana, senza neanche voltarsi. Perchè il lavoro era terminato, non aveva più seta. Era tutto vuoto, prosciugato. S'allontana e muore. (Patrick McGrath, Spider).

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L'autore di questo blog di giorno è videomaker freelance e creativo multimediale. Ama il caffè turco, i suoi dischi di Tom Waits, e i libri di Kundera. Gira qualsiasi cosa gli passa per la testa, o per le mani: cortometraggi, reportages, virali. Di notte mangia yogurt miele e noci, s'ingozza di film, e musica.

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