Vagabondi in Appennino

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Escursione al monte Penice

Dal passo Penice (1140 m/slm) attraverso prati e sentieri fino al al santuario di Santa Maria (1.460 m/slm)

Il percorso inizia dal piazzale di p.so Penice 1140 m/slm.

P.so Penice  
P.so Penice  1140 m/slm - comune di Bobbio -, a cavaliere dello spartiacque Staffora (Lombardia)/Trebbia (Emilia-Romagna) è ubicato sulla ex SS. 461 di Passo Penice, ora strada provinciale, che da Voghera, risalendo la val Staffora, attraversando i comuni pavesi di Varzi e Menconico, scende alla città medioevale di Bobbio in provincia di Piacenza.

Nel passato era importante via di comunicazione che permetteva di tenere i contatti tra il monastero di San Colombano di Bobbio ed i suoi possedimenti nonché le comunicazioni, attraverso i feudi imperiali creati da Carlo Magno, al golfo della Superba; con la modernizzazione ha man mano perso la sua importanza politico-commerciale per conservare solo quella turistica anch’essa oggi in completa decadenza: delle strutture ricettive (bar, alberghi, ristoranti, case di villeggiatura ed impianti sportivi) oggi non resta che il bar-ristorante, un negozio di articoli sportivi ed una minuta stazione sciistica.

Eccezionale il panorama, che domina l'alta val Tidone, le groppe collinari digradanti dell'Oltrepò, l'intera sezione lombarda della pianura padana e le Alpi Centrali; in giornate serene è possibile persino scorgere, dietro le vette sul confine, vette dell'Oberland bernese come la caratteristica piramide sghemba del Finsteraarhorn.

Nel piazzale è posta la statua di san Colombano nominato protettore dei motociclisti.

Seguiamo in discesa un breve tratto della ex SS 461 - Bobbio-Varzi - e, giunti al tornante, l’abbandoniamo per entrare, a destra, nella piazzola iniziale della Circumpenicina, rotabile a fondo naturale a servizio delle superfici boscate che ricoprono i fianchi est/sud-est di m.te Penice; nei primi 500 metri si presenta con piano di calpestio ben consolidato essendo stata utilizzata sino alla fine degli anni ’80 quale strada d’accesso agli impianti sciistici di m.te Penice - a Quota 1169 m/slm troviamo, leggermente discoste e supere sulla nostra destra, le residue testimonianze (ruderi) dell’epoca sciistica del comprensorio.

Da questo punto il percorso diviene uno stradello a fondo naturale, sempre molto ampio, che mantenendo la quota 1150/1200 m/slm si sviluppa lungo le sinuose pendici di m.te Penice alternando tratti boscati tra cultivar di resinose, faggi ed altre essenze a tratti aperti e panoramici sulla valle del torrente Bobbio e sulla val Trebbia; giunti a Quota 1777 m/slm un punto acqua e l’innesto, alla nostra sinistra, dello stradello che sale dal nucleo rurale di Gora 775 m/slm, frazione del centro maggiore Santa Maria di Bobbio 689 m/slm.

Poco oltre a Quota 1189 m/slm, sulla destra, una mulattiera che, in salita accentuata, porta alla dorsale sommitale di m.te Penice; itinerario che noi tralasceremo per proseguire sulla Circumpenicina superando con agevole cammino la dorsale di Avegni 1161 m/slm e la vallecola del rio del Faggeto 1156 m/slm pervenendo a Costa della Scabbia 1175 m/slm e, abbandonato il versante est/sud-est iniziamo a percorrere il più assolato e brullo versante sud; lo sguardo si apre su tutta la boscata val Bobbio sfregiata da un vistoso conoide di frana; sotto di noi l’abitato di Ceci 900 m/slm - strutturato lungo le pendici con tre frazioni  Cà di Sopra 1000 m/slm, Casone 875 m/slm e Cà di Là 925 m/slm - mentre a chiudere l’orizzonte le cime dei m.ti Lesima 1724 m/slm ed Alfeo 1651 m/slm.

Perdendo leggermente quota, sfioriamo i 1100 m/slm, si perviene alla rotabile asfaltata che sale dal nucleo rurale di Ceci 900 m/slm; seguendola in salita sulla destra raggiungiamo il p.so Scaparina 1108 m/slm dove troviamo un bar-osteria ed i relativi servizi; abbiamo raggiunto il punto di ritorno, da questo momento ogni passo ci porterà più vicini alla meta finale ed allora … affrontiamo a viso sereno la salita che, in poco più di 1,5 km, ci porterà al pianoro sommitale di m.te Penice.

Tra prati incolti e gerbidi raggiungiamo Case Prato del Broglio 1200 m/slm, due casolari in sasso oggi purtroppo lasciati nell’abbandono ed incuria totale; la mulattiera diviene sassosa ed incuneata tra antichi muretti a secco ci riporta nei boschi sommitali, alla cima secondaria del gruppo di m.te Penice 1372 m/slm e, tra resinose adulte, ai prati sui quali domina il Santuario di Santa Maria di Monte Penice 1460 m/slm; lasciando sulla destra la rotabile, in discesa accentuata tra i pascoli eccoci ai ruderi dell’ex albergo Genzianella 1340 m/slm e, seguendo tratti di rotabile e tratti di sentiero, raggiungiamo p.so Penice 1140 m/slm.

Santuario di Santa Maria in monte Penice

L'antico Santuario di Santa Maria in Monte Penice, ubicato in vetta del m.te Penice 1.460 m/slm, è un edificio ecclesiastico non parrocchiale del comune di Bobbio - provincia di Piacenza -, al confine con la provincia di Pavia.

Dedicato alla Madonna risale ad una primitiva costruzione del VII secolo poi ampliata più volte. Posto in un punto particolarmente panoramico, dal suo piazzale si gode una ampia visuale non solo sulla val Trebbia e la val Staffora, ma su tutto il territorio emiliano e pavese e, in particolari giornate, lo sguardo coglie pressoché tutto l’arco alpino.

Le sue origini si perdono nei secoli; fonti storiche attestano che su questa vetta la Madonna è venerata da più di 1350 anni, per una promessa fatta da San Colombano alla regina dei Longobardi Teodolinda nel VII secolo per aver ottenuto il territorio su cui fondò nel 614 l'abbazia di San Colombano.

Sembra che nel luogo sorgesse, antecedente, un tempio pagano celtico-ligure; venne, infatti, rinvenuto un manufatto - statuetta bronzea alta 96 mm che raffigura un sacerdote offerente una divinità pagana - risalente al I-II secolo, oggi conservato a Genova nel castello di Montegalletto.

Nel 622 il re longobardo Adaloaldo, subentrato al padre Agilulfo, con la madre Teodolinda venuti a Bobbio a visitare la tomba di Colombano, salirono in vetta al m.te Penice in preghiera, prima di scendere in città.

Nell'XI secolo il santuario è strutturato nelle dimensioni attuali; la chiesa ha l'antico titolo di Madre di Dio che diverrà in seguito "Santa Maria in Monte Penice" o più comunemente "Madonna del Penice"; nel 1073 la primitiva costruzione venne rinnovata ed altri lavori di restauro risalgono al 1619.

Per secoli il santuario appartenne ai numerosi possedimenti del monastero di San Colombano, assieme alle parrocchie di San Cristoforo, Dezza e Ceci; successivamente passò alla diocesi di Bobbio divenendo il principale centro di culto mariano del territorio.

Nei primi anni del '900 venne costruito il portico antistante mentre la statua del Redentore fu posta il 14 ottobre del 1900; la nuova torre campanaria venne realizzata nel 1967 ed il 12 settembre 1927 venne ultimata la strada carrozzabile di 3,7 km che da p.so Penice porta alla vetta.

L'edificio in pietra ha subito parecchi rifacimenti; in questi ultimi anni è stato completamente ristrutturato: all'esterno si ammira il sasso a vista, all'interno la struttura è tornata agli originali splendori con il nuovo l'altare e l’ambone, recuperata anche la sacrestia e rifatti i locali utilizzati per il pubblico; all'interno dell'edificio si può ammirare la preziosa statua lignea della Vergine con il Bambino in grembo che risale al periodo compreso tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600; degna di nota anche la statua di San Bartolomeo, originale del XVIII secolo; nel 2009, per opera del rettore don Angiolino Bulla, l'interno della chiesa è stato decorato con preziose icone orientali.

La festa del santuario e della Madonna del Penice si tiene nel giorno dedicato al Santissimo Nome di Maria, festeggiato da antica data nella seconda domenica di settembre; vi è poi la processione notturna di Ferragosto, illuminata da fiaccole, dal p.so Penice fino in vetta a festeggiare la festa della Madonna dell'Assunta.

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" Sin da ragazzo ho imparato ad amare le Terre Alte piacentine; su di esse ho fatto le mie prime esperienze escursionistiche che negli anni mi hanno portato a diventare istruttore escursionistico ed accompagnatore di Montagna. In qualità di responsabile Regionale Emilia Romagna della Federazione italiana escursionismo collaboro con enti pubblici, istituzioni scolastiche per promuovere l'andar per monti. Voi che leggerete queste pagine troverete in me non un docente ma, come amo definirmi, un ""Old Timer"", una persona che racconterà dei propri vissuti e vi proporrà di condividerli attraverso nuove esperienze "

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