Libri piacentini

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“Addizioni alle Memorie Storiche di Cristoforo Poggiali”

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Oggi segnaliamo

“Addizioni alle Memorie Storiche di Cristoforo Poggiali”

A cura e con premessa di Valeria Poli.

Formato cm 17 x 24

Pagine 306

Casa editrice L.i.r.

Anno di edizione 2018

Prezzo di copertina euro 18

La collana delle edizioni anastatiche della casa editrice Lir si arricchisce di un nuovo titolo.  Si tratta delle Addizioni alle Memorie Storiche di Cristoforo Poggiali arricchite dalla premessa curata da Valeria Poli. Cristoforo Poggiali (Piacenza il 29 dicembre 1721 - 10 marzo 1811) raccoglie una cospicua biblioteca di autori locali, che lascia al prevosto della cattedrale di Piacenza, Vincenzo Benedetto Bissi (1771-1844), insieme ad una raccolta di diecimila incisioni e ad alcuni suoi manoscritti. Tra questi le Addizioni alle Memorie Storiche ereditate dal conte Bernardo Pallastrelli che entrano a far parte del cospicuo patrimonio librario lasciato, alla sua morte avvenuta nel 1877, alla Biblioteca Passerini Landi. E’ proprio Bernardo Pallastrelli a proporre, nel gennaio 1858, ai tipografi piacentini Giuseppe Dragoni e A. G. Cairo una nuova edizione, in solo 4 volumi, delle Memorie storiche integrate dalle Addizioni e corredate da un nuovo ritratto dell’autore e da immagini dei monumenti piacentini. Il progetto editoriale rimase sulla carta; mentre una nuova edizione delle Memorie storiche sarà data alle stampe da Ferruccio Borotti (1927-1933).

Il manoscritto, ignorato dal Dizionario biografico Mensi (pubblicato in edizione anastatica dalla Banca di Piacenza), è ricordato dal Corna che conosce già il testo edito nel 1911 dalla casa editrice Del Majno per cura della R. Deputazione di Storia Patria. Il testo, curato da Gaetano Tononi, Gaetano Grandi e Leopoldo Cerri viene recensito nello stesso anno da Alessandro Colombo sulle pagine del Bollettino Storico Piacentino.

La pubblicazione si inserisce nei compiti propri della Deputazione di Storia Patria, compiti che eredita dalla Società Storica Parmense, proponendosi come supporto culturale alla nuova ideologia nazionale unitaria attraverso la promozione della cultura storica a strumento di consapevolezza etica e politica, a fattore di incivilimento e di educazione delle masse che si preparano ad entrare nella vicenda nazionale della nuova Italia Unita.

La pubblicazione delle Addizioni alle Memorie Storiche è resa possibile dal mecenatismo dell’Amministrazione Comunale, dell’Amministrazione del Collegio Alberoni, ma anche dai maggiori istituti di credito come la Cassa di Risparmio di Piacenza, la Banca Popolare di Piacenza e la Banca Cattolica di S. Antonino. Il mecenatismo degli istituti di credito nel settore dell’editoria, che oggi è una consolidata abitudine, compie, agli inizi del XX secolo, i primi passi. Si ricorda, a questo proposito, il caso della Banca Popolare Piacentina che, in occasione del cinquantenario dell’istituto di credito, delibera un programma di celebrazioni che, in considerazione della situazione italiana, avrebbe privilegato le opere di bene. Il volume delle Addizioni, pubblicato nel 1911, è arricchito di 18 pagine di premessa a firma di Gustavo Tononi e concluso con 7 pagine dedicate a “le cose notevoli”; mentre il testo di Poggiali è di 259 pagine. Per ogni libro delle Memorie, vengono indicate le integrazioni, specificando il numero di pagina, costituite da documenti in volgare e latino indicando con precisione le fonti utilizzate (manoscritti del Campi, atti notarili in suo possesso e la cronica piacentina di Corvi).

Si tratta della Cronica piacentina di Giannantonio Corvi, parte in latino e parte in volgare, che avrebbe studiato oltre il Campi, anche i cronisti minori, quali il Guarino, il Musso e il Villa. Il Mensi, che lo chiama erroneamente Giambattista, lo qualifica come “archeologo, cronista piacentino e poeta, secondo le affermazioni del Crescenzi” morto nel 1580. Le Addizioni, concentrate soprattutto tra il libro III e il X, hanno conosciuto scarsa fortuna negli storici locali. Si ricorda, a questo proposito, Luciano Scarabelli che si avvale del manoscritto delle Addizioni nella Storia civile dei Ducati (1846); mentre don Franco Molinari, nel suo studio dedicato al cardinale teatino beato Paolo Burali, utilizza come fonte l’edizione del 1911 utilizzata anche in un testo di carattere nazionale nel campo della scienza della cronologia.

Nonostante siano state pubblicate nel 1911, le Addizioni non hanno conosciuto grande fortuna nella pubblicistica del XX secolo che vede, invece, due edizioni dei 12 volumi delle Memorie: quella di Ferruccio Borotti tra il 1927 e 1933 e della Tip. Le. Co. nel 1976.

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