Libri piacentini

Opinioni

Libri piacentini

A cura di Renato Passerini

“Insospettabili punti di vista”

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Oggi segnaliamo

“Insospettabili punti di vista”

Autore Lorena Tassara

Formato cm 14,5x20,5

Anno di edizione 2020

Pagine 202

Copertina flessibile con alette

Editore L.I.R

ISBN 9 78885-620537

Prezzo di copertina euro 15

In copertina e all’interno del libro foto dell’autrice.

Surreali le voci narranti di quest’opera di Lorena Tassara: surreali perché a narrare le trame di racconti di viaggio che si snodano inLorena Tassara-3 nazioni diverse sono le calzature indossate dai protagonisti. Per ogni itinerario l’autrice ha scelto un paio di calzature adatto al personaggio e al contesto: scarponi alla Chaplin per un mimo francese, scarpette turche per una solitaria visitatrice di Istanbul che poi ritornano in scena nel viaggio in Grecia con lo stesso personaggio,  Oxford britanniche per un broker che frequenta la City londinese, sneakers per una ragazza catalana che si prende cura della sorella problematica, stivali russi che passano di piede in piede a cavallo della Rivoluzione sovietica, espadrilles per una ragazza che in Sicilia ha continui deja vu, anfibi militari per un sergente maggiore che percorre "lo stivale" da Crotone a Trieste dopo l'armistizio del 1943. 

Realistici i personaggi con i loro corredi caratteriali, sentimenti, conflitti e desideri.

Reali sono i luoghi con il loro corredo di bellezze, di folklore e di storia, gli itinerari, i cenni di costume e i fatti storici di sette nazioni: Francia, Inghilterra, Turchia, Italia continentale e Sicilia, Spagna, Unione sovietica, Grecia.  Delle otto storie due narrano di un viaggio geografico e storico insieme perché attraversano la terra e la Storia di due nazioni: quella russa tra il 1905 e il 1918 e quella italiana nel 1943, dopo l’armistizio.   La narrazione si svolge attraverso dialoghi o monologhi a seconda della storia. I dialoghi sono espliciti e immediati, mentre i monologhi sono resi al lettore dalla calzatura monologante.

L’IDENTIKIT DELL’AUTRICE

Lorena Tassara, piacentina, laureata in Pedagogia, ha diviso la sua vita lavorativa tra i Servizi educativi per l’Infanzia, la Biblioteca comunale e il Museo di storia naturale del Comune di Piacenza. Come scrittrice è già nota a questa rubrica avendo presentato le precedenti pubblicazioni edite da LIR “Incroci d’archi. Poesie”2018 – “Mosaico vintage. Racconti”2018 – “La casa e il pittore”2019

- Quattro libri in tre anni, oltretutto di genere diverso, sono una performance…

Sono creativa, fantasiosa e curiosa di scoprire e credo che già la sola combinazione di queste caratteristiche spinga a sperimentare, certoLorena Tassara-3 che da questa combinazione deve sgorgare l’idea.  A volte l’idea può nascere anche dall’incrocio tra passioni e questo è successo per “Insospettabili punti di vista”, un’idea nata proprio dalla congiunzione tra la mia passione per i viaggi e quella per la fotografia.  

- Originale l’idea di attribuire a paia di calzature la responsabilità dell’intera narrazione...

Tutto è iniziato accidentalmente, con lo scatto fotografico di un paio di scarpe appoggiato precariamente su una pila di bagagli nel sotterraneo dei garage. E’ stata quella fotografia così “artisticamente underground” a sollecitarmi un’idea bizzarra: far parlare due scarpe in viaggio. All’inizio l’idea mi era parsa talmente azzardata da scartarla subito: impossibile armonizzare tutta quella serie di notizie che corredano un itinerario con tempi e ritmi adatti a essere proposti attraverso il filtro surreale di un paio di scarpe!  Poi però ho rivisitato l’idea e mi sono cimentata in una sfida al senso comune: la creazione di otto storie di viaggi con personaggi di fantasia, usando come voci narranti paia di calzature diverse secondo il contesto e i personaggi. Per questo motivo le ho definite storie scritte in stile teatrale. I dialoghi, essendo immediati ed espliciti, mi hanno consentito un ritmo narrativo spontaneo e veloce, ricco di battute e controbattute, mentre i monologhi hanno richiesto una costruzione più lenta e complessa. Volevo che il monologo si appoggiasse su un dialogo supposto e non esplicito che a sua volta  fosse reso noto al lettore solamente a tratti dalla calzatura monologante. Ho provato a immaginare di trovarmi di fronte una persona al telefono e di ricavare dalle sue argomentazioni o battute indizi su quelle del suo interlocutore. Con un po' di fantasia si può fare.

- A quale target di pubblico si rivolge il libro?

Poiché tutti i personaggi dei racconti sono giovani, penso che questo scritto possa essere rivolto anche ad un pubblico giovane (over 14). Spero che questo intreccio di surrealismo e realismo possa sollecitare la loro curiosità e fantasia. Io amo il surrealismo, perché si sposa essenzialmente con la fantasia, ma anche con l’ironia e col pensiero divergente. La fantasia è una risorsa importante e direi giovanile per eccellenza. Altrettanto importante però è usarla in maniera non dispersiva ed esclusivamente virtuale ma in maniera costruttiva, perché solamente in questo modo la si ottimizza. Io penso che la fantasia costruttiva favorisca il pensiero divergente, che a sua volta è la molla che ci permette di sviluppare sia il senso critico sia quello innovativo.

- Come è riuscita ad armonizzare i passaggi del viaggio, le descrizioni ambientali, le nozioni culinarie, culturali, folkloristiche e storiche con le considerazioni più o meno condivise delle calzature su azioni e sentimenti dei loro proprietari

Man mano che i personaggi di ogni viaggio prendevano forma nella mia mente, prendeva forma anche una tematica specifica che li riguardava e che offriva spunti alle calzature per osservazioni,  interpretazioni, considerazioni, battute umoristiche e riflessioni profonde che intercalavano le descrizioni del viaggio. Da una parte volevo assolutamente evitare di dare un taglio didattico ai viaggi ed abbandonare le categorie che caratterizzano una guida turistica,  dall’altra mi imponevo di fornire più informazioni possibili. Informazioni che dovevano essere tessute insieme alle caratteristiche dei personaggi e dei loro sentimenti e a quelle delle calzature. E sì, perché anche le calzature reclamavano il loro carattere!

Se l’armonizzazione sono riuscita a crearla, e questo lo giudicherà il lettore, è stato in gran parte merito della combinazione tra realismo e surrealismo. Un realismo filtrato da un punto di vista surreale, quello delle calzature, oltretutto spesso divergente. Calzature che interpretano i sentimenti e le emozioni dei personaggi, che entrano nella loro psicologia, che approvano e disapprovano i loro comportamenti, che commentano gusti, fatti e parole dei loro proprietari, e che molte volte ricordano e ricostruiscono. Insomma, calzature vive.

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