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Domenica, 5 Dicembre 2021
Libri piacentini

Opinioni

Libri piacentini

A cura di Renato Passerini

Libri piacentini - Un’occhiata sincera all’Europa nell’ultimo impegno di Sandro Ballerini

Un sussidio utile, che ha la genuinità del punto di vista del cittadino, un cittadino attento ai particolari

Titolo: L'Unione Europea

Autore: Alessandro Ballerini
Pagine  105
Casa editrice  LIR - Piacenza 2013
Prefazione dell'autore
Prezzo di copertina  euro 12

Efficace e utile ricognizione, da parte di Sandro Ballerini, di tutte le coordinate afferenti alla tematica dell’Europa, in senso storico-geografico e istituzionale, con quel tanto di concessione anche all’aneddotica e alla curiosità che ne contraddistingue lo stile espositivo.  Col suo recente “Uniti nella diversità. L’Unione Europea – paradossi, curiosità storiche e considerazioni di un cittadino europeo” ( Ed.LIR PC 2013 ) egli si pone, appunto, nell’ottica di chi, sentendosi pienamente cittadino italiano, osserva la dimensione europea e cerca di conoscerne le coordinate di significato e di ravvisarne, con attenzione, senza remore e senza falsi miti né illusorie prospettive, luci e ombre, certezze e corposità, radici sicure, ma anche debolezze strutturali nonché aspetti capaci di far naufragare il sogno europeista.

    Ballerini ha il merito – oggi tutt’altro che scontato – di riconoscere e ben evidenziare le forti e ineliminabili radici cristiane dell’Europa, di cui egli indica riferimenti ben precisi di un’ evoluzione storica che ha permesso di vedere la diffusione della societas Christiana sull’impalcatura lasciata dalle preesistenti civiltà e culture latina e greca, un fenomeno concretizzatosi in eventi ben precisi che portano i nomi dei Santi Cirillo e Metodio, di San Colombano, di Carlo Magno e del Sacro Romano Impero, dell’autorevolezza della Chiesa e dei Papi, del meglio delle nazionalità: triste e preoccupante vedere come nella costituzione europea tali radici – che, volenti o nolenti, abbiamo nel dna – sono state a forza rimosse, nonostante i richiami continui di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ma anche di tanta cultura onestamente laica. Perchè l’Europa ha come simbolo dodici stelle su fondo azzurro, dodici, sempre e comunque? Se negli anni cinquanta questa scelta – di preciso riferimento alle dodici stelle che incoronano Maria prefigurata nell’Apocalisse, e dunque, chiaramente intese a porre tale concetto cristianamente salvifico a fondamento di una realtà che è nata identificandosi con la società cristiana stessa – è stata pacificamente e convintamente accolta e proposta, perché ora respingerne e avversarne il senso?

   L’autore si sofferma poi sullo sviluppo delle istituzioni europee, indicandone il contesto, le prospettive di concreta valorizzazione dell’autentica anima europea, ma anche i limiti, dovuti sia a incapacità dei gestori dell’Europa di incarnare le vere istanze e  gli ideali che animarono uomini come De Gasperi, Schuman, Adenauer e altri, sia a cattiva volontà di chi questi stessi valori tradisce o annacqua in uno sterile burocratismo che umilia le nazionalità, sia a limiti intrinseci dovuti al fatto che l’Europa – almeno come è stata di fatto organizzata - non è un’autentica federazione o confederazione di stati, ma un organismo a cui tutti delegano qualcosa ricevendo in parte aiuti e in parte condizionamenti, con tante aporie che rendono l’Unione Europea assai limitata negli ambiti e piuttosto sterile nelle possibilità di incidere autenticamente, lasciandoci con la prospettiva, per ora mancata, di veri e proprii Stati Uniti d’Europa.

   E Ballerini ritrova in una vecchia foto di una vecchia jeep che circolava in Alta Valnure ( anch’io la ricordo bene per le strade ferrieresi degli anni cinquanta! ) – perchè non mancano nel libro le note locali -, con la scritta “europeismo”, il chiaro riferimento anche al Manifesto di Ventotene; e ripropone anche la storia del motto “uniti nella diversità”, che è vero e non è vero insieme, ma che può diventare vero se sapremo tutti prendere l’Europa sul serio.  Un sussidio utile, che ha la genuinità del punto di vista del cittadino, un cittadino attento ai particolari.

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