Libri piacentini

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“Genovesino e Piacenza”

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Oggi segnaliamo

GENOVESINO E PIACENZA

Introduzione Vittorio Sgarbi, a cura di Francesco Frangi, Valerio Guazzoni, Marco Tanzi

Pagine  106

Formato cm. 20 x 27 

Stampa Officina Libraria Fellinek et Gallerani

Febbraio , 2018

A cura della Banca di Piacenza.

“La Salita al Pordenone” - la straordinaria occasione offerta dalla Banca di Piacenza che ha permesso di immergersi a distanza ravvicinata in quella che è stata definita la cappella Sistina del Nord Italia, illustrata anche dal volume “Pordenone la maniera padana” già presentato in questa rubrica:

- https://www.ilpiacenza.it/blog/libri/pordenone-e-la-maniera-padana.html, e

- https://www.ilpiacenza.it/blog/libri/i-contributi-di-valeria-poli-nel-pordenone-e-la-maniera-padana.html,

è stata accompagnata anche dalla bella mostra "Genovesino e Piacenza" che, a  completamento e arricchimento dell’evento in “Basilica” che evidenzia come il pittore fu influenzato nella sua arte dalle opere di altri artisti che ebbe modo di vedere in Santa Maria di Campagna. Per questa mostra allestita a Palazzo Galli, la Banca di Piacenza ha realizzato un bel catalogo che permette di approfondire ulteriormente la figura dell’importante protagonista della storia dell' arte italiana quale è il Genovesino.

Evidenzia nella prefazione il dottor Giuseppe Nenna - presidente del Consiglio di amministrazione della Banca di Piacenza - come la mostra abbia riacceso i riflettori su un pittore non ancora completamente celebrato, ma indubbiamente protagonista di rilievo nel panorama figurativo del Barocco nell'Italia settentrionale. “Si tratta in effetti, aggiunge il presidente del Comitato esecutivo della Banca di Piacenza avv. Corrado Sforza Fogliani, di un artista oggi al centro di molti interessi scientifici e storici. La Banca non poteva dunque non dedicare una mostra che lo documentasse".

Vittorio Sgarbi, nell'introduzione del catalogo, facendo riferimento a Piacenza e Cremona, “le due città della sua umana e mistica passione artistica", definisce il Genovesino "pittore padano per eccellenza", sottolineandone anche gli aspetti di vicinanza con un atro grande artista del tempo, il Guercino, al quale si rifà esplicitamente nella “Decollazione di San Paolo”.

Il catalogo della mostra, in continuità con la precedente esposizione tenuta a Cremona, offre spunti di riflessione sulla attività del Genovesino svolta nelle due città. Il pittore, nato probabilmente a Genova nel 1605 si era trasferito nella nostra città tra il 1632 e il 1636, senza però riuscire ad affermarsi. Si trasferisce quindi a Cremona dove la sua attività di artista avrà un grande successo che si estenderà anche a Piacenza dove, negli anni Quaranta, eseguirà diverse opere per le famiglie più in vista dell’aristocrazia piacentina.

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Commenti (1)

  • E' un artista che merita un riconoscimento maggiore, come tanti altri ignorati dalla Storia dell'Arte studiata nei programmi scolastici.

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