Mercoledì, 16 Giugno 2021
Libertà di pensiero

Opinioni

Libertà di pensiero

A cura di Carmelo Sciascia

Osservazioni semiserie intorno al monumento di Garibaldi a Piacenza

A Piacenza il monumento dedicato all’eroe dei due mondi è stato realizzato nel 1889 dallo scultore Enrico Astorri, nato a San Lazzaro, adesso quartiere di Piacenza, allora comune indipendente

Tutti conosciamo la storia del Pinocchio di Collodi, un burattino di legno che appena creato parla e cammina. Oppure la storia del soldatino di stagno di Hans Christian Andersen che ogni notte, prende vita insieme ad altri giocattoli, quando i bambini sono addormentati. Si sa, i personaggi delle fiabe e delle favole hanno di queste facoltà. Anche statue pesanti di bronzo hanno la capacità di muoversi. Basti pensare come anche Piacenza ha il suo monumento mobile. La statua di Sant’Antonino a piazzale Genova. Infatti un meccanismo posto sotto il basamento permette alla statua di poter compiere ogni 4 ore un giro completo di 360 gradi. Ma nessuno, fino ad oggi poteva mai immaginare che a Piacenza ci fossero monumenti che di loro iniziativa prendessero il volo. Ebbene il fenomeno si è avverato ai giardini Margherita, in Piazzale Marconi. Ogni piazza d’Italia ha il suo monumento a Giuseppe Garibaldi. A Piacenza il monumento dedicato all’eroe dei due mondi è stato realizzato nel 1889 dallo scultore Enrico Astorri, nato a San Lazzaro, adesso quartiere di Piacenza, allora comune indipendente. Posto di fronte alla stazione ferroviaria è il primo monumento cittadino cui il visitatore che giunge in città si imbatte. Così ce lo descrive wikipedia: “L'opera è composta da un basamento in pietra artificiale a forma di sperone roccioso sulla cui cima si erge la statua in bronzo di Garibaldi con le braccia conserte, la mantella militare e il berretto all'ungherese. In basso, la figura di un garibaldino durante un'azione militare”. E qui finalmente giungiamo al mistero che ci interessa svelare: L’assenza del garibaldino. Si sa che dopo 160 anni dall’unità d’Italia, ancora molti sono gli interrogativi che ognuno si è posto e continua a porsi circa l’avvenuta impresa dei Mille che ha portato alla realizzazione politica della Stato italiano sotto le bandiere di Casa Savoia. Alla luce delle tante critiche avanzate (circa la spedizione dei Mille e l’avvenuta annessione dello Stato delle due Sicilie al Regno di Sardegna) qualcuno ha creduto potesse essere possibile che la camicia rossa, frastornato e disorientato politicamente, abbia tagliato la corda. Perché oggi del garibaldino, guardando il monumento, non si scorge traccia! Così, mentre Garibaldi immobile rimane accigliato a scrutare il traffico, il suo seguace, il combattente, “motu proprio”, ha preferito andarsene silenziosamente.

N.B. La presente riflessione è nata spontanea in seguito ad una osservazione del Monumento così come si presentava il giorno 20 di Aprile dell’anno 2021 e testimoniato dalla foto, avente lo stesso soggetto scattata in loco alle ore 11.29.

P.S. Qualsiasi riferimento a persone viventi o defunte è da considerarsi puramente casuale.

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