Sabato, 16 Ottobre 2021
Libri piacentini

Opinioni

Libri piacentini

A cura di Renato Passerini

"...In mezzo alla tempesta di Roncovero..."

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri di autori piacentini, per nascita o per adozione e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale e i racconti degli amici lettori

...In mezzo alla tempesta di Roncovero...

Carteggio di Padre ARMANDO BASILIO (1922-1984)

Autore Pietro Scottini

Formato cm 16,5x22

Pagine 96

Stampe Arti Grafiche TEP

Prezzo di copertina euro 10

La storia della struttura Seminario di Roncovero è stata percorsa da Fausto Fiorentini e Pietro Scottini in due distinte pubblicazioni ricche di  documenti, scritti, interventi di autorità, di ex docenti e di allievi che evidenziano l’importanza avuta dal Collegio San Luigi per Piacenza e in particolare per la Valnure. Ora Scottini  - che del San Luigi è stato docente di italiano, latino, storia e geografia dal 1978 fino alla chiusura avvenuta nel 1984 - in questo suo secondo tomo tratteggia a fondo la figura di padre Armando Basilio, dal 1975 al 1982 rettore, superiore, educatore di generazioni di giovani “Gesuita innamorato di Dio e dell’uomo”, con un carteggio di trenta documenti. Si tratta di lettere ricevute e inviate a conoscenti, genitori di alunni ed amici negli ultimi anni della sua vita conclusa il febbraio 1984 che tra le righe forniscono elementi utili alla comprensione della chiusura della scuola di Roncovero e dell’ex Istituto dei Gesuiti in Val Nure.

Il Seminario ha avuto buona salute dal 1932 sino ai primi anni Sessanta. Nel 1965 il riconoscimento scuola media parificata aveva avvalorato la solidità dell'Istituto religioso ed il suo ruolo pubblico, ma negli stessi anni si registrava un sensibile calo delle vocazioni. Nel 1967 i responsabili della Provincia religiosa decisero di allargare il criterio di ammissione all'Istituto "accogliendo anche ragazzi, che pur non aspirando inizialmente alla Compagnia, ma scelti per bontà e capacità, sono tali da offrire speranza di portare e maturare un germe di vocazione" .

Dopo cinque anni dall'entrata in vigore dell'apertura agli esterni, la riforma dell'Istituto non dà i risultati sperati in ordine alle vocazioni religiose. L'opera dei PP. Gesuiti, pur conservando un carattere benefico e sociale per sessanta ragazzi della zona, il 18 luglio 1976, fa scrivere il Superiore Provinciale " ... l'attività di Roncovero appare conservare tuttora una sua validità di efficacia e testimonianza; ma non possiamo non considerare la situazione dell'opera in un momento, che impone alla Provincia la revisione e la riduzione dei nostri impegni apostolici:  il numero degli alunni è ristretto; tra questi pochi proseguono gli studi.

Il momento sembra ormai giunto: alcuni Padri non possono più continuare a lavorare per il Collegio; d'altra parte la situazione della Provincia, provata dalla forte diminuzione di vocazioni, richiede di concentrare le sue forze verso un numero più limitato di obiettivi. E’ per questo che, dopo aver di nuovo consultato i miei collaboratori ed aver riflettuto e pregato, sono giunto alla determinazione di lasciare l'Istituto S. Luigi, anche se non ho ancora precisato tempi e modi".

In un altro documento del Superiore si legge  “... ho trovato  difficoltà nel Rettore, P. Basilio, che ho ascoltato assieme ai Consultori nella seduta del 25 maggio: [questi] prevede in seguito alla decisione di chiusura una ripercussione dolorosamente negativa nella Comunità e nelle famiglie degli alunni ed ha espresso la volontà sua e dei suoi collaboratori di andare avanti anche a ranghi ridotti ... ".

Tra le tante carte riordinate Scottini evidenzia documenti che contengono espressioni di elogio dei Superiori nei confronti di P. Basilio per l'opera svolta; nella medesima si dice anche che la decisione, da parte della Compagnia, della chiusura dell'Istituto S.Luigi, costerà sicuramente a P. Basilio "una grande sofferenza". In una lettera del 2 giugno 1977: " ... P. Basilio è buon religioso, grande lavoratore: con la sua attività infaticabile sostiene il Collegio. Non posso non riconoscere che a lui si chiede un gran sacrificio: da qualche anno Roncovero si può dire in un certo senso la sua opera. Ha in mano e conduce personalmente tutti gli affari di una certa importanza del Collegio ... ".

La turbolenza che si abbatte su Roncovero dura una decina d'anni: si chiude, complessivamente in un cinquantennio (1932-1984), la storia "luminosa" dei Padri Gesuiti a Roncovero di Bettola.

LA SCHEDA

L’Istituto San Luigi di Roncovero fu fondato da Antonio Ghirardelli, classe 1866, Cavalier della Corona d’Italia, dal 1914 al 1920 sindaco di Bettola. Con il cav. Luigi destinarono il loro patrimonio alla erezione del “Piccolo seminario” i fratelli Agostino e Caterina per un ammontare di 400.000 lire al quale si aggiunsero lasciti successivi. I lavori per la costruzione iniziarono nel 1928 su progetto dell’architetto Pietro Berzolla che riuscì nell’impresa di edificare una struttura di notevoli dimensioni armonicamente inserita nel paesaggio naturale, sulla vecchia strada che collega Ponte dell’Olio con Bettola, davanti a una fermata della Ferrovia Piacenza–Bettola (la Littorina dismessa nel 1967). A partire dal 1932 la struttura funzionò per parecchi decenni come Seminario Minore, poi fu affiancata dalla Scuola media paritaria con convitto che, sempre sotto l’egida dei Padri Gesuiti, accolse ragazzi da Selva, Centenaro, Mareto, Pradovera, da Pontedellolio e da altre frazioni valnuresi. Il progressivo calo delle vocazioni portò, anno  1984,  i Gesuiti ad abbandonare la struttura che passò alla Diocesi di Piacenza che nel 1986 per una decina di anni l’affittò alla scuola di Polizia di Stato. Dal 1997 al 2001 il complesso accolse circa ottanta profugh.i Fu poi utilizzato come sede della comunità di recupero. Nel 2001 la diocesi alienò il complesso immobiliare (fabbricato di tre piani fuori terra con seminterrato, chiesa dedicata a San Luigi Gonzaga e il circostante terreno).  A seguito del   fallimento della ditta acquirente la proprietà nel 2010 fu messa ripetutamente all’asta, senza trovare acquirenti fino al marzo scorso quando è stata acquistata dall’imprenditore Gaetano De Rosa con il progetto di farne una Casa-Albergo e Residenza Sanitaria Assistenziale.

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