Libri piacentini

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"Il lato oscuro dei giorni"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri di autori piacentini, per nascita o per adozione e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale

Titolo: Il lato oscuro dei giorni

Autore: Stefano Ghigna

Collana Itinerari narrativi

Pagine 192

Edizioni Pontegobbo, Bobbio

Anno, 2016

Prezzo euro 12

Prezzo: 12 euro

ISBN 978-88-96673-67-6

Gli accadimenti sono ambientati nel biennio 1347/1348, contengono gli eterni ingredienti degli animi umani che entrano in ballo a colorare le vicende, le pieghe, gli sviluppi con furberie, opportunismi, prepotenze, insieme ad amicizia, dedizione, disponibilità, altruismo, coraggio, fulgido amore, traviamenti. Nel romanzo abbonda l’insormontabile complessità dell’esistenza, tanto più che siamo nel Medioevo. Violenze, stupri, scontri, esecuzioni affliggono i giorni. I precetti della Chiesa impregnano gli animi, scandiscono il tempo, guidano persone e atti. Un servo della gleba, intelligente e curioso, in fuga dal feudo dei Landi di Niviano, tra avventurose vicende e incontri significativi, sale oltre il livello di strumentale oggetto di lavoro.

Passioni travolgenti e dolorose complicazioni si intrecciano a serene ore di lavoro e di studio presso l’Abbazia di Bobbio.Finché nel 1348 la Peste Nera si abbatte sui destini umani. Corpi di ogni rango e di ogni età, a migliaia, colmano le fosse comuni.Il notaio De Mussi, dolente cronista di quei giorni, dà a Piacenza il merito di testimonianze, ovviamente rare, e all’autore gli stimoli per imbastire storia e fantasia lungo le vallate del Trebbia.

I LUOGHI. Credo che nessuno possa contraddire – si legge nella prefazione - circa il rinomato aspetto della Val Trebbia. Da Niviano ad Ottone, per parlare del nostro territorio, è un amato profilarsi e proporsi di bellezza. La gestazione delle vicende avviene nel seno di questamadre illustre e  della Valperino, di questa figlia timida, un po’ Cenerentola, ma sanguigna, robusta, di seducente sorriso quando la luce accarezza i suoi montuosi lineamenti. Tra i quali, solo una cinquantina di anni fa, svettava, imperioso e abitato, il Castel d’Erbia, oggi conquistato dai rovi su cui ha lasciato desolatamente cadere gran parte delle membra possenti.Esisteva in Valperino anche un più antico castello nicelliano che la paziente studiosa, Carmen Artocchini, indica come “Castello di Villanova”, dandone residue notizie nei preziosi volumi (cfr. bibliografia). Noi del posto lo chiamavamo, “La Tura” ed il catasto ancora lo riporta con il nome Torre (ma il catasto è come i bisnonni: più passa il tempo e più si aggrappano alla propria giovinezza). Poche decine di anni fa, abitavano La Tura, prima che la Cementirossi la demolisse, parentele poi emigrate.

Sono stati il fascino del Medioevo, le sue forti contraddizioni, la violenta intensità dei sentimenti e degli atti, insieme alle aspre bellezze, le testimonianze, la storia dei luoghi, ad agitare le acque interiori: Ponte Gobbo, Bobbio, S. Colombano; i castelli piacentini (Niviano, Montechiaro, Macerato, i ruderi di Pradovera...); i profili di suggestive montagne (Parcellara, Armelio, Capra, Penice...); i luoghi incuneati in queste valli di cui esistono tracce (Mulino della Crosa, Mulino Finone, il fantasma catastale “La Tura”, Torre Bacchetti (localmente considerata resti di campanile di una chiesa, ma accreditata dalla Artocchini - e come tale usata nel romanzo -, che sia invece un avamposto nicelliano) ed infine luoghi ancora in carne, i “Masè” (attuali Biasini), Verogna, Filippazzi, Villanova (che con patina anticante è diventata Villavecchia).

L’AUTORE

STEFANO GHIGNA, insegnante in pensione, laureato in pedagogia all’università di Parma, è nato nel cuore della Val Perino, tra le montagne piacentine. Ha scritto numerosi racconti e poesie in italiano e nel nativo dialetto, raccolti in varie antologie, ottenendo diversi riconoscimenti. Nel 2013 ha ottenuto il Premio della Giuria nel Concorso Letterario Nazionale Pontegobbo-Città di Bobbio per il romanzo “Gente dei Monti”.

Nel 2014 ha pubblicato per le Edizioni Pontegobbo “Basilea vita, delitti e il caso Berthold Jacob”, vedi https://www.ilpiacenza.it/blog/libri/basilea-vita-e-delitti-del-caso-berthold-jacob.html

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