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Giovedì, 26 Maggio 2022
Libri piacentini

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A cura di Renato Passerini

Il figlioccio della regina

"Il figlioccio della regina" è la storia romanzata della rivolta popolare che scoppiò nell'inverno del 1805 sui monti dell'Appennino emiliano-ligure, in particolare nelle Valli del Tidone, della Trebbia e dell'Arda

Autore Stefano Longeri
Pagine 198
Formato cm. 14,5 x 20,5 
Giugno, 2018
Edizioni Lir
Prezzo di copertina euro 14

" ... Non è con delle frasi che si mantiene la tranquillità in Italia. Fate come ho fatto io a Binasco: che un grosso villaggio sia bruciato, fate fucilare una dozzina d'insorti, formate colonne mobili che diano caccia spietata ai briganti. Bisogna dare un esempio al popolo di questi paesi". 
Napoleone Bonaparte 

La frase di Napoleone accompagna l’ultima di copertina de “Il figlioccio della Regina”,il romanzo di Stefano Longeri che coniuga storia e immaginazione proponendo una vicenda d’invenzione ambientata però in un’epoca storica precisa ricostruita nelle sue caratteristiche ambientali, sociali e culturali. Accanto a personaggi realmente esistiti e a fatti accaduti, ci sono situazioni e personaggi e inventati, ma che nei loro pensieri e nelle loro azioni riflettono la realtà storica e sociale dell’epoca in cui è ambientata la narrazione.

"Il figlioccio della regina" è la storia romanzata della rivolta popolare che scoppiò nell'inverno del 1805 sui monti dell'Appennino emiliano-ligure, in particolare nelle Valli del Tidone, della Trebbia e dell'Arda, un tassello delle insorgenze antifrancesi che furono rivolte popolari scoppiate in Italia negli anni tra il 1796 e il 1814, ovvero l'arco di tempo del predominio francese sulla penisola italiana. Per quanto riguarda la vicenda narrata nel libro, scrive l’autore che “L'insorgenza”, benché passata sotto silenzio dalla storiografia ufficiale, durò due mesi e fece numerose vittime. Alla sua conclusione furono condannati a morte dal Tribunale francese ventuno ribelli, fra i quali due parroci, altri diciannove subirono condanne ai ferri e quattro morirono durante la detenzione preventiva. 

Scrive l’autore, a riguardo ai singoli protagonisti della rivolta -  ad Agostino de' Torri in particolare, chiamato “il figlioccio della regina” - le cronache del tempo sono purtroppo assai scarne: alcune lo vogliono di Ziano, altre di Borgonovo, io ho pensato che potesse essere di Rocca Pulzana, nelle cui grotte i ribelli della Val Tidone trovarono rifugio. Per l'estrema sinteticità dei riscontri storici ho dovuto talvolta affidarmi alle tradizioni orali, tramandate di padre in figlio in modo frammentario, supplendo con l'immaginazione a raccontare i più importanti momenti che fanno di Agostino e degli insorti del 1805 gli eroi di un Risorgimento dimenticato. 

Franca Oberti nella prefazione, conferma che l’opera di Longeri, non è solo frutto di fantasia, anche se il termine "romanzo" prevede buona parte dell'abilità di uno scrittore nel ricucire fatti storici e leggende, scontornati dalla sua creatività. “Longeri ama scrivere romanzi storici e ogni volta stupisce, perché con pochi dati, alcuni fatti scoperti per caso o cercati negli archivi, raccontati da chi ha tramandato le storie oralmente, riesce a ricavarne romanzi. In questo c'è anche buona parte del suo amore per il territorio che gli ha dato i natali e nel quale tuttora vive e onora con i suoi scritti. Il linguaggio dell'amico Stefano è alla portata di tutti; senza termini manierati, ci conduce attraverso eventi che portano il lettore indietro nel tempo, ne catturano l'attenzione e lo accompagnano nelle vite dei protagonisti, gente comune che, improvvisamente diventano per eventi storici ben noti eroi e anche martiri”.

Nel frenetico susseguirsi degli eventi, Stefano Longeri ci conduce alla guerriglia, alle incursioni e alle rapide e commoventi visite notturne ai parenti, alla vita grama nelle grotte, nascosti, nel gelo dell'inverno. Infine i tragici epiloghi per tante famiglie dei rivoluzionari, che pagarono per le azioni eroiche dei loro cari.  

L’AUTORE. Stefano Longeri, nato a Carpaneto e residente a Cerignale, si è occupato per tutta la vita di problematiche del lavoro, dedicandosi alla scrittura solo in questi ultimi anni. Dal 2008 ha pubblicato: Rivoluzionari e congiurati (Ed. Battei); Il mosquito d'Isola Serafini (Pontegobbo); II puma di Ferriere (LIR); Libertà e Impero (LIR); La bicicletta di Mussolini (Ibiskos-Ulivieri).

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