Libri piacentini

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“Alceo Dossena fra mito e realtà: vita e opere di un genio”

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri di autori piacentini, per nascita o per adozione e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale

“Alceo Dossena fra mito e realtà: vita e opere di un genio”

Autore Marco Horak

Pagine 282

Edizioni Lir

Prefazione Tiziana Albasi

Patrocinio Piacenza Musei in rete

Cm. 24x17, Prezzo euro 14,50

ISBN: 978-88-95153-69-8

M. Horak-2

La monografia ricostruisce la carriera e la personalità artistica del grande scultore Alceo Dossena (Cremona, 1878 - Roma, 1937) un geniale scultore autore di  falsi d’arte che crearono l’imbarazzo della critica e l’orgoglio dei falsari. Per questa ragione su Dossena è sorta nel passato una vasta bibliografia spesso romanzata: con questa monografia Marco Horak ha raggiunto l’obiettivo di ricostruire la carriera e la personalità artistica del grande scultore senza concessioni alla fantasia, ma basandosi esclusivamente sulle notizie documentate e di sicuro affidamento. Il volume, corredato da un'ampia antologia di illustrazioni a corredo delle schede critiche delle opere considerate,  nulla concede  alla vasta aneddotica fiorita intorno al nome e alle creazioni del protagonista, ma si basa esclusivamente su notizie documentate e di sicuro affidamento, tenendo sempre separati i fatti dalle opinioni.

La falsificazione nell'arte – scrive l’autore - è un fenomeno frequentemente dibattuto, nei confronti del quale non di rado viene fatta confusione: ad esempio, non rientrano in alcun modo nel concetto di "falso" in senso stretto le copie d'epoca eseguite nell'ambito della bottega di un maestro, dove gli allievi erano soliti lavorare sotto la direzione dell'artista che con il suo insegnamento ne promulgava i modi e le tecniche esecutive. Vero è che la riproduzione di un'opera, che si tratti di un'opera antica o moderna poco importa, viene tradizionalmente considerata un "falso", ma quando si parla di "falso" è sempre opportuno distinguere un "falso oggettivo" da un "falso soggettivo". Nel primo caso si tratta di una contraffazione vera e propria, nel senso che il "falso oggettivo" è un'opera appositamente realizzata al fine di trarre in inganno i terzi, quindi nasce come opera intenzionalmente truffaldina. Diverso è il caso del c.d. "falso soggettivo": si tratta di un'opera che fin dalla sua realizzazione vuole essere semplicemente una riproduzione non destinata a costituire lo strumento per compiere un'azione illegale (beninteso purché non vi venga apposta una firma falsificata del noto autore al quale la copia si riferisce, ma allora ricadiamo nell'ipotesi di "falso oggettivo" che abbiamo già visto). E' il caso delle opere oggi tanto diffuse sotto la denominazione di "falsi d'autore". Resta il fatto, tuttavia, che i confini fra le due diverse concezioni di falso sono nella pratica assai labili perché non è affatto rara la circostanza che un'opera nata come "falso soggettivo", ossia come innocua riproduzione fine a se stessa, possa successivamente diventare un "falso oggettivo" nelle mani qualche mercante senza scrupoli.

Alceo Dossena ha rappresentato una della figure più enigmatiche e affascinanti del mondo dell’arte, egli infatti creò autentici capolavori che venivano attribuiti dagli studiosi e dai direttori di musei e gallerie a celebri maestri. Si trattava di splendide sculture che possedevano un pregio che raramente si può riscontrare nelle opere di un falsario: avevano la forza della originalità. Non si trattava di opere  di copie di esemplari noti, ma di modelli originali creati ex novo, semplicemente realizzati secondo i dettami stilistici e le tecniche esecutive dell’antichità classica, del Due-trecento o del Rinascimento. La monografia di Horak, dimostra come Alceo Dossena non fu affatto un “falsario”, ma un grande e originale “replicante di stili”.

Marco Horak – scrive nella presentazione Tiziana Albasi, Assessore alla Cultura Comune di Piacenza,  da anni compie studi sulla vita e le opere di Dossena e dalle sue ricerche e approfondimenti  è scaturita questa corposa monografia destinata a costituire un punto di riferimento per gli studiosi e per quanti hanno a cuore la conoscenza dell'affascinante personalità artistica del tanto discusso scultore. Come assessore alla cultura mi sono spesa in prima persona al fine di promuovere la messa in funzione del protocollo "Piacenza musei in rete" per fame uno strumento di coordinamento e collaborazione fra i musei piacentini e il prof. Marco Horakche ne è stato uno fra i promotori nella sua qualità di curatore del Museo di Palazzo Costa, una piccola realtà museale di grande charme dove fra le tante opere esposte di alto livello qualitativo hanno trovato spazio anche due deliziosi rilievi di Alceo Dossena.

MARCO HORAK è consulente e perito d’arte del tribunale e della Procura della repubblica. E’ iscritto all’albo dei docenti-formatori in materia di storia dell’arte del Ministero dell’Università e della Ricerca. Dopo la laurea conseguita a pieni voti presso l’Università Bocconi di Milano e di varie esperienze professionali, si è specializzato in gestione dei beni culturali e in scienze documentarie. E’ docente alla S.G.A.S..D.- Scienze documentarie a Bologna. Ha tenuto corsi di aggiornamento per la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Consulente per la pittura antica di una nota case d’aste e di alcune importanti gallerie;  fa parte inoltre del comitato di redazione di alcune riviste scientifiche ed è autore di numerosi articoli, saggi, libri e altre pubblicazioni. Tiene corsi monografici e workshop all’università e in accademia di belle arti.

Alceo Dossena - Madonna con il Bambino, Piacenza, Palazzo Costa-2-2

Un'opera di Alceo Dossena (Madonna con Bambino) esposta a palazzo Costa, Piacenza

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