Libri piacentini

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"Piacenza e il Barbarossa"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

PIACENZA E IL BARBAROSSA

Autore Edoardo Bavagnoli

Editore: LIR

Dimensioni: 15 x 21 cm

Pagine 184, copertina flessibile,

ISBN-10: 8885620566

ISBN-13: 978-8885620568

Prezzo di copertina € 15,00

Edoardo Bavagnoli racconta in questo libro la storia piacentina dei secoli XI e XII evidenziandone gli aspetti economici, l’espressionismo del comune nel territorio circostante e la vivacità culturale attraverso una ragionata scelta di fonti storiche che0004-3 intrecciano eventi locali e altri più generali, in particolare riferiti ad altre città e località dell'Emilia, del Piemonte e della Lombardia. Da una parte dunque Piacenza, capitale economica e città chiave della Lega Lombarda; dall'altra il Barbarossa, sovrano potente e inflessibile, idealista ma pragmatico, più che mai determinato a imporsi sui comuni italiani. Il volume indaga quindi il rapporto tra Piacenza e il potere imperiale, prestando una particolare attenzione all'origine e all'affermazione delle principali famiglie dell'aristocrazia consolare e agli aspetti socio-economici della città negli anni della nascita e affermazione del comune, delle diete di Roncaglia, della battaglia di Legnano e della pace di Costanza.

Il titolo del libro suggerisce due distinti livelli di narrazione che finiscono per entrare in contatto, per sovrapporsi in alcuni casi, compenetrandosi e condizionandosi a vicenda senza mai abbandonare la propria specificità. La prima parte evidenzia lo sviluppo sociale, politico ed economico di Piacenza e del suo comitatus prima dell'ascesa dell'Hohenstaufen; il trentennio compreso tra la prima dieta di Roncaglia (1154) e la pace di Costanza (1183) costituisce invece il cuore del volume mentre la parte conclusiva presenta la fine della parabola federiciana e l’ingresso nel nuovo secolo (il Duecento). Gli eventi sono rievocati con stile letterario limpido e chiaro, contestualizzati e messi in relazione con gli aspetti più generali dell'azione di Federico I con l'obiettivo di favorire una maggiore comprensione dei fenomeni storici e di inquadrare le stesse vicende piacentine all'interno di una cornice più ampia, capace di cogliere, oltre agli aspetti più propriamente locali, ancheEdoardo Bavagnoli-4 il senso generale degli eventi.

CONOSCIAMO L’AUTORE

Edoardo Bavagnoli è nato a Piacenza nel 1989. Laureto in Scienze Storiche all’Università degli Studi di Milano con una tesi in storia medievale, ha conseguito il diploma di archivista, paleografia e diplomatica presso la scuola annessa all’Archivio di Stato di Parma. In veste di archivista ha ordinato e inventariato gli archivi parrocchiali di Vigolo Marchese, Diolo di Lugagnano  e Sant’Antonio a Trebbia e ha scritto alcuni articoli sulla rivista “L’Urtiga. Quaderni di cultura piacentina”.

E’ autore di “Sant’Antonio a Trebbia storia di un borgo e di una comunità”, Lir 2018 già presentato in questa rubrica (https://www.ilpiacenza.it/attualita/in-un-libro-di-bavagnoli-la-storia-di-sant-antonio-a-trebbia-per-un-secolo-borgo-autonomo-da-piacenza.html).

- Nella copiosa bibliografia balzano all’occhio alcune fonti inedite; come ha fatto a scovarle e cosa raccontano?

Le fonti inedite provengono dagli Archivi di Stato di Piacenza e di Parma e da quelli Capitolari del Duomo e di Sant’Antonino. In quest’ultimo, in particolare, sono conservati i documenti più antichi che si riferiscono all’attività del Comune medievale. Ho iniziato a leggerli e a conoscerli durante la preparazione della mia tesi, incentrata appunto sulle vicende dell’aristocrazia cittadina del pieno medioevo ed ho proseguito le ricerche negli anni successivi. Si tratta per lo più di atti notarili che si riferiscono a vendite, permute, cessioni e concessioni di vario genere ma che contengono elementi in grado di fornire un quadro dinamico e particolareggiato della realtà del tempo. In essi si trovano indizi per ricostruire non soltanto la storia locale ma anche le parentele, gli istituti giuridici, le istituzioni e, per certi versi, addirittura la mentalità degli uomini medievali.

- Argomento della prossima pubblicazione?

In questo momento ho alcune idee che però devono ancora essere sviluppate. Parlare adesso di una prossima pubblicazione è quindi forse un po’ prematuro… Spero che il tempo porti consiglio.

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