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Libri piacentini

Opinioni

Libri piacentini

A cura di Renato Passerini

"L’ultima notte di Antonio Canova"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Oggi segnaliamo

"L’ultima notte di Antonio Canova"

Autore Gabriele Dadati

Collana romanzi e racconti

Formato 14,5 x 21

Pagine 352

Editore Baldini + Castoldi,

Anno 2018

Prezzo euro 18

GABRIELE DADATI, piacentino, scrittore poliedrico. Ha pubblicato vari libri tra cui “Sorvegliato dai fantasmi 2006”, finalista come libro dell’anno di Fahrenheit di Radio 3 Rai, e “piccolo testamento” (2011) presentato al Premio Strega l’anno seguente. Nel 2009 ha rappresentato l’Italia nel progetto “Scritture Giovani” del Festivaletteratura di Mantova.

Ora arriva in libreria con il romanzo “L’ultima notte di Antonio Canova”, ambientato a Venezia. Il racconto si svolge in tre parti ed inizia giovedì 10 ottobre 1822 con Antonio Canova, il più grande artista dell’epoca, sul letto di morte a Palazzo Francesconi.  Al suo fianco è seduto il fratellastro Giovan Battista Sartori, che prova per lui un immenso amore. Ma ora ad Antonio non importa più essere confortato. Vuole rendere un'ultima confessione prima di andarsene.

È così che torniamo al 1810, quando lo scultore è a corte dell'altro uomo del secolo, Napoleone Bonaparte. Diversissimi, eppure accomunati dal destino di essere rimasti ben presto orfani di padre e di non aver saputo essere padri a loro volta. Tra di loro, nucleo incandescente, Maria Luisa: imperatrice poco più che bambina, pendolo segreto in movimento tra la seduzione del potere e la difesa di una di una purezza impossibile...

Il risultato – scrive Giulio Mozzi in “Vibrisse”, bollettino di letture e scritture, è un romanzo storico della più bell’acqua, che piacerà agli appassionati del genere (sempre che il romanzo storico sia un “genere”: ho un po’ di dubbi); ma che potrebbe, anzi dovrebbe, piacere a tutti. Perché L’ultima notte di Antonio Canova non è un romanzo di duelli e crinoline: è un romanzo di personaggi, dove i personaggi sono tali non per la loro posizione storica ma per la loro umanità, piacevole o sgradevole che sia. Napoleone è un uomo di potere che vuole un figlio legale a ogni costo, perché ha un impero da far ereditare; la giovane moglie, comperata – non mi viene un’altra parola – per calcolo politico, è prima di tutto una ragazza vissuta nella bambagia e inesperta del mondo, e tuttavia dotata di un fortissimo carattere; e lui, Antonio Canova, è un uomo che ha un talento, sì, uno straordinario talento di scultore, ma è comunque un poveruomo che cerca di fare quello che gli sembra giusto, nei limiti della sua capacità di distinguere il giusto dall’ingiusto, l’affetto dall’inganno, la spontaneità dall’atteggiamento.

"L’ultima notte di Antonio Canova"

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