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Libri piacentini

Opinioni

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A cura di Renato Passerini

“Rapsodia di Elettra”

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri di autori piacentini, per nascita o per adozione e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale e i racconti degli amici lettori

“Rapsodia di Elettra”

Autore Livia Artuffo

Formato cm 15 x 21,5 cm.

Pagine 334

Editore AbelPaper

Anno 2022

ISBN: 9-78831-292412

Prezzo di copertina euro 20

In copertina: “Dotta Elettra”, dipinto di Fabrizio Carbone.

Il personaggio della mitologia greca Elettra (figlia di Agamennone, re di Micene, e Clitennestra, sorella di Elena, sorella di Oreste, Crisotemi e Ifigenia), ha ispirato numerose opere letterarie; Il teatro ne ha fatto volta a volta un’eroina dolente e determinata, una macchinatrice senza scrupoli, un’adolescente disorientata e una leader spietata. A inseguirla nelle sue metamorfosi sono ora le pagine di questo libro nelle quali risuona la voce che tredici autori le hanno voluto dare, a partire dai grandi drammaturghi dell’antica Grecia.

LA SINOSSI

Elettra non è simpatica. A volte è addirittura odiosa. Tra le figure del mito è quella che meno induce all'identificazione. È una vittima e una ribelle, ma la sua rivolta ha il sapore della sottomissione. È un'oppressa che non si piega, ma che non trova né riscatto né redenzione. Invoca giustizia, ma la sua idea di giustizia mette i brividi. Incarna l'aspirazione al cambiamento, ma anche il richiamo protettivo di un passato idealizzato. È un simbolo del circolo vizioso repressione-rivoluzione-repressione che tante volte ha appestato la Storia. In lei si specchia il fascino dell'intransigenza assoluta, ma anche l'orrore che ne deriva. È una donna incapace di empatia, che precipita nel proprio vuoto interiore. Il teatro ne ha fatto volta a volta un'eroina dolente e determinata, una macchinatrice senza scrupoli, un'adolescente disorientata e una leader spietata. Inseguirla nelle sue metamorfosi è un'avventura sempre sorprendente. In queste pagine risuona la voce che tredici autori le hanno voluto dare, a partire dai grandi drammaturghi dell'antica Grecia, filtrata da una lettura appassionata e non specialistica, ma semplicemente orientata all'ascolto.

CONOSCIAMO L’AUTRICE.

Livia Artuffo è nata a Milano; dal 2003 vive con il marito e due figli tra Piacenza e Agazzano; laureata in Discipline Economiche e Sociali, ha  un passato da giornalista e direttore editoriale in una piccola azienda di famiglia.

- Ci aiuti a comprendere compiutamente la raffigurazione delle copertina

Si tratta di un dipinto ad acquerello del mio caro amico Fabrizio Carbone, fatto appositamente per il mio libro. Fabrizio è giornalista, naturalista e pittore e da decenni è in prima fila nella difesa della natura. Gli ho chiesto cosa avesse voluto rappresentare: mi ha risposto che ha semplicemente giocato sull’associazione Elettra – elettricità - elettrizzante… Il titolo del dipinto è Dotta Elettra: un richiamo alla saggezza racchiusa nel mito e uno scherzo intorno al termine “elettrodotto”.

- Nel febbraio 2021 con lo stesso editore ha pubblicato “Antigone, amore mio” ed ora questo “Rapsodia di Elettra”,  quali i motivi l’hanno portata a rievocare due drammatiche storie così lontane...

Mi sono riaccostata alla tragedia greca per caso. Durante il lockdown del 2020 ero ad Agazzano, nella mia casa di campagna. Lì, insieme a polverose enciclopedie, avevo anche alcune vecchie collane di classici. Ho preso in mano un’edizione dell’Orestea di Eschilo dei tempi del liceo… e non mi sono più fermata. Ho sempre avuto l’abitudine di prendere appunti sulle mie letture: la mia memoria è fragilissima e, se non scrivo, tutto ciò che ho letto in breve tempo evapora via… Scrivendo, inoltre, riesco a scavare meglio nel testo, a berne il succo, a goderne di più. Mi metto in contatto con l’autore e i suoi personaggi, ci parliamo. In quei giorni ad Agazzano ho scoperto che gli antichi tragici greci sono interlocutori davvero formidabili, nonostante i millenni che ci separano. Ci raccontano le storie da cui è sgorgata la nostra cultura, quelle che ci portiamo dentro, che hanno dato forma agli incubi, ai sogni, agli interrogativi di sempre…

- Le protagoniste presentano una serie di affinità, ma anche evidenti differenze ....

Antigone ed Elettra sono due personaggi affascinanti: sono due ribelli, due giovani donne che si rifiutano di integrarsi in un sistema che ritengono ingiusto e sbagliato. Che si battono per le loro idee fino a compiere gesti estremi: Antigone uccide se stessa ed Elettra uccide sua madre. In loro c’è un formidabile desiderio di emancipazione. Sono donne che non stanno al loro posto, che prendono in mano la loro vita. Questo le rende eroiche ed esemplari. Ma a cosa portano le loro azioni? Quali sono le vere ragioni che le muovono? I loro obiettivi sono condivisibili? Entrambe sono di un’intransigenza assoluta, non accettano compromessi. Ma, nella loro battaglia, calpestano affetti, ignorano chi le ama, non ascoltano mai le ragioni degli altri. Sono protofemministe o sono ancora prigioniere di logiche maschili? Sono davvero forti e inflessibili o c’è in loro una profonda fragilità interiore? E cosa ci dicono del mondo a cui appartengono i loro autori, della vita delle donne ateniesi del V secolo a.C.? E cosa ci dicono su di noi, sulle relazioni tra donne, sull’oppressione di genere e sulla resistenza agli abusi del potere?

Ho scritto Antigone, amore mio in pochi mesi. L’ho mandato a un concorso letterario e sono arrivata in finale, guadagnandomi la pubblicazione. Con Elettra ho lavorato più a fondo, soprattutto sulle rivisitazioni moderne del mito che ci portano a guardare la stessa storia e gli stessi personaggi da altre angolazioni, in un grande dibattito intertestuale: una specie di social forum con interventi da epoche e mondi diversi.  Un grande gioco di specchi, di cui anche noi lettori possiamo entrare a far parte.

- Una anticipazione sulla sua prossima opera letteraria ....

Il mio prossimo lavoro riguarda la figura di Fedra, a partire dal formidabile testo di Euripide, l’Ippolito. Un’indagine, in primo luogo, sull’amore e sul desiderio: un territorio sconosciuto ad Antigone ed Elettra…

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