Libri piacentini

Libri piacentini

A cura di Renato Passerini

"Groppallo e la sua chiesa, una storia unica"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Groppallo e la sua chiesa, una storia unica

Autore Claudio Gallini

Formato cm 21 x 30

Pagine 560

Editore LIR edizioni

Anno edizione: 2021

ISBN 978-88-85620-48-3

Prezzo di copertina euro 30

La stampa del libro è stata resa possibile grazie la liberalità della Banca di Piacenza e con il contributo di “Spazio Tempo”.

Copertina-34-2Groppallo e la sua chiesa, una storia unica

Il titolo dell’opera potrebbe indurre il lettore a pensare che il poderoso tomo sia incentrato principalmente sulla storia di quel magnifico monumento che è la chiesa edificata sul monte Castellaro di Groppallo, a mille metri d’altitudine. Nella realtà la narrazione è un viaggio nel tempo, alla scoperta del territorio groppallino e del legame della sua gente con la Fede. Le pagine dell’ordinato e ben documentato percorso storico descrivono l’evolversi dell’intero territorio di Groppallo dalla Preistoria sino al periodo protocristiano, con l’arrivo della Fede; da quel momento in poi la storia civile e quella di Fede s’intrecceranno sino ai giorni nostri.

L’importante ricerca fa conoscere nome per nome i componenti delle famiglie di ognuno dei settanta villaggi di questa grande circoscrizione già da metà Cinquecento, compiendo un viaggio nel Seicento poi nel Settecento sino a fine Ottocento, dove Gallini ha riportato fedelmente l’intero censimento parrocchiale del 1888; si potranno così ritrovare ognuna delle 496 famiglie groppalline di allora con 2612 nomi e cognomi minuziosamente trascritti assieme a numerose note del sacerdote di allora.

Questo libro-ricerca non è solo una summa di fonti edite, molte già opera di Gallini grazie alle pubblicazioni precedenti, ma soprattutto di tantissime notizie inedite che egli ha scovato andando a scartabellare antichi documenti e pergamene presso gli archivi di Stato di Piacenza, Parma e Milano oltre agli Archivi Diocesani e naturalmente quello parrocchiale, senza contare le numerosissime biblioteche visitate, oltre alla cospicua raccolta personale dello studioso piacentino.

Indubbiamente - scrive tra l’altro il vescovo mons. Gianni Ambrosio - si tratta di un bel servizio dedicato ai parrocchiani vicini e lontani di Groppallo, a tutti coloro che riconoscono nella "loro" Chiesa parrocchiale un punto di riferimento fondamentale, sia per quanto riguarda gli aspetti religiosi ma anche per quanto riguarda la vita ordinaria civile. Quest'opera, ci presenta un interessante quadro pastorale e sociale della vita di una comunità di montagna, del ruolo che essa ha avuto lungo i secoli. Gli studi, le immagini, i documenti e le descrizioni di fatti, vicende, persone qui raccolte, ci informano sul suo passato ma ci aiutano anche a dare un senso al presente e - spero! - al futuro. Qui non sono solo narrati preziosi elementi da conservare come testimonianza storica e documentale: sono testi, immagini, documenti, luoghi che per secoli hanno accompagnato la vita di questa comunità; sono l'espressione della vitalità di fedeli laici, di famiglie, di operai, artigiani che hanno contribuito - ognuno per la propria parte - a realizzare concretamente il "sentire comune" e la vita stessa dei fedeli di questa zona dell'alta val Nure.

CONOSCIAMO L’AUTORE

Claudio_Gallini-2, perito industriale impegnato come attività di lavoro nel settore della refrigerazione per il trasporto; da oltre dieci anni dedica buona parte del suo tempo libero alla raccolta e studio di memorie attinenti il territorio di Groppallo, terra di origine dei suoi genitori.  In questo suo percorso ha portato alla luce radici religiose, culturali, civili, eventi e tanti riferimenti significativi che contribuiscono alla conoscenza e alla valorizzazione del territorio comunale e dell’alta valle. Al borgo di Coletta di Groppallo, villaggio natale della madre, dedica proprio il suo primo lavoro letterario con la ricostruzione della storia e delle tradizioni trasmesse dalle famiglie del luogo (Antico Borgo Coletta, Ediprima, Piacenza, 2009).

Lo scopo dei suoi studi, è volto a dare uno stimolo attraverso la rivalutazione culturale del territorio montano, scavando nel profondo della sua storia, in particolare dando luce a siti sconosciuti com’è stato, ad esempio, per il castello oggi scomparso di Boli nel circondario di Groppallo, (“Il castello di Boli”, Tip.Le.Co., Piacenza, 2010). La scrittura di una ricerca sui diciotto oratori disposti sul territorio groppallino ha permesso poi all’autore di avvalorare una ragguardevole crescita, attestata soprattutto dagli apprezzamenti ricevuti con la pubblicazione del volume “Gli oratori di Groppallo”, LIR, Piacenza, 2013, e le successive opere, tra le quali “Maràssa e Curiàtta”, il primo dizionario del dialetto groppallino, LIR, Piacenza, 2015 presente anche sugli scaffali della prestigiosa Biblioteca dell’Accademia della Crusca di Firenze.

- Gallini, dieci anni, dieci libri: tante giornate a scrivere circondato da parole e documenti; come si è sviluppata questa sua affinità?

E’ un richiamo verso la terra delle mie radici, un mio modo di proteggere questi territori a me tanto cari, un concetto il filo comune di tutte le prefazioni che i lettori trovano in ogni mia opera. La mia famiglia è interamente originaria dell’alta val Nure. Mia nonna paterna proveniva dal circondario di Centenaro di Ferriere, una Cavanna per intenderci, mentre gli altri miei nonni erano tutti originari del “groppallino”, sempre tutti Cavanna, tranne ovviamente il nonno paterno che portava il mio cognome.

Io mi sento fortemente legato a quei luoghi e purtroppo non provo lo stesso legame con Piacenza dove sono nato, lavoro e risiedo, per necessità potrei dire, nonostante – ben s’intenda - ami profondamente la mia città sotto l’aspetto storico, architettonico, artistico; con tutte le bellezze che ha da mostrare come potrebbe essere differente? Quando poco alla volta le sentinelle più anziane del paese, o del circondario, hanno iniziato ad “andare avanti” mi rendevo conto che con esse sparivano delle vere e proprie “enciclopedie viventi”, degli archivi di memoria incommensurabili; ho compreso inoltre con i miei occhi che taluni villaggi erano destinati a essere abbandonati, mi accorgevo in prima persona del brutto destino cui deve soggiacere un territorio così ameno. Tutto questo, a grandi linee, si può definire come la benzina che muove il motore della mia passione verso la ricerca; le mie indagini hanno lo scopo di salvaguardare quei luoghi, quelle persone, quelle memorie, quel dialetto, studiando prima e condividendo poi con delle pubblicazioni quello che ritengo importante salvare.

- Quale l’impegno  tra ricerca e scrittura per le oltre cinquecento pagine di questo nuovo libro?

L’impegno esercitato per la stesura della mia ultima opera “Groppallo e la sua chiesa, una storia unica” è lo stesso che ho applicato fin dalla mia prima ricerca. Il mio stile di lavoro quando desidero approfondire un tema, che sia un articolo o una ricerca, è molto tecnico; disegno su carta uno schema a blocchi su come vorrei analizzare l’argomento, elenco le fonti che ho a disposizione e poi quelle che mi serviranno e così via. Se devo visitare un archivio (ad esempio quello di Stato o Diocesano) mi accordo con i responsabili che ormai mi conoscono affinché possa fotografare i documenti che mi servono per poi analizzarli a casa con comodo.

Allo stesso modo se devo intervistare un anziano – magari in dialetto – lo registro con il suo benestare e poi nelle lunghe sere d’inverno o nelle fresche mattine d’estate mi metto a tradurre pergamene, trascrivere parole in dialetto, cercare di decifrare antiche abbreviazioni latine, etc. Dopo aver esaurito tutte le fonti edite o inedite inizio la stesura che curo personalmente e maniacalmente. Questo ultimo lavoro è frutto di almeno una decina d’anni di ricerche ma consideri che riesco a scrivere nei ritagli di tempo che il mio lavoro e la quotidianità mi permettono di ricavarmi. La correttrice di bozza è mia moglie Stefania.

- Altri studi dietro l’angolo?

Certo che sì! Ho tante idee in testa ma il problema è sempre lo stesso, ahimè il tempo! Mi piacerebbe ad esempio stilare una seria analisi toponomastica del mio circondario preferito, quello di Groppallo.

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