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Martedì, 17 Maggio 2022
Libri piacentini

Opinioni

Libri piacentini

A cura di Renato Passerini

"La Piacenza che era"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri di autori piacentini, per nascita o per adozione e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale e i racconti degli amici lettori

"La Piacenza che era"

A cura di Laura Bonfanti; testi di Laura Bonfanti, Valeria Poli, Carlo Ponzini, Maria Teresa Sforza Fogliani Fava.

Edito da Banca di Piacenza

Anno 2021

Formato cm 21x29,6

Pagine 246

Il libro oltre ad essere il catalogo della mostra “La Piacenza che era”  - allestita al PalabancaEventi fino a domenica 16 gennaio 2022 con orari: dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19; sabato e festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19 (giorni di chiusura 24, 25, 31 dicembre e 1 gennaio) -  è un’opera molto importante, ricca di tante interessanti schede storico-artistiche, notizie utili alla conoscenza della trasformazione nel tempo della città dal punto di vista urbanistico e architettonico. Un libro da custodire con cura perché aiuta a scoprire, a conoscere ed amare ancora di più la nostra città.

scansione0008-8Le pagine del libro rendono protagonista il lettore di un viaggio da inizio Ottocento fino ai giorni nostri attraverso il quale si presenta lo stretto rapporto tra la città e i suoi abitanti, in un insieme armonico di interazioni e ammodernamenti capaci di rendere questo territorio l’unicum che è oggi. Un viaggio attraverso la vista di numerosi quadri (tra gli artisti in mostra, Hippolyte Sebron – dipinto designato immagine-mostra -, Jacques Carabain, Giovanni Migliara, Federico Moja, Luciano Ricchetti, Elvino Tomba, Bruno Sichel, Ernesto Giacobbi, Bot) che ritraggono appunto parti della Piacenza di una volta che non ci sono più: iniziando da Piazza Cavalli, per proseguire con le Piazze Duomo, Borgo, Sant’Antonino e Cittadella; sono poi presenti importanti edifici religiosi, tra cui la basilica di Santa Maria di Campagna, le chiese oggi sconsacrate delle Benedettine e di Santa Margherita; si incontrano infine i rioni Cantarana, Porta Borghetto e Muntä dí ratt.

La sezione “Fotografie storiche” presenta circa quaranta fotografie d’epoca (scattate dai più rinomati studi fotografici attivi nel Novecento: i fratelli Eugenio ed Erminio Manzotti, Giulio Milani, Gianni Croce e da privati) e da cartoline, sempre d’epoca. La mostra ben documentata dal bel catalogo - ha commentato Vittorio Sgarbi - ci fa camminare in una Piacenza che in parte non c’è più e che riviviamo attraverso i quadri e le fotografie, facendoci provare una struggente nostalgia, perché il più delle volte i cambiamenti sono peggiorativi. Per vostra fortuna la città non ha subito particolari “violenze”.

"La Piacenza che era"

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