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Sabato, 27 Novembre 2021
Libri piacentini

Opinioni

Libri piacentini

A cura di Renato Passerini

"Libertà civili ed economiche" - Vol. V

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri di autori piacentini, per nascita o per adozione e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale e i racconti degli amici lettori

LIBERTA’ CIVILI ED ECONOMICHE - vol. V

Autore Luigi Einaudi

a cura di Corrado Sforza Fogliani

Pagine 160

Casa editrice Libro Aperto

Formato 15 x 21

Data pubblicazione 2019  

ISBN 978-88-905911-6-7

Questa pubblicazione raccoglie tutti gli interventi di Luigi Einaudi, da Presidente della Repubblica, sui problemi della Giustizia e9788890591150-2 sui poteri del Capo dello Stato, oltre che sui problemi istituzionali o politici.

Edita a fine 2019, causa l’emergenza sanitaria, è stata presentata a Palazzo Galli-Banca di Piacenza solo nei giorni scorsi. Ad illustrarla  il Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana Antonio Patuelli, il quale ha tracciato un profilo dello statista di Dogliani partendo dal suo principio più noto «conoscere per deliberare» che sottendeva il metodo del ragionamento, dello spirito critico ma non dell’arroganza, del prevalere delle idee sulle ideologie, dell’esistenza dei diritti ma anche dei doveri.

Fra i tanti meriti generalmente riconosciuti a Einaudi - scrive nell’introduzione del libro l’avv. Corrado Sforza Fogliani  - presentato come “cultore di storia, saggista; ha curato diverse pubblicazioni sulla vita e il pensiero di Luigi Einaudi - è stato sempre omesso quello attinente al Cerimoniale, che il 1° Capo dello Stato eletto (con il suo fedele Segretario generale alla presidenza, avvocato Ferdinando Carbone) dovette inventarsi per innovare quello monarchico e adattarlo alla nuova forma statuale e di democrazia parlamentare.

Il libro si apre con lo scritto di Einaudi Di alcune usanze non protocollari attinenti alla presidenza della Repubblica. Lo statista lo depositò all'Accademia (com'era d'uso) nel '56, cessato ormai da un anno dalla carica di Presidente, avendo portato al Quirinale "la sua grande cultura ed il suo stile austero e parsimonioso, frutto di grande rigore ed intransigenza morale”.

Tra le numerose curiosità che si incontrano nelle pagine del libro, il rigore per la grafia: Einaudi teneva, al nitore, non per formalismo fine a sé stesso ma come forma di ordine mentale. Ecco cosa scriveva il 13.10.1944 ad Ernesto Rossi, restituendogli delle bozze corrette: "lo tolgo le maiuscole lei le rimette. A parer mio le maiuscole si devono usare esclusivamente per i nomi di luoghi e di persone fisiche e giuridiche. Quindi stato, governo e non Stato, Governo, Confederazione Svizzera che è il nome di ente veramente esistente. Le maiuscole sono bruttissime a vedere”.

Il libro è chiuso dalla postfazione di Roberto Einaudi che fornisce ampia testimonianza dell’ambito cui viveva e scriveva il nonno, aggiungendo ricordi personali e numerose immagine fotografiche.

Pur a sessanta anni dalla morte (1961) molti degli scritti di quel grande economista e statista che fu Einaudi sembrano scritti di recente a testimoniare l’attualità del suo pensiero.

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"Libertà civili ed economiche" - Vol. V

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