Libri piacentini

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"La mia Guerra. Le memorie di Pietro Berzolla"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

La mia Guerra. Le memorie di Pietro Berzolla

A cura di Ippolito Negri

Scheda biografica di Valeria Poli

Editore: Marvia edizioni

Collana: Piacenza in grigio verde 1915-18

Anno edizione: 2017

Pagine: 128 

Formato cm 16,5 x 24

Prezzo euro 15 

In copertina: 1917, Pietro Berzolla presso un posto telefonico in linea.

Questo settimo volume della “Collana Piacenza in grigio verde 1915-18”, curata da Filippo Lombardi è stato presentato all’ex Caserma della Neve, la struttura sede del Politecnico che nata nel 1390 circa come monastero e annesso ospedale, retto dalle monache benedettine e in attività sino a che - nel 1805 Napoleone ne decretò la soppressione destinandola a centro di accoglienza per le truppe militari  fino alla seconda guerra mondiale, quando fu destinata a ricovero per le famiglie di sfollati e senza tetto. 

Il libro è un documento originale che racconta in prima persona le memorie di un giovane di 19 anni chiamato ad essere uno dei tanti protagonisti diretti della Grande guerra: l’architetto piacentino Pietro Berzolla (1898 – 1984). Nella narrazione scritta circa mezzo secolo dopo il succedersi degli eventi, Berzolla scrive esclusivamente vicende che lo riguardarono personalmente sul fronte di guerra. Dalle pagine emerge la figura di un soldatino, sveglio e anche sfrontato in alcuni casi. Persino avventato quando, all'indomani di Caporetto, riesce a rientrare al suo reparto nascondendosi su un treno merci che portava rifornimenti al fronte. In quei giorni pieni di timori e di sospetto, se intercettato dai carabinieri avrebbe rischiato la fucilazione.  In tutte le pagine si conserva lo spirito con cui Pierino Berzolla, affrontò la guerra; un male inevitabile con tante scomodità, ma che poteva anche avere momenti di lievità e leggerezza, se uno sapeva vederli con l'occhio dell'ottimismo giovanile. Il "diario postumo" ha inoltre un aspetto non secondario: non risente della retorica tipica dell'immediatezza dei tempi. Berzolla ha affiancato al testo una serie di immagini originali  ottenute dalla sua Vest Pocket dotata di pellicola 4,5x6 che ha dato anche alle minuscole stampe un'ottima nitidezza (e che sono state illustrate, laddove possibile, con le didascalie originali). 

La vicenda militare di Pietro Berzolla, come riportata dal registro matricolare, si snoda tra il 1 febbraio 1916 e il 17 ottobre 1940. Nato il 1° febbraio 1898, viene nel 1923 iscritto alla forza in congedo del Genio telegrafisti del Distretto di Piacenza; gli vengono attribuite le due campagne del 1917 e del 1918 e nel 1924 la Croce al Merito di guerra.  L’interessante volume è completato da una nota della figlia Mimma Berzolla e da una scheda biografica di Valeria Poli sulla importante attività professionale svolta dall’architetto Berzolla al quale Piacenza nel 1998 ha dedicato una via a Borgotrebbia, dove la chiesa parrocchiale fu realizzata su suo progetto. 

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