Libri piacentini

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“La casa e il pittore”

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Oggi segnaliamo

LA CASA E IL PITTORE

Autore Lorena Tassara

Formato cm 5,7 x 8

Pagine 354

Casa editrice LIR edizioni Anno di edizione 2019

IBSN 978885620186

Prezzo euro 15

L’incontro tra Jean, un pittore affermato di Vercelli, e una casa padronale situata in una posizione dominante un segmento dell’Alta Valle Antrona, si rivela un’attrazione fatale. Un’attrazione che investe da subito l’impulso creativo del pittore, permeando in maniera talmente misteriosa la sua immaginazione, da indurlo ad acquistarla e rimetterla in sesto, per andarci a vivere con Milù, la sua gatta speciale. Il pittore, orfano di guerra, che ignora le sue origini e ha un passato marcato da alcolismo e fallimenti sentimentali, vive quella scelta come rivalsa e riscatto. Ma la vita solitaria nella nuova casa lo induce a ricordi irrefrenabili, mentre la casa stessa e la natura intorno si rivelano fonte di misteriose e suggestive sensazioni che rimandano a vite passate. I misteri s’infittiscono fino a che un nubifragio, una frana e un personaggio misterioso porteranno Jean a scoperte rivoluzionarie.

La storia di Jean il pittore è moderna e nel contempo intrisa di passato. Un passato che si disvela nel corso della narrazione in parte attraverso il filtro delle percezioni e dei ricordi personali del protagonista principale del romanzo, ma che in gran parte è ricostruito tramite vicende che il protagonista ignora, poiché sono accadute  tra la fine dell’ Ottocento e la fine della Seconda guerra mondiale. Le pagine del romanzo tratteggiano, soprattutto attraverso i dialoghi,  la Vercelli agricola, imprenditoriale, commerciale e finanziaria  di fine ‘800 e inizio ‘900, ma anche la Vercelli devastata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Si fa cenno  alla coltivazione del riso e alle relative rotazioni colturali, all’ allevamento del baco da seta, alle filande, alla industrializzazione e meccanizzazione  agricola.

CONOSCIAMO L’AUTRICE. Lorena Tassara, piacentina, laureata in Pedagogia, ha diviso la sua vita lavorativa tra i Servizi educativi per l’Infanzia, la Biblioteca comunale e il Museo di storia naturale del Comune di Piacenza. La passione per la l’arte in ogni sua espressione l’accompagnano fino dalla adolescenza. Ha scritto parecchie poesie, piuttosto intimiste, per questo tenute per sé, sino a che, raggiunta l’età della pensione, ha rivisitate e selezionate, pubblicando, nel marzo 2018, la raccolta “Incroci d’Archi” edita dalla Lir, per poi proporsi nello stesso anno come autrice nella serie di racconti Mosaico vintage, sempre edito dalla Lir.

- In una precedente presentazione l’avevamo descritta come scrittrice frenata da timori e timidezze, ma tre libri in soli due anni ci inducono a cambiare idea...

La riservatezza della mia personalità è quella di sempre, ma devo dire di aver guadagnato coraggio progressivamente sia dalla buona accoglienza ricevuta dai due lavori precedenti, sia da incoraggiamenti a proseguire.  La decisione di rendere pubblici i miei componimenti poetici è stata la più travagliata in assoluto, perché si trattava di affrontare una visibilità che, per quanto minima, mi procurava imbarazzo.   Anche la scelta di offrirmi al pubblico come narratrice ha incontrato parecchie titubanze, ma c’erano la mia storica passione per la scrittura e la spinta creativa a rintuzzare quelle titubanze. Ora, proponendomi come autrice di un romanzo, per quanto sempre accompagnata da ovvie incertezze, ho tratto sostegno dall’ esperienza narrativa precedente, che mi ha stimolata ad elaborare una trama più strutturata ed articolata di quella di un racconto. Così, ho tradotto in scrittura  un’idea indefinita che nasceva da un titolo nudo, privo di progetto: “La casa e il pittore”, appunto.  Quella di Jean il pittore è nata come una storia puramente fantastica della quale ignoravo il successivo svolgimento e da lì sono poi nati e fioriti quasi spontaneamente i personaggi che hanno dato via via forma alle scene e alla  dinamica delle vicende raccontate.

- E la struttura narrativa del romanzo?

Le vicende sono tutte narrate con un taglio psicologico, quello che mi appartiene naturalmente, e secondo un gioco espositivo che scorre su temporalità diversa.  Ho deciso che anche la cronologia storica fosse  disordinata, perché più funzionale all’effetto sorpresa progressivo. Il disordine cronologico trova comunque un punto di convergenza finale di valenza simbolica, dove, tramite l’arte, la scienza e la storia umana si combinano in una sintesi rappresentativa.  Essendo appassionata d’arte quanto di tematiche ambientaliste e naturaliste, mi piaceva trasmettere un messaggio in cui arte e natura si potessero leggere congiunte. Questo messaggio corre sottotraccia attraverso tutto il romanzo e in tutte le vicende, perché i personaggi stessi ne sono portatori. Come ho scritto nella breve prefazione al romanzo, l’intreccio armonico di Arte, Scienza e Psicologia sono il filtro attraverso il quale vorrei sempre saper osservare in maniera ironica il genere umano con le sue idee, la società e la storia.

- E il contesto geografico e sociale?

Inizialmente sia il contesto geografico che quello sociale mi si sono rappresentati nella mente in maniera fantasiosa e generica, poi man mano che si sviluppavano le vicende ho pensato ad  una delineazione più precisa. Le storie così si sono infittite, ramificate, distribuendosi in periodi storici differenti, che, dal terzo millennio, sono andate a ritroso fino alla fine dell’Ottocento, passando per il secolo delle guerre mondiali. Sono stati alcuni dei personaggi immaginati e i loro progetti imprenditoriali a condurmi alla scelta dell’area geografica che si sviluppa tra l’Alta Valle Antrona e la piana di Vercelli.

 - Il romanzo offre anche riferimenti a fatti storicamente accaduti...

Ho elaborato una commistione di fantasia, mistero e fatti storici.  La casa descritta, la località montana e i personaggi sono frutto di pura fantasia, mentre gli sfondi storici, sociali, di costume che connotano le diverse epoche sono documentati, e quindi tracciano contesti reali. L’approfondimento delle conoscenze legate a società, economia, costume e fatti storici riferiti all’area geografica in questione, seppure per linee generali, sono state la naturale conseguenza dell’aver immaginato e costruito  storie che si svolgevano in un preciso contesto geografico e storico. Dal Web ho ricavato tante informazioni sulla fisionomia economica e sociale della Vercelli di fine Ottocento, sui bombardamenti che l’hanno devastata e sulla breve vita della Repubblica partigiana dell’Ossola. Dopo di che mi sono sentita obbligata a iniettare nella mia narrazione tutte quelle nozioni riferite a società, costume, economia e fatti storicamente accaduti che avrebbero disegnato meglio le varie situazioni.

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Commenti (1)

  • sarà magari stata anche una “scrittrice frenata da timori e timidezze”, ma adesso sembra proprio essersi “sbloccata”

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