Libri piacentini

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"Io qui. Tu là"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Oggi segnaliamo

"Io qui. Tu là"

Autore Mauri Zucconi

Formato cm 21,5 x 14cm..

Pagine 224

Editore Fazi, Roma

Collana Le MerAviglie

Anno 2018

Ean  9788893251976

ISBN: 8893251973

Prezzo di copertina euro 16

Ebook € 7,99

MAURO ZUCCONI è nato a Piacenza e si è laureato in Filosofia. Fra i suoi libri: Come diventare il mio cane (Unwired Media 2006) e Prima di lasciarmi passa almeno lo straccio (Barbera 2010) e in caso di spontaneità (e/o). Ha collaborato con il Secolo XIX e attualmente scrive per “Wu Magazine”. "E se un giorno ti rendessi conto di essere prigioniero di un amore malato? Che faresti? Mollare? Insistere? Esiste una soluzione?”. Un romanzo vivace che, con estrema leggerezza e ironia, affronta il tema dell’amore e dei rapporti di coppia e ne parla in maniera un po' cinica e un po' filosofica...

Eugenio è uno scrittore ce a trentacinque anni si ritrova stretto in una relazione frustrante, non ha veri amici, è sempre più solo, senza speranze né prospettive. Da troppo tempo ormai vive una storia soffocante con Addolorata: i due si disprezzano, stanno male insieme, ma non riescono a prendere l’unica decisione che sarebbe opportuno prendere, quella di lasciarsi. A salvare Eugenio dallo sconforto e dall’apatia è l’incontro telematico con un’intraprendente lettrice, nonché sua ammiratrice, che grazie a uno scambio di email dapprima sporadico, poi sempre più intenso, riuscirà a strappare il protagonista alla sua cronica insoddisfazione, dandogli motivo di rinnovare la sua voglia di vivere nella ricerca della felicità. Il vero amore alla fine soppianterà quello malato, portando la storia a un lieto fine.  I complicati meccanismi che regolano l’attrazione tra uomini e donne, portando spesso a fraintendimenti e inganni, sono al centro di questo libro che è un po’ trattato filosofico, un po’ diario di vita vissuta.

Questa storia - è stato chiesto in una intervista di “Blogtour”  all’autore - si sarebbe potuta scrivere se Eugenio per lavoro si fosse trasferito a Milano e Viola gli avesse scritto per la prima volta, per esempio, da Roma? La dimensione provinciale quanto è importante?

Certamente, si sarebbe potuta scrivere anche se Eugenio fosse stato a New York e Viola a Tokyo. Prima di tutto perché i due si scrivono tutti i giorni per più di un anno. Forse sarebbe stata più difficile nel 1980, senza internet, o al tempo dei piccioni viaggiatori. È più un fatto temporale che geografico. Ma anche nel 1980 avrebbero avuto speranze, magari i tempi sarebbero stati più lenti, con i piccioni lentissimi (ma più romantici). Tuttavia la caratteristica della storia è la sua capacità di resistere contro ogni ragionevole previsione. Viola legge un libro di Eugenio e senza neanche accorgersene pensa di amarlo. Un fatto che magari è anche normale. Quello che è insolito è quando si incontrano per la prima volta, cioè molti anni dopo. Nel mezzo, due intere vite, con tutti i piccoli infiniti fatti tipici delle vite umane, con ogni decisione o azione che può portarti su una strada che ti condurrà a una distanza abissale da dove eri prima. Ma questo amore, che è poco più di una sensazione o forse un’intuizione, resiste. Agli anni, alle persone, ai fatti, alle parole…

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