Vagabondi in Appennino

Vagabondi in Appennino

Addobbate il vostro Natale con agrifogli, ginepro e muschi: ma rispettate la natura

Siamo di fronte ad un dilemma: come far vivere le tradizioni senza impoverire ancor più i beni ambientali; come non rendere asettico, senza aghetti che riempiono gli angoli, senza terriccio sui lucidi pavimenti, questo scorcio finale dell’anno?

(Fonte foto greenmagazine.it)

L’immutabile e secolare succedersi delle stagioni ci ha portati, anche quest’anno, verso l’inverno e con esso arriveranno le feste natalizie e le loro tradizioni: l’albero ed il presepe. Assunti quali simboli, in un lontano passato, per festeggiare il Natale e l’anno nuovo, essi presentano, intimamente legati, un’indissolubile caleidoscopio di profumi, suoni ed immagini dei riti pagani e del credo odierno.
Volerli sopprimere in nome di una falsa retorica ecologica è come voler uccidere le tradizioni, gli usi, i costumi e, con essi, e nostre radici. Tentare di sostituirli con i moderni ritrovati della civiltà tecnologica significa snaturare ancor più una festa già abbondantemente contaminata dal consumismo, aumentare l’impatto inquinante delle plastiche ed eliminare le componenti più belle e delicate - il profumo delle essenze resinose e muschiate che riempio gli ambienti, il lieve luccicare e tintinnare dei globi di vetro soffiato, il secco rumore delle pigne che s’aprono al tepore casalingo.

Purtroppo fra tutti i fattori che concorrono a caratterizzare questo particolare periodo dell’anno dobbiamo comprendere che è mutato quello fondamentale: il fattore uomo. Un tempo egli poneva in ogni suo gesto, anche il più violento, il rispetto verso Madre Natura; sempre era presente il fine della necessità - l’abete, il ginepro, il muschio erano bruciati nel camino spandendo, anche dopo le feste, fragranza, profumo, calore. Oggi, nelle abitazioni moderne, il tutto si risolve nel riempire un cassonetto dell’immondizia…

Siamo di fronte ad un dilemma: come far vivere le tradizioni senza impoverire ancor più i beni ambientali; come non rendere asettico, senza aghetti che riempiono gli angoli, senza terriccio sui lucidi pavimenti, questo scorcio finale dell’anno?

Secondo noi occorre scegliere il male minore; già troppo l’uomo, bambino od adulto che sia, vive nell’artificioso mondo tecnologico dove il contatto con il Naturale è scarso se non nullo. Sacrificare un albero da “cultivar” per la gioia di pochi giorni può essere, forse, un male, ma è sicuramente l’unico modo per ridar vita ad ataviche sensazioni, per rimettere in funzione meccanismi assopiti. Andare per boschi con la famiglia a raccogliere la “giusta” quantità di muschio serve a riscoprire gesti d’altri tempi, vivere gli attimi di stupore negli occhi dei nostri figli, ritrovarsi, a sera, con la terra sotto le unghie, le scarpe schizzate di fango e sentire l’odore dei nostri corpi.
A voi chiediamo, dunque, non di rinunciare alla tradizione ma di seguirne i ritmi passati, nel pieno rispetto del mondo che ci circonda.

Specie Protette L.R. n° 2 del 24.01.1977 (Emilia Romagna)

Schermata 2015-12-15 alle 18.48.32-2Agrifoglio (Ilex aquifolium L.)
Divieto Assoluto di raccolta
Arbusto od albero sempreverde a corteccia liscia, grigiastra ed a foglie alterne, coriacee e lucide. I fiori, bianchi e più raramente rossicci, hanno un diametro di circa 8 mm e compaiono da aprile a giugno; i frutti sono scarlatti, grandi poco più di un pisello e contengono 4-5 semi. 
Nella regione si rinviene sporadicamente nei boschi di faggio a testimonianza di una presenza ben più consistente nel passato.

Schermata 2015-12-15 alle 18.48.40-2Ginepro (Juniperus communis L.)
Raccolta pro capite 200 gr. al giorno

Cupressacea molto diffusa in tutta la regione dal litorale sino alla montagna ove è presente con una sottospecie nana (Syme). 
Le foglie aghiformi, lunghe sino a 15 mm, sono riunite in verticilli di tre e presentano una sola striatura pallida superiormente; inferiormente la colorazione e grigio-verde. 
I fiori, unisessuati, compaiono in giugni - luglio: i fiori o “coni” femminili sono portati da piante diverse da quelle che portano i “coni” maschili. 
Dai “coni” femminili, dopo fecondazione, derivano, per modificazione carnosa delle tre brattee apicali, le caratteristiche bacche di colore grigio-bluastro contenenti ciascuna tre semi (la maturazione avviene in due anni); le bacche contengono olii essenziali e resina e sono raccolte per estrarne l’essenza, utilizzata in liquoreria, ed, in misura minore, per usi medicinali ed aromatici.

Schermata 2015-12-15 alle 18.48.47-2Muschi
Raccolta pro capite 300 gr. al giorno

Con il termine “muschi” viene indicato un gruppo molto vasto di vegetali terrestri presenti in ambienti svariati, dal sottobosco ai tronchi degli alberi, dalle sorgenti alle rupi, muri compresi. 
La più elevata varietà di specie si riscontra, comunque, nel sottobosco dove possono formare un morbido e compatto tappeto verde (tappeto muscinale) che trattiene molti semi di piante forestali e costituisce l’ambiente adatto alla loro germinazione. 
I muschi, assorbendo acqua in grande quantità attraverso tutta la loro superficie - per talune specie si è misurata un ritenzione idrica sino a sette volte il loro peso secco - costituiscono, quindi, nel loro complesso, un efficace sistema di regolazione del deflusso delle acque.

Vagabondi in Appennino

" Sin da ragazzo ho imparato ad amare le Terre Alte piacentine; su di esse ho fatto le mie prime esperienze escursionistiche che negli anni mi hanno portato a diventare istruttore escursionistico ed accompagnatore di Montagna. In qualità di responsabile Regionale Emilia Romagna della Federazione italiana escursionismo collaboro con enti pubblici, istituzioni scolastiche per promuovere l'andar per monti. Voi che leggerete queste pagine troverete in me non un docente ma, come amo definirmi, un ""Old Timer"", una persona che racconterà dei propri vissuti e vi proporrà di condividerli attraverso nuove esperienze "

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
IlPiacenza è in caricamento