Libri piacentini

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La Parrocchia nelle case: “Montagna Nostra”

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri di autori piacentini, per nascita o per adozione e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale

Oggi segnaliamo

La Parrocchia nelle case: “Montagna Nostra”. La copertina è per don Stefano che farà ingresso a Ferriere domenica 5 luglio.  L’editoriale è per il saluto di don Giuseppe

Montagna Nostra, bimestre 2/2015

Editore: Parrocchia di Ferriere
Direttore Paolo Labati
Responsabile amministrativo  don Giuseppe Calamari
Pag. 110
Stampa Ediprima, Piacenza
Giugno 2015

E’ in distribuzione il secondo numero del bollettino parrocchiale dell’alta Val Nure “Montagna Nostra”: 110 pagine a colori che costituiscono un vademecum di servizio per le località delle valli Nure, Aveto, Lardana. Il periodico costituisce, infatti è  un importante mezzo  di comunicazione con il territorio: per chi vi è nato ed ora è lontano e anche per le tante persone che nel periodo estivo soggiornano nel comune di Ferriere.

La copertina è dedicata a don Stefano Garilli, il sacerdote cappellano degli Alpini che lascia San Giorgio per assumere con ingresso il 5 luglio p.v. la titolarità della parrocchia di San Giovanni a Ferriere. Scrive il sacerdote: “Accetto con animo sereno e spirito di servizio il nuovo incarico pastorale affidatomi da mons. Vescovo. Il periodo trascorso negli anni novanta a Brugneto mi permettono di affrontare  il ministero con grande conoscenza della zona, delle problematiche sociali e religiose della comunità medesima. Vengo come fratello e chiedo a tutti comprensione e aiuto”.       

Don Giuseppe Calamari, nel condividere la nomina di don Stefano quale suo successore, ha voluto esprimere al nuovo parroco sentimenti di fraterna amicizia con l’auspicio che lo stesso possa svolgere la missione con lo stesso spirito che ha contraddistinto la sua permanenza fra noi nelle parrocchie della Vald’Aveto.

Il grazie riconoscente di don Giuseppe

Arrivato al traguardo degli 80 anni, meta che non è di tutti, al termine di questa ultima tappa del mio servizio sacerdotale, ho ritenuto doveroso dare le dimissioni e sostare un momento per riflettere sul cammino di vita che Dio mi ha permesso di percorrere.

Il primo sentimento che sento di dover esprimere è naturalmente un inno di ringraziamento al Signore che mi ha dato una famiglia davvero “educante”, in una piccola comunità di montagna dove lavoro, fatiche, momenti di festa, tutto era permeato di fede semplice, ma forte.

Un grazie ai miei insegnanti che mi hanno indicato come metodo per sviluppare la mia umanità quello del servire il prossimo con sincera attenzione.

E poi un grazie alle migliaia di persone che ho incontrato nei vari luoghi dove il Signore mi ha mandato ad annunciare quella “buona notizia” che è il Vangelo e che può davvero risolvere i tanti problemi personali e sociali che angosciano la storia di ogni popolo e di ogni persona. E la mia mente spazia dall’Italia a quel Brasile dove ho potuto sperimentare l’universalità della salvezza di Dio, senza escludere le migliaia di giovani arrivati con “Casa Montagna”.

Ultimi, ma solo di tempo, un grosso grazie ai familiari, che mi sostengono in tanti modi, ai volontari di tutte le Parrocchie del Comune che si prendono cura delle varie chiese e sono punto di riferimento per il sacerdote.

Un grazie a tutti i residenti, preti, villeggianti, emigrati, amministratori e quanti in vari modi operano per il bene di queste comunità, con i quali ho sempre avuto un rapporto di fraternità e di amicizia. Un grazie a tutti i nostri cari morti per i valori di vita che ci hanno fatto dono e che dal Paradiso ci aiuteranno.

E un grazie a don Stefano - già conosciuto ed amato da tutti - che si è reso disponibile a venire tra noi per continuare quella presenza di preti che con tutti i loro limiti amano ancora la montagna: grazie, don Stefano!

Messi tutti insieme questi ringraziamenti diventano un caro saluto a tutti: vorrei chiedere perdono anche degli sbagli. Continueremo ad incontrarci nelle modalità che ci indicherà il Signore con la stessa familiarità e l’affetto di sempre.

Don Giuseppe

Don Giuseppe Calamari-2 Don Stefano Garilli-2

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