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Domenica, 5 Dicembre 2021
Libri piacentini

Opinioni

Libri piacentini

A cura di Renato Passerini

Libri piacentini - I due volumi del decano dei giornalisti professionisti dell'Emilia

Oggi segnaliamo due libri di Giacomo Scaramuzza, il decano dei giornalisti professionisti dell'Emilia Romagna: "I Cavanna e gli altri delle due ruote" e "Curve nella memoria"; questo libro sarà presentato mercoledì 6 novembre alle 17,30 alla Libreria Internazionale Romagnosi (Via Romagnosi 31)

Libri piacentini. Oggi segnaliamo due libri di Giacomo Scaramuzza, il decano dei giornalisti professionisti dell’Emilia Romagna: “I Cavanna e gli altri delle due ruote” e “Curve nella memoria”; questo libro sarà presentato mercoledì 6 novembre ore 17,30 alla Libreria Internazionale Romagnosi (Via Romagnosi 31). l’incontro è condotto da Stefano Pareti.

I Cavanna e gli altri delle due ruote

Autore: Giacomo Scaramuzza

Pagine 107 Casa editrice Lir edizioni, Piacenza, 2013

Prezzo di copertina 12,50

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Curve nella memoria. Raccolta disordinata di articoli pubblicati su quotidiani e riviste di Piacenza

Autore: Giacomo Scaramuzza

Pagine 284 Casa editrice Lir edizioni, Piacenza, 2013

Prefazione di Stefano Pareti

Prezzo di copertina 12,50

Presentazione mercoledì 6 novembre ore 17,30 alla Libreria Internazionale Romagnosi: l’incontro è condotto da Stefano Pareti. 

L'autore:
Giacomo Scaramuzza. Dopo aver esordito in giornali e pubblicazioni varie fin dal 1938 (tra gli altri nel Secolo Sera di Milano, dove aveva iniziato, una prima volta, il praticantato, interrotto poi a causa del servizio militare, nel corso del quale era stato decorato di medaglia di bronzo al valor militare), dal 22 agosto del 1945 era stato a fianco di Ernesto Prati nella rifondazione del quotidiano “Libertà”, nel quale si era occupato particolarmente, in tempi successivi, della cronaca cittadina e di quella provinciale, ma trattando anche, di volta in volta, gli argomenti più svariati, dalla politica, alle cronache d’arte varia, allo sport (in particolare automobilismo del quale era stato anche praticante). Aveva contemporaneamente collaborato con quotidiani vari (Corriere della sera, Gazzetta del Popolo, La Stampa, Corriere Lombardo, Secolo XIX, L’Eco di Bergamo ecc.) e riviste. Attualmente si limita a sporadiche collaborazioni con i periodici Piacenza Economica, Banca Flash, Libro Aperto

I libri:
ScaramuzzaMoto1-2I Cavanna e gli altri delle due ruote. Di Gino e Paolo Cavanna – scrive Scaramuzza - si potrebbe parlare per delle giornate intere. Grandi campioni dello sport motoristico, personaggi di rilievo della loro epoca, “ingiradur” secondo la più antica tradizione piacentina, Gino e Paolo erano due fratelli per il sangue ma erano, forse ancora di più, due amici per il loro modo di vivere in simbiosi.  Benché più giovane di loro, Scaramuzza ha goduto della loro amicizia, così come, più tardi, quella dei loro nipoti, Marco e Paolo Pagani (figli di una loro sorella), puntuali custodi delle memorie degli zii, che hanno permesso all’autore di raccogliere alcuni degli elementi essenziali della loro intensa vita, intrecciando i fondamentali dati storici con qualche sorridente ricordo personale. Le loro vicende motociclistiche si incrociano inevitabilmente con quelle di altri campioni e imprenditori piacentini del settore dei motori, che vengono ricordati nel libro con le principali imprese imprenditoriali e sportive, inquadrate in un’epoca (che arriva all’incirca agli anni ottanta del secolo scorso) in cui il motorismo e, in particolare, il motociclismo piacentino, era ai vertici di questo sport, sia in campo nazionale che internazionale.

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Curve nella memoria. Raccolta disordinata di articoli pubblicati su quotidiani e riviste di Piacenza. Rigoroso ed asciutto nel lavoro, Giacomo Scaramuzza aveva ed ha un carattere aperto ed allegro, incline alla battuta, pronto però, anche adesso, ad irrigidirsi se in ballo ci sono principi quali l’indipendenza ed il rispetto. Allora è pronto allo scontro. Lo evidenzia nella prefazione Stefano Pareti e le pagine del libro ne forniscono diretta testimonianza. Lo stile dell’autore fornisce una lezione di giornalismo lontano da mode e pressapochismo che hanno provocato cadute di credibilità dei giornali e allontanamento dei lettori. Parole ad esclusivo servizio dei fatti. “Quindi nessun svolazzo ed una scrittura che non sia esercizio di (presunta) bravura in una sorta di autocompiacimento ma che abbia, come principale scopo, quello di spiegare, descrivere, illustrare”.

La sua attività a “Libertà” a fianco del direttore storico, Ernesto Prati, iniziata all’indomani della guerra, nei difficili ed entusiasmanti giorni della ricostruzione si era via via configurata come una scuola severa e riconosciuta a livello nazionale, al di là dell’allegria che, come a Scaramuzza piace ricordare e raccontare, si respirava in redazione. Non si facevano sconti sulla correttezza dell’esposizione, sulla qualità della scrittura e perfino sui comportamenti dentro e fuori il giornale. Da Ernesto Leone, in seguito direttore, a Nello Bagarotti, da Giulio Cattivelli a Gianni Manstretta, da Giangiacomo Schiavi a Pietro Boglioli, sono tanti i giornalisti cresciuti a quella scuola e che l’hanno poi trasmessa ai nuovi giovani che avevano amore per la professione e per la fatica che comporta.

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