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Sabato, 13 Agosto 2022
Libri piacentini

Opinioni

Libri piacentini

A cura di Renato Passerini

"Le piccole speranze"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri di autori piacentini, per nascita o per adozione e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale e i racconti degli amici lettori

LE PICCOLE SPERANZE

Autore Annalisa Trabacchi

Formato 14x21

Pagine 296, brossura

Editore BookRoad

Anno 2022

ISBN 9788833221458

Prezzo di copertina euro 14,90

Le piccole speranze è il romanzo d’esordio di Annalisa Trabacchi, edito da BookRoad. L’autrice, attraverso una scrittura scorrevole che invita a continuare la lettura delle pagine racconta con leggerezza e acume i piccoli drammi che quotidianamente avvolgono anche le vite più comuni, sviluppando un romanzo in cui ogni lettore può riconoscere i propri dolori e le proprie piccole speranze.

La sinossi

La routine quotidiana è una prigione per Teresa, insegnante quasi cinquantenne, sovrappeso, con due figli adolescenti e un marito con cui percepisce di non essere più in sintonia. Ma ogni cosa è destinata a cambiare quando nella sua vita fa ritorno Caterina, la sua migliore amica dai tempi del liceo. Teresa e Caterina sono state inseparabili per tutta l’adolescenza, fino a quando quest’ultima non ha accettato un lavoro a Londra ed è partita per non farsi più viva. Eppure, dopo vent’anni, eccola ricomparire insieme a Ben, il giovane figlio, convalescente dopo un infortunio sportivo, destabilizzando tutte le certezze di Teresa. Caterina sembra decisa a riprendere i rapporti da dove li aveva lasciati e Teresa è più che felice di concederle una seconda opportunità… Ma questo significa fare i conti con il suo passato e il suo presente e decidere che direzione far prendere al futuro, per scoprire come essere di nuovo felice.

L’AUTRICE

Annalisa Trabacchi insegna greco e latino al Liceo classico di Piacenza da ormai vent’anni, dopo un’esperienza come giornalista che le ha permesso di acquisire il tesserino da pubblicista. Per non dimenticare questa prima passione, coordina la redazione del giornale del liceo, cercando di insegnare ai suoi studenti come leggere la realtà con i propri occhi. 

- Quando e con quali motivazioni ha maturato l’idea di trasferire il suo interesse per la comunicazione dalla oggettività della cronaca giornalistica alla soggettività del libro-romanzo…

Ho sempre avuto passione per la scrittura in tutte le sue forme, giornalistica, poetica, creativa, saggistica. Già al Liceo scrivevo: un racconto breve fu pubblicato sul giornale della scuola, alcune poesie comparvero su un’antologia quando frequentavo l’Università. Le esperienze lavorative mi hanno fatto percorrere altre strade, anche se il desiderio di narrare non è mai scomparso: quando i miei figli erano piccoli raccontavo loro storie, che poi non mettevo per iscritto, purtroppo. La pandemia ha cambiato tutto. In quei mesi di isolamento e di silenzio ho avuto il tempo per dedicarmi alla scrittura creativa in modo più continuativo e così è nato il romanzo.

- Per la pubblicazione ha scelto la strategia del crowdfunding, è una strada che ritiene di consigliare?

In realtà non l’ho scelto, mi è stato proposto da Leone Editore, che, attraverso la sua etichetta Bookroad pubblica con questa strategia soprattutto libri di esordienti assoluti, come me. Diciamo che è stato un modo per alimentare l’attesa nei confronti del libro: oggi in Italia si pubblica tanto e si vende poco, da qui nasce l’esigenza di trovare altri modi per sostenere gli autori. I primi sottoscrittori mi hanno dato fiducia leggendo solo alcune pagine di anteprima, poi alla pubblicazione hanno letto per primi il romanzo, diciamo che sono il mio primo vero pubblico di lettori.

- Sta lavorando o pensando di replicare l’esperienza di scrittrice?

Certamente sì, non si torna indietro. Il romanzo sta piacendo: ho ricevuto messaggi, qualche telefonata, addirittura un mazzo di fiori da parte di lettori soddisfatti. Se queste Piccole Speranze stanno toccando il cuore del pubblico perché non replicare l’esperienza?

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