Libri piacentini

Opinioni

Libri piacentini

A cura di Renato Passerini

“Il Ponte” 1971-2021, cinquantesimo anno

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale

Oggi segnaliamo

“IL PONTE” 1971-2021- Anno 50° - marzo 2021

Trimestrale d’informazione e attualità

Fondato nel 1971 da don Dante Concari

Direttore responsabile don Mauro Bianchi

Pagine 40

Stampa Grafiche Lama

Collaboratori: Paolo Labati, don Piero Lezoli, Sabrina Mazzocchi, Loris Caragnano, Ennio Torricella, Lucia Bolzoni Rusconi, Giulio Borlenghi, Chiara Ratti, Elena Fogliazza, Gianmarco Ratti, Claudia Cigalla, Manuela Gentissi. Per le fotografie: Foto Cavanna, Oreste Grana, Filippo Mulazzi, Foto Gaudenzi, Foto Stefano Maggi - “Il colore del Sole”.

E’ in distribuzione a Pontedellolio e Vigolzone il bollettino parrocchiale IL PONTE, efficacie risorsa che concorre a restituire soggettività alle comunità e che, anche in questa era multimediale, è un efficiente mezzo comunicativo per i residenti, per chi nato nel territorio e  ora ne è lontano. Nelle pagine si susseguono infatti  comunicazioni e notizie sul territorio, appuntamenti, racconti di come la comunità si stia muovendo, segnalazioni in merito a chi nasce e chi muore.

Vogliamo costruire un ponte sul quale possiamo trovarci … cercando insieme la verità salvando la carità …un ponte per unire...” così scriveva don Dante Concari il 6 gennaio 1971 nell’editoriale di apertura del primo numero de ILPONTE, e il concetto della unione è sempre stato la bussola della redazione del giornale. Nel numero del cinquantesimo ne richiamano alcuni aspetti  Elena Fogliazza, Enio Torricella e Gianmarco Ratti che firma il “lungometraggio” che si snoda su mezzo secolo:

Ebbene sì, il Ponte compie 50 anni, mezzo secolo di vita della nostra comunità e dei nostri paesi che si riflette nelle pagine del giornale.

Don Dante era arrivato a Pontedell’Olio da poco più di un mese e con quella capacità di “pensare a testa alta” e guardare lontano, partendo dalla vita quotidiana, lanciava la proposta di un giornale che non voleva essere un semplice bollettino parrocchiale, ma soprattutto un luogo “per parlare, per discutere i problemi di tutti, per dare a tutti un senso di responsabilità e stimolare molti ad assumere precisi impegni nella comunità”.

In breve tempo l’appuntamento bimestrale con il Ponte divenne una costante del paese, atteso e letto praticamente in tutte le famiglie (e una storia a parte meriterebbero le tante distributrici del giornale, consegnato letteralmente porta a porta).

Era la voce della parrocchia, in cui anche ai “lontani” veniva data voce: molti articoli venivano riservati alle iniziative parrocchiali, ma si parlava davvero di tutto, non c’erano ostracismi, nemmeno sulle tensioni interne alla Chiesa.

Era davvero la cifra di don Dante: nessuna paura di confrontarsi, sempre sul piano del rispetto e dell’intelligenza.Le riunioni della redazione diventavano spesso occasioni di dibattito anche acceso: inevitabile, se ci si circonda di persone “libere e forti” e non di “yes men” (questa è sempre stata un’altra delle sue caratteristiche) ma i risultati c’erano, eccome. Ci sono pagine di Giovanni Pilla e di Mario Azzali che meriterebbero anche ora pubblica lettura.

Nel 1973 con l’arrivo di Don Piero Zanrei anche il Ponte divenne un luogo in cui la fede veniva testimoniata con le opere: la chiamata dei giovani, l’Anno Santo arricchito di gesti concreti, i volontari in Friuli dopo il terremoto del 1976.

Proprio dal campo di lavoro in Friuli con alcuni amici di Vigolzone, nasce l’idea dell’ingresso di Vigolzone, appunto, nella redazione del Ponte e delle pagine ad esso dedicate (e così sarà anche per tutte le piccole parrocchie della Media Valnure): Paola Rolleri, Umberto Gandi ed Ennio Torricella – e , in seguito, Sabrina Mazzocchi - portano nuove prospettive e nuove idee.

Frattanto nelle pagine del Ponte si continua a dare spazio a comunità ecclesiale e società civile: referendum sul divorzio, sull’aborto, elezioni politiche, amministrative (la prima Giunta “rossa” a Ponte, nel  1975), film che fanno epoca e scandalo (“Ultimo tango a Parigi”), i primi problemi ambientali (la discarica di Albarola).

Ogni argomento veniva affrontato senza pretese di obiettività ma con onestà intellettuale e pluralismo.

Negli anni ’80, gli articoli di don Roberto Tagliaferri aggiungono spessore alla qualità del Ponte, così come lo sarà il suo lavoro che aggiungerà conoscenza e cultura al concreto operare quotidiano. Sul giornale e nelle celebrazioni impariamo che i riti liturgici possono essere compresi e attivamente vissuti da tutti.

E’ ancora lo stile di don Dante: valorizzare le risorse migliori, per far crescere tutta la comunità.

Sul Ponte scorre la vita del paese: l’ordinazione di Padre Giancarlo Passerini, la nascita di Teleponte, quella della Pubblica Assistenza, Castagnola e Giulianova (mitiche vacanze di almeno due generazioni).

Pagine liete e pagine dolorose: nel Ponte tutto si accoglie e tutto si compone.  Anni ’90 e nuovo Millennio. Don Dante va a Bardi (“come il pastore che, a sera, sale sui monti alla ricerca

delle pecore disperse”). Giovanni – Gino – Costantino (uno dei miei “ragazzi”, scusate l’orgoglio)

diventa prete e presto tornerà tra noi, con don Angelo Busi e don Renzo Corbelletta, nel solco di una continuità di impegno, arricchito da una visione laica della fede, portata proprio da don Gino.

Nella redazione del Ponte c’è l’equilibrio e la passione di Elena Fogliazza (baricentro di tante cose, da tanto tempo) e il lavoro di cucitura di Renato Passerini, liberale autentico: non di rado abbiamo idee diverse, ma proprio lui darà esempio concreto, suln°1- 2021-2 Ponte, di cosa significhi “mi batterò sempre contro le tue idee, ma ancor più mi batterò perché tu possa esprimerle”.

Da Teleponte al Ponte, il passo è breve: Chiara Ratti, trascina tutti con un entusiasmo e una generosità che tengono a galla il Ponte anche quando affiora la stanchezza e anima il ricordo dei primi 40 anni del giornale. Così come cresce in parrocchia e sul giornale l’impegno pacato e tetragono di Samu Risoli: con Elena, pilastri dell’unità nelle diversità.

A Paolo Labati viene affidata la “costruzione” del giornale: ci mette a disposizione tanta pazienza e tutta la competenza affinata curando la pubblicazione di Montagna Nostra.

Nel 2011, don Gigi Bavagnoli ci porta profondità di pensiero, pragmatismo scout e “porte aperte” a tutti.

Con lui il Ponte diventa pubblicazione indipendente (fino ad allora eravamo supplemento del Nuovo Giornale): ancora più libero. Resta con noi troppo poco tempo ma l’amicizia che ancora lo lega a tanti pontolliesi da bene la misura del suo spessore, così come sono ancora oggi preziose le sue riflessioni sul Ponte.

La transizione è affidata a don Giuseppe Piscina, una presenza quieta e instancabile che preferisce le note del trombone alle pagine del Ponte, ma anche questo è un modo di cantare le lodi al Signore. Dal 2015 don Mauro Bianchi guida il Ponte e la comunità: dalla lunga esperienza nelle missioni brasiliane ci ha recato in dono una bontà e una generosità smisurate… il resto è cronaca.

Il filo dei ricordi dei 50 anni del Ponte termina qui; mi rendo conto che ho raccontato più nomi (e molti altri in queste righe meriterebbero di essere citati, però spazio e memoria non lo consentono) che fatti.

Ma le idee, da sempre, camminano con le gambe e la testa delle persone. E così proveremo a continuare... il futuro ci attende, buon Ponte a tutti.

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