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Libri piacentini

Opinioni

Libri piacentini

A cura di Renato Passerini

"Caro amico ti scrivo..."

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri di autori piacentini, per nascita o per adozione e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale e i racconti degli amici lettori

Caro amico ti scrivo ...

Un ringraziamento e a dicembre una strapiacentina festa editoriale

Prima della fine di quest’anno uscirà - grazie al sostegno della Banca di Piacenza  il volume “46 Comuni, una provincia, PIACENZA”, pagine 280 corredate di testi e oltre 1300 immagini, che si potrebbe dire comunitario, tante sono le mani che vi hanno lavorato (oltre 70 persone) e che  ha in Elena Barbieri, Renato Passerini e Sergio Efosi i tre trainer. 

A questa strapiacentina festa editoriale - ci scrive Umberto Fava - ero stato invitato anch’io ma insieme all’invito, avevo ricevuto anche la corda per impiccarmici. Metaforicamente, s’intende. Concretamente, s’intende il numero di battute entro cui dovevo stare.

Per cui – avendo dilagato oltre il dovuto dal mio campetto piozzanese (per dare il senso di una terra rimasta più d’altre silenziosamente isolata e appartata, e questa sua solitudine è diventata ora la sua più grande ricchezza), avendo io dilagato ho dovuto tagliare, sacrificando, per cominciare, la premessa – molto personale – con cui davo inizio al “mio Piozzano”. Una premessa che è una specie di grazie a degli sconosciuti.

Ora mi pare ingiusto e imperdonabile che questo mio “grazie” finisca nel nulla. Sono parole di ringraziamento che, nella mia detenzione covid, profittando dei lunghi tempi e delle mani libere, ho scritto prima di attaccare con le pagine d’apertura del mio contributo al libro, quelle più difficili, quelle in cui bisogna conquistare l’attenzione del lettore.

Ecco perché, chiedo che queste parole non vadano perdute, perché ci sia qualcuno che le senta. Ecco dunque la mia

Preghiera di Ringraziamento”

per chi mi ha curato e salvato, e che non ho mai visto in volto.

        

         “Le prime delle seguenti pagine dedicate a Piozzano l’autore le ha scritte nel Reparto malattie infettive dell’ospedale di Piacenza e in quello di Fiorenzuola dov’era ricoverato per covid. Grazie a Dio, e grazie ai medici e agli infermieri, ha riportato a casa la pelle, anche se, per i pungiglioni delle punture, più colorata della Signora di Klimt. E poi, tornato a casa, è riuscito a finire il suo Piozzano che s’era impegnato a raccontare.

         Ma imbracati e irriconoscibili dentro le loro tenute da angeli cosmonauti, se un giorno per caso egli dovesse incontrare per strada qualcuno di loro, nessuno potrebbe riconoscere, nessuno ringraziare. Se fosse possibile, a dottori e infermieri che gli hanno salvato la vita che parola di ringraziamento dire?

         La parola che in tutta umiltà fa di noi uomini schietti: grazie. Ed ecco, questo sarà sufficiente. Perché, come sapeva Bernanos, tutto al mondo è Grazia.

         Anche… Sì, anche la cosa che lo ha quasi commosso nella sua disavventura di segregato covid nella stanza n. 10 a Fiorenzuola, il piatto di anolini in brodo per il suo solitario pranzo di Pasqua”.

Umberto Fava

"Caro amico ti scrivo..."

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