Libri piacentini

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"Il reale oratorio di San Dalmazio in Piacenza"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Oggi segnaliamo

IL REALE ORARTORIO DI SAN DALMAZIO in Piacenza

A cura del Sacro Ordine Costantiniano di san Giorgio

Delegazione dell’Emilia Romagna

Pagine 28

Fotografie di Paolo Bellardo

Stampa Litoquick s.r.l. Piacenza

Nella nostra città al numero 23 di via Mandelli vi è la chiesa di san Dalmazio, un tempio non particolarmente conosciuto, ma ricco di storia e tradizioni illustrate da un prezioso volumetto dal titolo “Il reale Oratorio di San Dalmazio in Piacenza” che in poche pagine racconta la piccola chiesa piacentina dal punto di vista storico e artistico, corredato da una serie di fotografie di Paolo Bellardo, che aiutano ad entrare nei suggestivi particolari architettonici e storici. La chiesa ha una storia millenaria, con annesso un monastero formava un complesso religioso che già esisteva nel 1040. Così attesta un documento dell'Arcivescovo di Milano, Ariberto, con cui venivano donati al Monastero di Val Tolla alcuni luoghi “ad incremento di S. Dalmazio e del suo monastero di Piacenza di recente costruzione". La chiesa e il contiguo monastero dipendevano dalla Badia di Val di Tolla, la potente Abbazia che sorgeva nell'Alta Val d'Arda dal sec. VII. La chiesa di S. Dalmazio, nata come priorato dell'Abbazia, divenne in seguito parrocchia. Soppressa nell'Ottocento dal Vescovo Scalabrini fu eretta ad "Oratorio ducale” da Maria Luigia d'Austria, il 24 ottobre 1826, titolo che Carlo III di Borbone, il 3 febbraio 1850, sostituì in quello di "Oratorio reale".

E’ intitolata a San Dalmazio che, spiega il volume, visse nel III secolo d.C. e, dopo aver evangelizzato la Gallia, il Piemonte e l’Emilia, divenne vescovo di Pavia, morendo infine martire a Pedona, oggi Borgo San Dalmazzo (Cuneo). La chiesa è un piccolo edificio in stile romanico a pianta basilicale a tre navate, con una sobria facciata di gusto classicheggiante. La cripta è una delle più antiche e suggestive della città. Per alcuni studiosi, se non tutta la fabbrica di S. Dalmazio, almeno la cripta può essere fatta risalire al VI o VII secolo. Ad occuparsi della conservazione della Chiesa di S. Dalmazio e degli edifici annessi di sua proprietà a seguito di donazione da parte di Maria Luigia d'Austria, è la Confraternita dello Spirito Santo costituita nel 1459 da "un drappello di uomini pii e zelanti, si proposero di difendere e conservare la Cattolica Fede contro gli eretici”.  La Confraternita ha inoltre il compito di mantenere vivo il culto dello Spirito santo e, oltre a provvedere al mutuo aiuto fra i confratelli, accoglie gruppi di preghiera e di studio, in particolare gruppi scout, avendo specifica attenzione all'educazione dei giovani.  La Santa Messa domenicale è celebrata alle ore 10.30 e 18.30.

Il volumetto – che comprende anche storia, tradizione e iconografia di San Dalmazio - è pubblicato dal  Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio – il cui Delegato Regionale è l’avv. Corrado Sforza Fogliani, mentre l’’avv. Franco Marenghi è il Delegato regionale Vicario. 

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Commenti (1)

  • Occorre continuare nelle ricerche storiografiche della nostra provincia, ricerche al di fuori della Storia Ufficiale imposta dai governi postunitari. Questo volumetto ne è un esempio.

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