Libri piacentini

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“Ottone, il primo dei Visconti"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Oggi segnaliamo

“Ottone, il primo dei Visconti"

Autori Livio Gambarini, Alex Calvi

Editore: Piemme

Collana: Storica

Anno edizione: 2021

Pagine: 477, rilegato

EAN: 9788856675221

Prezzo di copertina euro 18,5

Disponibile anche in versione ebook

La vicenda di Ottone Visconti, in parte per motivi storici, in parte per scelta narrativa ha molti contatti con la zona del piacentino. A Piacenza, infatti, gli autori hanno ambientato alcuni dei momenti salienti della vicenda di Ottone Visconti e della sua lotta per la conquista di Milano, durata quasi 15 anni.

AD 1262. Dalle mani di papa Clemente IV, Ottone Visconti riceve finalmente il pastorale di arcivescovo di Milano, e con esso la cattedra ambita e ricchissima di Sant’Ambrogio. È il coronamento di una vita di intrighi e menzogne, che Ottone ha condotto al fianco del diabolico cardinale Ottaviano degli Ubaldini.

c’è però chi non vede di buon occhio questa investitura: i potenti guelfi Della Torre irrompono armati in chiesa al termine della consacrazione. Sono loro a dominare sulla città meneghina, e non intendono rinunciare allo scranno vescovile nemmeno a costo di disubbidire al Papa. Ottone, esiliato dalla città che dovrebbe guidare come arcivescovo, comprende di avere solo una via per ottenere ciò che gli spetta: radunare con l’intrigo e la diplomazia tutti i nemici dei Della Torre e prendersi Milano con la forza. Quasi quindici anni di conflitti si inframmezzano al passato del Visconti: i primi amori e le severe punizioni per il rifiuto dell’autorità.

L’incontro con il Cardinal Ubaldini, eminenza grigia della sua epoca, che indirizza l’originaria vocazione di Ottone verso una carriera di sottigliezze, ricatti politici e tradimenti, sullo sfondo di un amore tormentato. Ma tra guerre continue, sangue versato per ambizione e una crescente solitudine, Ottone dovrà iniziare a fare i conti anche con sé stesso, e solo un gesto di vero coraggio gli permetterà di comprendere per quale motivo stia affrontando quella lotta, e decidere se ne valga davvero la pena.

Un romanzo storico appassionante e ben costruito che ci rimanda la figura di un uomo oltre che di un simbolo, dove la fragilità e l’umanità sono proprio lo spunto per farne emergere la grandezza.

Conosciamo gli autori

LIVIO GAMBARINI. Scrittore, filologo e tutor del corso "Il piacere della scrittura" dell’Università Cattolica di Milano. Bergamasco classe 1986, è scrittore e divulgatore di Medioevo italiano. Da anni insegna narratologia e tecniche di scrittura in corsi, seminari e sessioni di mentorship; fondatore della realtà per aspiranti scrittori di “Rotte Narrative”, è docente al corso di Alta Formazione “Il Piacere della Scrittura” dell’Università Cattolica di Milano. Già noto per Eternal War, la sua saga fantasy-storica su Dante e Guido Cavalcanti, tra i suoi altri interessi figurano la narrazione di GdR e videogiochi.

ALESSANDRO CALVI. Pavese, classe 1980, è scrittore e professore alle medie. Da sempre appassionato di Storia e di storie in tutte le forme: libri, film, serie-tv, fumetti, cartoni animati. Suoi racconti sono apparsi in numerose antologie, tra cui Scorrete lacrime, disse lo sceriffo, curata da Valerio Evangelisti, e sulla prestigiosa rivista digitale www.carmillaonline.it. Collabora con articoli e recensioni a www.truemetal.it e www.fantasymagazine.it.  Con il suo primo romanzo Il Tessitore di Sogni ha vinto il Premio Io Scrittore, nel 2014.

- Alessandro, punti di forza e difficoltà nello scrivere un romanzo a quattro mani?

Scrivere un romanzo a quattro mani, seppur non sempre semplice, può essere un’esperienza molto stimolante. L’importante è che entrambi gli autori si impegnino al massimo e che vi sia sintonia sugli obiettivi che si vogliono raggiungere e sul come. Quando si lavora da soli si ha mano libera e si può fare tutto quello che si vuole. Quando si lavora con qualcun altro, la propria libertà, proprio come nella vita di tutti i giorni, finisce dove inizia quella dell’altro. Questo spesso si trasforma in un arricchimento, piuttosto che in una perdita. Confrontarsi con l’altro, discutere su come sviluppare una scena, su cosa inserire e cosa no o su quali aspetti concentrarsi maggiormente è un processo che non conosce pause, ma che, nelle giuste condizioni, può arricchire enormemente un libro.

- Il romanzo presenta una parte di invenzione e una parte di realtà storica .....

In questo romanzo, la parte storica è preponderante e frutto di un serissimo e accurato lavoro di ricerca. Il libro segue la vita e le vicende di Ottone Visconti, un personaggio realmente esistito, anche se poco conosciuto, senza discostarsi dalle fonti storiche. La necessità di raccontare le vicende con uno stile moderno e avvincente ci ha portato a romanzare in alcuni punti la storia di Ottone, permettendoci maggiore libertà soprattutto laddove le fonti storiche erano più lacunose. Una grossa difficoltà è stata la totale mancanza di personaggi femminili di rilievo nelle cronache del tempo, da qui la necessità di inventarcene uno. Agnese Gaidolfi, la protagonista femminile del romanzo, è una donna piacentina: forte, indipendente, che prende da sola e a testa alta le decisioni che indirizzeranno la sua vita. Un personaggio, quindi, molto diverso dalle donne sottomesse e poco considerate del 1200, che poco avrebbero coinvolto il pubblico. 

- La scelta di ambientare alcuni eventi a Piacenza?

A Piacenza abbiamo deciso di ambientare una parte consistente del romanzo: la giovinezza di Ottone. Non essendoci fonti storiche a riguardo, la scelta è ricaduta su Piacenza perché si sa che Tedaldo Visconti, poi papa Gregorio X, la cui storia si intreccerà a doppio filo a quella di Ottone, è nato e ha studiato per prendere i voti proprio in questa città. Abbiamo quindi deciso di ipotizzare un legame di parentela tra i due e di renderli compagni di studi e di avventure, di creargli un passato comune destinato ad avere ripercussioni sulle loro vite da adulti.

Sempre a Piacenza, inoltre, si svolge uno degli eventi che è punto di svolta nella vita del Visconti: un agguato avvenuto nel 1273, all’indomani dell’incrocio con il passaggio del papa, e a cui Ottone sfugge per miracolo grazie all’intervento di una locandiera. Quest’avvenimento, raccontato nelle cronache dell’epoca, era così curioso che non poteva non trovare spazio nel libro, dove assume un’importanza tutta nuova divenendo l’evento conclusivo di una sottotrama iniziata molto tempo prima.

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