Libri piacentini

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“La beffa di Verona”

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Oggi segnaliamo: La beffa di Verona

Autore Ermanno Mariani

Editore: Pontegobbo

Collana: I girasoli. Storie nella Storia

Anno edizione: 2020

Pagine: 126 p., Brossura

Formato cm 14 x21

EAN: 9788896673867

Prezzo di copertina euro10

Immagine di copertina disegnata da Giovanni Freghieri, storico disegnatore di “Dylan Dog”.

Il volume contiene documenti inediti, secretati per decenni, che testimoniano l’incredibile truffa.

Ritorna in libreria Ermanno Mariani con questo volume di cui è protagonista “il Ballonaio”, al secolo Giovanni Lanzetti, uno dei più famosi 38C97F0A-06FF-4BB9-A153-51B32CF0B140-2partigiani italiani. Una sua impresa ormai leggendaria, è stata la grande beffa che da il nome al libro: una paradossale truffa  giocata agli alti comandi nazifascisti nel novembre 1944.

La grottesca, incredibile e favolosa vicenda, realmente accaduta e documentata, si srotola in un lungo viaggio in auto fra il fiume Po, le deserte strade di guerra e le spettrali città bombardate di Piacenza, Brescia, Verona, Mantova e Parma. Un episodio di quella guerra civile che finì per coinvolgere i capi della Germania nazista e lo stesso Duce del fascismo, è qui raccontato dall’autore senza enfasi e con ricchezza di verosimili particolari attraverso i pensieri e i dialoghi dei protagonisti di quell’avventura. In questa cornice si consuma in pochi giorni l’incredibile truffa che è al centro di questa vicenda, una burla o una truffa che dir si voglia può anche essere ambigua per certuni, ma se è ben realizzata è come un’opera d’arte.

L’AUTORE. Ermanno Mariani, insegnante precario di letteratura italiana presso scuole superiori ha poi finito per fare il cronista di nera, lavoro che precariamente esercita da trenta anni. Ha lavorato per molti giornali, fra cui il Giorno e la Provincia di Cremona, l’Unità, l’agenzia Ansa, per emittenti tv, radiofoniche e siti d’informazione online. Scrive di cronaca nera e giudiziaria per il quotidiano Libertà.

Per Le Edizioni Pontegobbo ha pubblicato: “Cronisti di provincia” (1997), “Il grande rastrellamento” (1999), “Il Ballonaio” (2001), “Prigionieri senza nome” (2002), “L’ombra del ras” (2003), “L’eccidio di Strà” (2004), “Piacenza liberata” (2006), “La banda del Sordo” (2015), “Stuka su Piazza Cavalli” (2016), "Il mistero del doppio ritratto di Klimt" (2018) e la successiva nuova edizione (2020). Per Hobby&Work, ha pubblicato “Il secondo delitto”. Un suo racconto è comparso nella “Antologia delle belle pianure” edita da Feltrinelli. Ermanno Mariani-5Diversi suoi racconti sono stati tradotti in inglese e spagnolo.

Scrive Mariani nella “nota storica”. Il 1944, sul finire del quale anno è ambientata questa breve storia vera, è stato senza dubbio l’anno più terribile dell’intera storia d’Italia, un anno in cui viene a mente una sola parola: paura. Una nazione in ginocchio dopo cinque anni di guerra. Una paese spaccato in due dalla Linea gotica dispiegata sull’Appennino a difesa del Nord dell’Italia e della Valle del Po.

A fronteggiarsi in un epico urto due enormi eserciti: quello tedesco che occupava il Nord e quello anglo-americano che occupava il Centro-sud della sfortunata penisola. Come se ancora ciò non bastasse a delineare un quadro così cupo, nel territorio occupato dai germanici con i loro alleati fascisti infuriava una sanguinosa guerra civile combattuta dai partigiani che intendevano abbattere la dittatura di Benito Mussolini e dai fascisti che la difendevano con i denti.

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Città bombardate e afflitte dalla fame, dalla borsa nera e dal coprifuoco. Strade, ponti e ferrovie interrotte da attentati e bombardamenti. Uomini forzatamente deportati a centinaia di migliaia in Germania. Continui attentati e agguati compiuti dai ribelli ai danni di tedeschi e fascisti che rispondevano con spaventose rappresaglie e sanguinosi rastrellamenti.

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Commenti (1)

  • Spero che lo leggano i nostalgici che non hanno vissuto il dramma della guerra civile frutto del regime tipo "una poltrona per due", cioè il Re Savoia e il 1°ministro o Duce.

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