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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Libri piacentini

Opinioni

Libri piacentini

A cura di Renato Passerini

“La mia prima vacanza in montagna sul piacentino”

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale, saggi e racconti di amici del nostro blog

Il racconto di un lettore

LA MIA PRIMA VACANZA IN MONTAGNA SUL PIACENTINO

di Angelo Fregoni

Provengo da una brava famiglia ma molto modesta; composta di me, papà, mamma e due sorelle maggiori. Papà agricoltore coltivava terreno e allevava vitelli. Mamma casalinga e allevava polli. Poiché molto attenta alla nostra crescita e, vedendoci un po' gracilini, pensò che un po' d'aria di montagna, avrebbe giovato senz'altro alla nostra salute. Le montagne più vicine a noi erano quelle Piacentine e quindi i miei genitori, contattarono una famiglia di Pogioli ubicata nel paese di Farini d'Olmo (PC) e presero in affitto una casa per il mese di luglio.

Giunse così il giorno della partenza; ci accompagnò mio padre anche se era molto stanco perché di notte era stato sveglio per irrigare i campi. Ci accompagnò ma non in macchina perché allora erano pochissime le famiglie che possedevano l'automobile. Prendemmo la corriera dal nostro paese Caselle Landi (Lodi), a Piacenza e quindi un trenino che ci avrebbe portato fino a Bettola. Da lì un'altra corriera per arrivare a Farini d'Olmo (Piacenza ; e qui venne il bello del nostro viaggio.

Il “bello” si fa per dire ma, in realtà il momento più faticoso. Di mezzi pubblici non ce n'erano più; bisognava andare a piedi o con qualche mezzo di fortuna. Potevamo optare per la strada provinciale con un percorso di circa tre chilometri (strada bianca neanche asfaltata) oppure scegliere i traversi (scorciatoie) che sono molto faticosi ma in montagna si usano molto perché sono molto brevi. Noi scegliemmo i traversi. Dato l'orario (quasi mezzogiorno) e la stagione estiva, il clima era molto caldo ma non ci perdemmo d'animo. Incominciammo a camminare per quella strada sterrata con le valigie che pesavano parecchio; ad un certo punto, quasi stremati dalle forze abbiamo trovato un carro trainato dai buoi che per nostra fortuna era proprio diretto a Pogioli dove i miei genitori avevano preso la casa in affitto.  Abbiamo chiesto gentilmente al conducente dei buoi, se potevamo caricare almeno le valigie sul suo carro. La nostra richiesta fu subito esaudita e così tirammo un respiro di sollievo.

Durante la camminata faticosa ma bella, ho avuto il piacere di vedere un panorama incantevole che proverò a descrivere se ci riesco. Man mano che si saliva si poteva ammirare sempre meglio, i vari appezzamenti di terreno coltivati a prato o a frumento con le spighe baffute e dorate che ondeggiavano al vento; sembrava proprio di vedere un quadro dipinto di verde e dorato con le giuste proporzioni dei vari prodotti. Tutto questo è rimasto sempre nella mia mente e lo ricordo ancora oggi che ho compiuto ottanta primavere. Se fossi stato un pittore, avrei senz'altro realizzato un bel quadro ma, non lo sono. Dopo un'ora abbondante di cammino, finalmente siamo arrivati a destinazione.

La casa era tipica di montagna non nuova ma molto dignitosa. Poi ci accorgemmo che fuori sotto un piccolo portichetto c'era anche un forno per cuocere il pane. Anche al nostro paese si faceva il pane in casa e si cuoceva poi nel forno; quasi tutti i nostri vicini di casa avevano un forno; perciò l'esperienza per quel tipo di lavoro non ci mancava ma, dovevamo procurare la legna per scaldare il forno. Ricordo molto bene che le nostre passeggiate in mezzo ai monti, avevano quasi sempre il doppio scopo: passeggiare e raccogliere legna. Infatti nei boschi, era abbastanza facile trovare dei rami secchi oppure qualche piantina caduta a terra dal forte vento e poi essiccata. Oltre a raccogliere legna secca per il forno c'erano anche altri vantaggi; si respirava un'aria leggera ben diversa da quella della campagna perché dava l'impressione di non sentire la stanchezza provando anche il senso del buonumore.

L'altra cosa che mi è rimasta molto impressa, è la grande infinità di fiori che mi spronava di andare sempre più avanti per trovarne ancora altri sempre diversi. Sono piccole cose ma che messe assieme a fine giornata davano a me (ragazzo di dieci anni circa) la sensazione di una esistenza felice.

Tutto questo accadeva negli anni cinquanta quando si risentiva ancora della crisi economica causata dalla seconda guerra mondiale, finita da pochi anni. Tutto sommato sono orgoglioso di aver vissuto in quei momenti abbastanza difficili perché ho imparato tante cose e soprattutto il senso del risparmio, che mi ha permesso nel futuro di organizzarmi meglio ad affrontare le avversità della vita.

Tutto questo racconto, non vuole mettere in evidenza tutti i sacrifici che io ho fatto ma bensì fare un parallelo fra' i tre periodi: ANNI CINQUANTA; BOOM ECONOMICO e PANDEMIA ATTUALE. Nel primo periodo abbiamo fatto molti sacrifici ma abbiamo imparato qualcosa di positivo. Nel secondo periodo abbiamo vissuto senz'altro meglio ma abbiamo dimenticatoi buoni principi e siamo diventati meno altruisti. Nel terzo periodo ci troviamo un po' spaesati perché questa pandemia è a livello mondiale ma se sapremo recuperare la dignità, l'onestà e l'altruismo dei nostri avi, riusciremo a superare anche questa crisi.

Sono molto fiducioso riguardo la mia ultima affermazione ma, allo stesso tempo anche un po' scettico perché c' è in giro ancora troppa cattiveria. Concludo con questa mia riflessione: la popolazione mondiale ha bisogno di migliorare e questo miglioramento avverrà solamente nella misura in cui sapremo gestire le nostre coscienze in modo sincero, onesto e altruista.

Luglio 2021

“La mia prima vacanza in montagna sul piacentino”

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