Libri piacentini

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“Alfredo Soressi 1897-1982”

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

“Piacenza, Antichità Fulvio Farina”

Oggi segnaliamo

Alfredo Soressi 1897-1982

Autore Eleonora Barabaschi

Presentazione Enrica De Micheli, Fulvio Farina

Formato cm. 25 x 30

Copertina cartonata

Pagine 256

ISBN 9788886806923

Prezzo copertina € 100

Monografia dedicata all'opera e alla vicenda umana e artistica del piacentino Alfredo Soressi (1897-1982), un uomo che ha vissuto le stagioni più drammatiche del Novecento restando legato a una propria coerente, lineare e personalissima visione artistica ricostruitacop-soressi (1)-2 ripercorrendo gli episodi salienti della sua biografia, individuando nella vita e nell’opera del pittore e architetto, squarci di rigorosa storicità e collocandone alcune esperienze in un contesto dai precisi riferimenti culturali. Il volume include la schedatura di 452 dipinti, dei quali 339 riprodotti a colori.

L’edizione non è recente; ne parliamo perché la casa editrice l’ha costantemente tra le sue pubblicazioni di prestigio e anche per le belle immagini che Soressi ha dedicato a Piazza Cavalli; tra queste quella che raffigura in primo piano il monumento equestre di Alessandro Farnese e sullo sfondo quello di Ranuccio, costretti ancora per qualche tempo a condividere la piazza con la installazione monumentale in vetroresina dei cavalli di Mimmo Paladino. “Costretti” perché per la stragrande maggioranza dei commenti sarebbe stato meglio lasciare l’opera nella loro montagna a Gibellina, per dove è stata pensata e collocata una prima volta.

Il catalogo grazie alle testimonianze ricche di aneddoti, fatti e ricordi di Luciano Carini, Enio Concarotti e Alfredo Casali, offre anche l’opportunità di un’approfondita conoscenza biografica di Alfredo Soressi. L’autore, già avviato all'arte negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale, interrompe drasticamente gli studi a causa della chiamata alle armi. All'indomani del conflitto, pur duramente segnato, completa la sua formazione all'Accademia di Brera a Milano e inizia il suo percorso prima come docente e architetto, poi anche come pittore, presentandosi al pubblico piacentino con vivaci vedute della città. A Piacenza riscuote i primi successi di pubblico, mentre si allargano i suoi orizzonti grazie ad esposizioni a Milano e a Roma ed emergono quelli che saranno i temi prediletti nel corso della sua lunga carriera: i buoi e i celebri cavalli da tiro, colti insieme agli uomini nel momento della fatica ad arare campi e a trasportare sabbia e ghiaia sul greto dei fiumi Po o Trebbia, e gli animali dipinti con guizzo “esopiano”, specialmente le pecore, le capre e gli amati asinelli, a cui Egidio Carella dedicherà una poesia.

L’impegno in campo artistico e culturale vede Alfredo Soressi anche docente all’Istituto d’Arte “Gazzola”, Conservatore del Museo Civico di Piacenza e architetto, ricordato specialmente per il progetto della “Casa del Mutilato” di Piacenza. Negli anni Sessanta e Settanta la sua affermazione come pittore può dirsi compiuta e i suoi dipinti sono conosciuti e apprezzatissimi a Piacenza e ben oltre i suoi confini, in Italia e all’estero.

Alla sua morte la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza riceve, grazie ad un lascito testamentario, un nutrito corpus di dipinti e disegni dell’artista, gelosamente conservati nella sua abitazione con questo scopo.

IL VILLAGGIO INCOMPIUTO DEGLI ARTISTI DI BOSCONURE

Un’esperienza molto particolare lega Soressi a Bosconure, piccolo villaggio tra Farini e Ferriere che il catalogo consente ripercorrere.Soressi 6 (FILEminimizer)-2 Nella seconda metà degli anni Cinquanta del secolo scorso, Soressi con la moglie Giuseppina Bracchi, nativa di Boccolo dei Tassi (oggi frazione di Bardi) è stabilmente insediato nella poco distante località Le Moline (Farini).  Come traspare dai numerosissimi dipinti sul tema, il pittore ama profondamente i paesaggi montani in cui trascorre le estati; non si accontenta di fissarli sulla tela, ma concepisce un'idea di ambiziosa artistica e culturale per il suo scenario prediletto. Il progetto, abbandonate per difficoltà di collegamento le prime ipotesi di Gambaro, Pertuso e Selva, prevede la costruzione ex novo di un nucleo insediativo di villette in località Bosco Nure, presso il Ponte della Cantoniera; un borgo destinato ad artisti che possano, in tal modo, vivere a contatto con la natura. Un villaggio di fiaba, con la chiesetta (la «capanna beata»), l'albergo, e poi case di sassi del Nure, tra i quercioli, tra i rovi, animate da sagome in metallo di cerbiatti, gazzelle e aironi collocate opportunamente sui tetti, nei giardini,

Si tratta della personale versione della “colonia d'artisti" che avrebbe dovuto sorgere decenni prima sull'Isola Comacina, alla quale il giovane architetto aveva lavorato nel 1921 presentando un progetto al concorso per il piano regolatore. Il villaggio ad hoc per artisti non era una stravaganza degli accademici di Brera, ma un tema ricorrente nella progettazione architettonica dell'Europa dei primi decenni del XX secolo.

La sorte del villaggio ideato da Soressi in Val Nure non sarà molto diversa da quella della colonia d'artisti sul Lago di Como: se in quest'ultimo caso se n'era fatto ben poco, a Bosconure si realizzerà una casetta, una piccola chiesa e una costruzione pensata come albergo/ostello per artisti, in cui Soressi decide di risiedere, ornato da opere in bronzo e in ferro sbalzato dello scultore Foanna.

Oggi il villaggio, pur composto di pochi fabbricati conserva una particolare attrattiva e, come scrisse Enio Concarotti, addentrandovisi si ha la sensazione di veder saltar fuori dal bosco Biancaneve e i sette nani.

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