Libri piacentini

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"La strada maestra"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Il filo della “Strada Maestra” tracciato anche su una torta.

Dalla copertina del libro di Umberto Fava a una distesa di crema e panna. Come dulcis in fundo dell’incontro svoltosi a Costa Filietto (sopra Mezzano Scotti, comune di Bobbio): una torta che era un vero peccato vederla tagliare a fette, perché artisticamente raffigurante la mappa della via della Caldarola da Piozzano a Mezzano. Una torta col titolo: La Strada Maestra, appunto.

Il “Viaggio sentimentale in Valluretta” di Fava ha fatto tappa di là dal valico nella casa-ristorante di Guerrino Raschiani, per un pomeriggio che ha smosso molti ricordi e suscitato molte emozioni, evocando sogni, entusiasmi e fatiche per quell’opera – la strada - e soprattutto i protagonisti di quell’impresa, l’allora presidente della Provincia Fiorenzo Tosi, il sindaco di Piozzano Pierluigi Elefanti e Bonfiglio Raschiani, il popolare Filietto. Meglio, il cavalier Filietto. Loro tre e la loro odissea destinata a entrare nella leggenda.

Ad assistere, un uditorio tutto mascherato, che sembrava lì non per sentir parlare del libro di Fava, ma per recitare una scena del Ballo in maschera di Verdi. Ma non era un ballo, e in scena c’era invece una strada di memorie e commozioni capaci di togliere, per un groppo di pianto alla gola, la voce ai testimoni di quei tempi ormai lontani, com’è accaduto al Guerrino, figlio del Filietto della Costa, che dopo le prime parole s’è ammutolito incapace di proseguire, ed ha proseguito per lui il genero Roberto Chiapparoli, leggendo le note stese per l’occasione dal Guerrino.

Presa anche lei da un comprensibile stato di emotività, la signora Rita Elefanti, moglie dell’ex sindaco di Piozzano, ha preferito non parlare. Ha parlato invece il figlio Marco, direttore generale della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma, che ha fra l’altro rammentato il primo grande effetto della nuova strada, le speranze e aspettative che aveva acceso negli animi, e il sempre disinvolto Alberto Brenni dalla voce musicale in veste di gran cerimoniere assistito da Roberto Chiapparoli impeccabile direttore di sala, e Stefano Consonni, figlio di quel Giuseppe presidente della Cassa di Risparmio di Piacenza che venne in soccorso agli sforzi di Filietto con un generoso contributo che molto provvidenzialmente servì ad aprire gli ultimi tre chilometri di strada verso il Passo sotto il Monte Variola.

Ed ecco a proposito le memorie preziose di Carlo Cassinelli di Pianello che tanti anni fa con la sua impresa e la sua ruspa si fece carico di quei lavori che oggi sanno di eroico.

E poi, ciascuno con la propria testimonianza, i sindaci di Piozzano Lorenzo Burgazzoli e di Bobbio Roberto Pasquali, e Renato Zurla già presidente della Provincia, che dall’intervalliva della Caldarola hanno portato il discorso sui confinanti e più vasti territori della montagna, sui problemi che tanto fanno infiammare i cuori a quanti premono le sorti delle genti dei monti.

Fava da parte sua ha ringraziato i gentilissimi padroni di casa – Guerrino Raschiani e tutti i suoi – per l’eccellente convivio offerto, “che – ha detto – se non è il Convivio di Platone, poco ci manca… Sì, infatti il Convivio di Platone parla d’amore. E noi di cosa abbiamo parlato finora, se non dell’amore per una valle e dell’affetto per amici che non ci sono più? Amici fraterni che sono stati i padri della Caldarola. Per questo a loro ho dedicato il mio libro”.

Ha proseguito: “Ai due capi di questa strada maestra ci sono i due cimiteri di Piozzano e di Mezzano. In quello di Piozzano riposa Elefanti, in quello di Mezzano Filietto. Appena uscito il libro, ho portato loro sulle loro tombe le prime copie. Glielo avevo promesso: gliele ho messe lì come un fiore. Un fiore che profuma di carta...”.

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Fra i presenti al convivio di Costa Filietto anche l’editore del volume Fabrizio Costa di Borgonovo, il vice sindaco di Piozzano Antonella Lascani, Giuseppe Marchetti il geologo che conosce questi posti e questi monti come le sue tasche, e Romano Repetti che in anni passati è stato consigliere provinciale e ha avuto a cuore questi luoghi che sono i suoi luoghi natali.

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Commenti (1)

  • la copertina è certamente bellissima e probabilmente l’oggetto della copertina è anche molto buono

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