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La via del volto Santo

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri di autori piacentini, per nascita o per adozione e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale

L'antica Via che nel medioevo univa Canterbury a Roma e ai porti della Puglia, è stata riscoperta dai moderni viandanti, che si mettono in cammino lungo un percorso con diverse varianti, splendido e sorprendente denominato La Via Francigena.

Se n’è parlato sabato 3 ottobre nel salone monumentale della Biblioteca Passerini-Landi in occasione della presentazione del libro “La Via del Volto Santo: a piedi in Lunigiana e Garfagnana“ di Nino Guidi e Oreste Verrini, con interventi dell’assessore Tiziana Albasi, di Luciano Allegri, Presidente dell'Associazione Via degli Abati, del prof. Mario Pampanin, Presidente degli Amici di San Colombano di Bobbio. Guidi, fondatore dell'Associazione Montagne di Legami e guida ambientale escursionistica, ha significato l’adesione al convegno dello storico Giovanni Magistretti,  che l’ha ispirato e spronato a ripercorrere e riaprire la via.

100_3389-2Con l’approfondimento della viabilità storica – è stato evidenziato dai relatori - ci si è accorti che, di fatto, la Via Francigena era un fascio di vie che attraversava un territorio e proprio nel nodo cerniera che attraversava l’Appennino.

Dove il fascio di vie è più accentuato, si riscontrano altre vie importanti di collegamento e pellegrinaggio utilizzate in alternativa alla principale per motivi politici o metereologici,  come la ”Via degli Abati”,  che metteva in comunicazione Pavia, capitale del regno Longobardo, a Bobbio e successivamente attraverso i comuni di Coli, Farini,  Bardi e Borgotaro portava a  Pontremoli . Proprio qui ha inizio la Via del Volto del Santo, proseguimento ideale della Via degli Abati che a  Lucca  si ricongiunge con la tradizionale Via di Sigerico.

L’itinerario francigeno di montagna “Via degli Abati” era utilizzato già dal VII secolo da chi viaggiava a piedi, quale tragitto più breve da Pavia a Lucca e verso Roma. La Via, utilizzata dai sovrani longobardi prima della conquista della Cisa, controllata dai bizantini, toccava anche l'abbazia di Bobbio, dove i pellegrini diretti a Roma e provenienti dalla Francia e dalle Isole Britanniche passavano a venerare le spoglie di San Colombano (+615), il grande abate irlandese e padre, con San Benedetto, del monachesimo europeo.

IMG_1947-3La guida di Nino Guidi e Oreste Verrini dell’editore “Le Lettere”, offre un supporto fondamentale per la scoperta di un percorso in nove tappe da Pontremoli a Lucca, segnato da luoghi, borghi, paesaggi, architetture, tradizioni, raccontate con dovizia di informazioni “ da chi il percorso lo ha studiato sul campo percorrendolo in ogni stagione, di giorno e anche di notte, non come certi redattori di guide che fanno i loro libri soprattutto a tavolino, leggendo altri libri e telefonando ai municipi per avere informazioni”. Gli autori hanno annotato di tutto verificando sul posto percorribilità, ospitalità offerta dai luoghi, valenze architettoniche e paesaggistiche del territorio attraversato.

Suggestiva mistica e misteriosa è la storia del “Volto Santo” della città di Lucca. Una delle reliquie più antiche e più venerate nel Medioevo, tanto che per secoli la Cattedrale di San Martino fu tappa forzata per i pellegrini della Francigena. Il Crocifisso del Volto Santo, secondo la leggenda narrata dal diacono Leboino, fu scolpito da Nicodemo con legno di noce, per tramandare le vere sembianze di Gesù Cristo. Nel lavoro il cesellatore fu aiutato dalla Grazia Divina che ne guidò la mano. È conservato in un tempietto a pianta centrale costruito da Matteo Civitali nel 1484, nella navata sinistra della cattedrale di San Martino a Lucca.

La presentazione del libro è stata anche occasione per annunciare che la metà del ricavato delle vendite del libro verrà devoluto ai Comuni alluvionati della zona di Farini. L'iniziativa benefica prosegue per un mese con l'acquisto del libro tramite i siti delle Associazioni Via degli Abati e Montagne di Legami.

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