Libri piacentini

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"Maria. Non sei solo nell’affrontare la vita"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Oggi segnaliamo

MARIA. Non sei solo nell’affrontare la vita

In copertina: Lucia Merli, Protezione (particolare)

Autori Andrea Campisi, Gaia Corrao, Susanna Pighi

In Collaborazione Ufficio per le comunicazioni sociali - Diocesi di Piacenza-Bobbio

Formato cm 14x21

Pagine 200

Fotografie di Carlo Pagani, dipinti di Lucia Merli

Stampa: Nuova Litoeffe srl Unipersonale

Mese di dicembre 2019

Supplemento all'edizione n. 43 del 5 dicembre 2019, de Il Nuovo Giornale

Prezzo euro 10 comprensivo de Il Nuovo Giornale.

La Salve Regina è una preghiera mariana tra le più popolari. Come tante altre preghiere ci è diventata talmente familiare che le sue parole quasi scivolano dalle nostre labbra senza che ci soffermiamo a gustarle. In queste pagine che seguiranno – scrive don Andrea Campisi nell’introduzione - con l'aiuto delle opere dell'artista Lucia Merli, proveremo a grattare la superficie delle parole per attingere alla ricchezza che la tradizione ci ha regalato.

L'autore della Salve Regina si chiama Ermanno e nacque il 18 luglio 1013, poco più di mille anni fa: era uno dei 15 figli di Eltrude e Goffredo conte di Althausen di Svevia. Si trattava di una famiglia nobile a cui appartenevano gentiluomini, crociati, alti prelati, ma di nessuno di loro si è conservata memoria salvo di Ermanno, un bambino che venne al mondo orribilmente deforme. Fu così soprannominato "il Rattrappito", tanto era storto e contratto: non poteva star ritto in piedi, tanto meno camminare; stentava perfino a star seduto nella sedia che era stata fatta appositamente per lui; le sue dita stesse erano troppo deboli e contratte per scrivere; le labbra e il palato erano deformati al punto che le sue parole uscivano stentate e difficili ad intendersi. I medici del suo tempo lo definirono "deficiente". La scelta della sua famiglia "medioevale" fu quella di non rinchiudersi in un'impotenza rancorosa, ma di chiedere aiuto ed affidare il figlio al monastero di Reichenau.

Lì transitavano continuamente viaggiatori italiani, greci, irlandesi e islandesi. Le sue mura ospitavano dotti famosi e una scuola di pittura. Qui il ragazzo crebbe. Qui il ragazzo che poteva a malapena biascicare poche parole con la sua lingua inceppata, trovò, chissà in virtù di quale psicoterapia religiosa, che la sua mente su apriva, I cronisti del suo tempo lo descrivono piacevole, amichevole, conversevole, sempre ridente, tollerante, sforzandosi in ogni occasione di essere galantuomo. Era un uomo riconciliato con la vita. Imparò la matematica, il greco, il latino, l'arabo, l'astronomia e la musica. Diceva di se stesso con grande ironia: "sono l'infimo dei poveretti di Cristo e dei filosofi dilettanti, il seguace più lento di un ciuco, anzi, di una lumaca".E dunque quest'uomo storpio, che ci dà la prova che il dolore non significa infelicità, né il piacere felicità, a farci dono della preghiera marana Salve Regina le cui parole sino profondamente commentate da don Andrea Campisi.

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La seconda parte del volume (pag. 59-198) è dedicata ai 23 santuari mariani della Diocesi Piacenza-Bobbio; le schede storico-artistiche di ogni chiesa sono di Susanna Pighi, mentre la rilettura spirituale di ciascun santuario è opera di Gaia Corrao.

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