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Sabato, 21 Maggio 2022
Libri piacentini

Opinioni

Libri piacentini

A cura di Renato Passerini

"I giorni lunghissimi della nostra infanzia"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri di autori piacentini, per nascita o per adozione e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale e i racconti degli amici lettori

I giorni lunghissimi della nostra infanzia

Autore: Laura Fusconi

Formato: 14 x 20 cm

Pagine: 320

Editore: Nottetempo

Pubblicato in accordo con Oblique studio, Roma

Anno: 2022

ISBN: 9788874529445-1

Prezzo di copertina: euro 17

Progetto grafico e copertina: Paper Paper

Immagine di copertina: Theodore Lewis III / PhotoVogue/Art + commerce

Dopo il fortunato esordio di “Volo di paglia” pubblicato da Fazi editore nel 2018, Laura Fusconi, in questo romanzo ben dialogato nella voce dei personaggi espressi con scrittura ora dura e ora evocativa, si conferma narratrice di talento, capace di stimolare la lettura delle pagine fino all’epilogo della narrazione.

Il libro racconta la storia di tre bambini della provincia di Piacenza ambientata negli anni Novanta del secolo scorso; ne indaga vicissitudini e sentimenti senza una trama definita ma in una successione di piccoli eventi che sbucano dalla mente e dal cuore dei protagonisti e descrivono esistenze, per quanto brevi, già ricche di cose da raccontare, interpretare e immaginare.

Le tre narrazioni che si susseguono nelle pagine: la gita scolastica al Museo di Storia Naturale di Milano, la visita all’azienda del padre della narratrice e la festa di paese che si ripete ogni anno, fanno scoprire che nelle vite dei giovani protagonisti oltre ai peluche, ai giochi e alle giornate trascorse tra i banchi di scuola vi sono precoci problematiche esistenziali. Susanna, impacciata e insicura, è la prima a raccontarsi. Non accetta il suo corpo e quasi non riesce a controllarlo. E oggetto delle crudeli angherie dei suoi coetanei, ha una cotta genuina e innocente per Matteo Ferri e prova un sincero disprezzo per il resto dei suoi compagni e delle sue compagne. Non nasconde l’amore per nonna Brunilde, imbattibile a briscola, con cui condivide il rito segreto delle tartine alle acciughe delle quattro di pomeriggio. È la compagna di classe che vorrebbe tanto avere e che invece sta perdendo, rimanendo sola con chi non perde occasione di urlare il suo nome ogni volta che si fa riferimento ad un mammifero di stazza enorme riprodotto nei diorami del Museo di storia naturale. Le piace disegnare perché “i disegni sono come la realtà solo che puoi decidere tutto”.

Annalia invece sembra aver tutto per essere felice: è carina, è brava a scuola e negli sport, i suoi genitori sono benestanti. Eppure non lo è: la sua famiglia vive un dramma e un dolore indicibile che riguarda il fratello maggiore.

Annalia si trova insieme alla sua migliore amica Marta nell’azienda agricola alle porte della città dove lavora il padre. Marta è lì perché deve pagare penitenza: a decidere la prova è Annalia. Lo spirito di competizione tra le due è fortissimo.

Nell’azienda ci sono gli animali, le stalle, i laboratori, ma il luogo che più affascina Annalia sono le due enorme e rotonde piscine dove vengono raccolti il letame e tutto il liquame delle stalle: “le piscine di cacca”.

Annalia chiama i suoi genitori “robot”. Stanno facendo del loro meglio per superare la tragedia che li ha colpiti, ma per il momento non ce la fanno.

Matteo vive a Tuna e ogni anno aspetta con trepidazione la festa delle castagne, il primo weekend di ottobre. È una tipica festa di paese: c’è la lotteria e ci sono i banchi del cibo e i giochi per i bambini; il tiro alla fune, la pignatta, la corsa nei sacchi. Ma la festa di Tuna ha qualcosa in più: la pesca delle trote.

Insieme a Matteo c’è la sorella minore, Lucia, nei confronti della quale prova un senso di protezione quasi paterno. Il padre è operaio, la madre fino all’anno prima faceva lavori stagionali; il loro rapporto si è sfilacciato. Matteo prende su di sé la responsabilità oltre che della sorella anche dell’infelicità della madre. Si impegna al massimo a vincere ogni gioco della festa, come se ne andasse della sua stessa vita. Ma si trova in competizione diretta con Annalia...

CONOSCIAMO L’AUTRICE

Laura Fusconi è nata a Castel San Giovanni (Piacenza) nel 1990. Dopo la laurea in Graphic Design & Art Direction alla NABA di Milano, si è diplomata presso la Scuola Holden di Torino. I suoi racconti sono usciti su «retabloid», «effe – Periodico di Altre Narratività», «Verde rivista», «Achab» e «Horizonte». Attualmente vive e lavora come grafica a Piacenza. Il suo primo romanzo, Volo di paglia, è uscito nel 2018 per Fazi.

- Nel suo precedente libro racconta una storia del mondo degli adulti vista da occhi giovani; la stessa fascia di età è protagonista di questa seconda narrazione, come ha maturato questa sua determinazione e capacità di raccontare così concretamente il mondo dell’infanzia?

Sono convinta che tutta la nostra vita si determina nell’infanzia. Tutto il resto, tutto ciò che viene dopo, si potrà aggiustare, ma riusciremo a cambiare solo qualche dettaglio: la sostanza rimane quella delle prime esperienze. Con questo libro ho voluto aprire uno spiraglio sul mondo dell’infanzia per aiutare gli adulti a ricordarsi quant'era difficile essere bambini: i bambini vivono quotidianamente e in profondità esperienze di dolore, di paura, di solitudine; non sono felici e spensierati come spesso ci fa comodo credere.

- L’orientamento verticale del titolo consente di superarne la difficoltà della lunghezza, una scelta inconsueta, ma geniale ...

La veste grafica del libro segue linee editoriali ed è una scelta che compete esclusivamente alla casa editrice. Nottetempo ha da poco rivoluzionato l’impostazione grafica sia della collana di narrativa che di quella di saggistica.

- Sta già lavorando a un nuovo libro?

Sì. Questa volta mi sposto dalla nostra provincia per andare a esplorare quella romagnola: siamo a Dovadola, nell’estate del 1943. È l’ultima estate di guerra e la mia protagonista è una ragazzina che vive con la sua famiglia nella casa cantoniera: tutto cambia quando sono costretti a ospitare uno dei tedeschi che in quei mesi si erano stabiliti in paese.

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